Guerra in Iran, ecco quanto stanno crescendo le vendite di auto elettriche nel mondo

Guerra in Iran, ecco quanto stanno crescendo le vendite di auto elettriche nel mondo
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La crisi energetica e il caro carburanti accelerano la domanda di auto elettriche nel mondo. Secondo i dati Ember, 49 Paesi su 56 hanno raggiunto nuovi record di penetrazione delle vetture a batteria nel 2026. In controtendenza gli Stati Uniti, dove le vendite rallentano tra incentivi cancellati e cambiamenti normativi
14 ottobre 2026

La guerra in Iran sta cambiando gli equilibri del mercato automobilistico mondiale. L'aumento del prezzo del petrolio e le preoccupazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici stanno spingendo sempre più automobilisti a valutare l'acquisto di un'auto elettrica. La crescita della mobilità a zero emissioni ha accelerato in numerosi mercati dopo l'inizio del conflitto, con conseguenze che vanno ben oltre il costo del pieno. Il fenomeno interessa sia i Paesi già avanzati nell'elettrificazione sia quelli in cui le vetture a batteria stanno conquistando nuove fasce di consumatori.

Il caro benzina spinge le vendite di auto elettriche: i numeri nei mercati internazionali

I dati Ember mostrano una tendenza significativa: 49 Paesi su 56 monitorati hanno registrato nel 2026 nuovi record nella quota di mercato delle auto elettriche. Tra marzo e agosto, le vendite di modelli a batteria sono cresciute del 165% in Nuova Zelanda, del 136% in Australia, del 124% in Cile e del 58% in India, confrontando i sei mesi successivi alla crisi con quelli precedenti. Anche l'Europa beneficia dell'aumento dei prezzi dei carburanti, ma la crescita non dipende esclusivamente dalla situazione geopolitica: incentivi, normative sulle emissioni e maggiore disponibilità di modelli accessibili contribuiscono a rendere le vetture elettriche più competitive.

La Germania rappresenta un esempio emblematico: nell'agosto 2026 le auto elettriche a batteria hanno raggiunto il 27,5% delle immatricolazioni, con un incremento del 50% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. In Uruguay la quota è arrivata al 38%, in Vietnam al 51% e in Norvegia al 98%. Nei primi otto mesi dell'anno le vendite mondiali di auto elettriche sono aumentate dell'11% su base annua; escludendo Stati Uniti e Cina, la crescita ha raggiunto il 45%. Il quadro, tuttavia, è eterogeneo: in Cina il mercato resta il più sviluppato, mentre negli Stati Uniti le vendite di nuovi modelli elettrici sono diminuite del 30% nei primi nove mesi del 2026, anche per la fine del credito d'imposta federale da 7.500 dollari e il ridimensionamento delle politiche di sostegno.

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Petrolio, sicurezza energetica e futuro della mobilità elettrica

I Paesi importatori di petrolio avrebbero evitato complessivamente l'importazione di circa 200 milioni di barili di greggio, per un valore stimato di 20 miliardi di dollari, grazie alla diffusione dei veicoli elettrici dall'inizio della guerra. La sola Cina avrebbe ridotto il fabbisogno di petrolio importato di circa 14 miliardi di dollari, considerando il contributo del parco di auto elettriche. Una prospettiva coerente con l'analisi dell'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), secondo cui la crisi in Medio Oriente ha riportato al centro il legame tra trasporti, dipendenza dai combustibili fossili e sicurezza degli approvvigionamenti. L'IEA sottolinea inoltre che l'elettrificazione può guadagnare ulteriore slancio, ma che l'andamento delle vendite dipenderà anche dalle politiche pubbliche e dalle condizioni economiche.

Il costo iniziale delle vetture, la disponibilità di infrastrutture di ricarica, le tariffe dell'elettricità e gli incentivi continueranno a influenzare le decisioni d'acquisto. Per i costruttori, intanto, la crisi rappresenta sia un'opportunità sia una sfida: chi offre auto elettriche accessibili, autonomie adeguate e tempi di ricarica competitivi può intercettare una domanda in crescita, mentre chi resta legato ai soli modelli a combustione rischia di perdere terreno nei mercati più dinamici. La guerra non determina da sola la transizione energetica, ma sta rendendo più evidente un fattore decisivo per gli automobilisti: la dipendenza dal petrolio può trasformarsi rapidamente in un problema economico concreto.

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