Nuova citycar giapponese che si posiziona bene nel segmento forte di semplicità ed economia. Non spicca per immagine personale o prestazioni assolute, ma è onesta compagna di spostamenti urbani, razionale fuori quanto dentro, con capienza discreta in rapporto all’ingombro, entro i 3,6 metri. Una cinque porte che si guida facilmente con reazioni oneste e contenuti coerenti al target, con valida ergonomia degli interni anche per misure abbondanti e carico relativo da poter gestire.
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Unica la propulsione tricilindrica, 900cc volendo anche a GPL, ma con cavalli a sufficienza per qualunque città a bordo della piccola Celerio, quasi inattesi pensando alla medesima cubatura qualche decennio addietro. Diverse le varianti di allestimento dove stando sulla economicissima base si rinuncia a molto, pur se in ogni caso non compaiono mai chicche o lusso anche salendo in gamma. Semmai da considerare la versione con cambio automatico robotizzato, a poca differenza prezzo: toglie dei bei pensieri mantenendo il medesimo rendimento motoristico (consumi e prestazioni).
Modello ancor giovane sul mercato, si orienta verso una buona commerciabilità in prospettiva, visto l’uso urbano di facile approccio, mentre a livello tecnico le caratteristiche di casa Suzuki non dovrebbero prefigurare oneri inattesi.
Modello al debutto nel 2014, nasce coniugando le esperienze del costruttore sui mercati emergenti come l’India, dove i volumi di questo modello sono elevatissimi e permettono di realizzarlo con solidità a costi contenuti. Tecnologia e sistemi sono al passo con i tempi senza eccessi, usando motore benzina tre cilindri e alcune varianti diverse (bicilindrico) per mercati selezionati. La versione europea viene subito accolta con buon riscontro grazie alla razionalità e il prezzo conveniente.