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Fino a 650.000 euro per lasciare il posto di lavoro: è questa la cifra che rende particolarmente interessante il piano di riorganizzazione avviato da BMW in Germania. Il gruppo automobilistico bavarese ha lanciato un programma di incentivi all’esodo per ridurre il proprio organico senza ricorrere necessariamente ai licenziamenti. L’iniziativa, tuttavia, ha attirato un numero di adesioni potenziali talmente elevato da spingere l’azienda a interrompere anticipatamente la raccolta delle manifestazioni d’interesse. Sono bastate due settimane per raggiungere il traguardo previsto.
Le cifre circolate attorno al piano di BMW sono particolarmente significative: in alcuni casi le indennità di uscitapossono superare i 650.000 euro. Le condizioni vengono infatti definite individualmente, sulla base di criteri aziendali, e possono variare in funzione di elementi come retribuzione, anzianità e situazione professionale. Il programma comprende inoltre incentivi per chi anticipa la data di uscita, indicati come Turboprämie, oltre a possibili agevolazioni legate alle auto aziendali e ad alcuni benefit normalmente riservati agli ex dipendenti in pensione.
Le finestre temporali indicate per l’uscita erano il 31 marzo e il 31 ottobre 2027, con premi aggiuntivi per chi sceglie di lasciare prima. Tra le opzioni previste figurano anche diverse modalità di pagamento dell’indennità, dalla liquidazione in un’unica soluzione alla possibilità di suddividere l’importo o destinarne una parte a strumenti previdenziali. Il programma è rivolto soprattutto al personale delle aree indirette, come amministrazione, ricerca e sviluppo, e non agli addetti alla produzione. Un aspetto fondamentale è il principio della doppia volontarietà: non basta che il lavoratore accetti l’offerta, perché anche BMW deve approvare la risoluzione consensuale del contratto.
L’obiettivo del gruppo è ridurre il personale fino a 8.000 posizioni e contenere strutturalmente i costi. Anche BMW, pur avendo affrontato la crisi meglio di alcuni rivali in determinate fasi, deve adattare la propria struttura a un mercato in trasformazione. La riorganizzazione riguarda quindi anche le attività di ricerca e sviluppo, dopo gli investimenti destinati alla nuova generazione di modelli e tecnologie della Neue Klasse.
Il costo iniziale del piano sarà compensato dai risparmi futuri: la dirigenza punta a ottenere un miliardo di euro di risparmi annuali dal 2028. Il ridimensionamento dovrebbe avvenire attraverso più strumenti, tra cui le uscite volontarie, il ricambio naturale e altre formule di gestione del personale. Il successo dell’iniziativa dimostra quanto le condizioni economiche offerte possano incidere sulle decisioni dei dipendenti, soprattutto in presenza di importi elevati e di una lunga anzianità aziendale. Resta però da capire quanti lavoratori lasceranno effettivamente il gruppo e quale sarà l’impatto definitivo sulle attività.