Mazda, il motore rotativo tenta il ritorno alle ruote: fra brevetto anti-emissioni e nostalgia

Mazda, il motore rotativo tenta il ritorno alle ruote: fra brevetto anti-emissioni e nostalgia
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Il costruttore giapponese valuta l'abbandono della funzione di semplice "range extender" per riportare il Wankel al centro della trazione, abbinandolo all'ibrido e a un cambio tradizionale. Ma tra norme ambientali e sostenibilità economica, il cammino resta in salita.
30 settembre 2026

La ricerca di una rinascita per il motore rotativo Wankel compie un ulteriore passo in avanti in casa Mazda e, dopo l'esperimento della MX-30 R-EV (dove il monorotore veniva utilizzato esclusivamente come generatore per ricaricare la batteria, con un riscontro commerciale modesto in Europa), la casa di Hiroshima sta valutando il ritorno del rotativo come propulsore diretto per le ruote.

A confermare l'orientamento è Moritz Oswald, project manager per la pianificazione prodotto di Mazda Motor Europe, il quale ha sottolineato ai microfoni di Car Megazine come gli appassionati della tecnologia rotativa cerchino un'esperienza di guida autentica, caratterizzata dal salire dei giri e dalla componente sonora della combustione, elementi penalizzati dall'impiego come range extender.

 

La tecnologia: il brevetto EGR e la scorciatoia ibrida

Per superare i storici punti deboli del motore Wankel - elevati consumi e alti livelli di emissioni nocive che ne decretarono la fine sulla RX-8 nel 2012 -, Mazda ha depositato un brevetto dedicato per un sistema di ricircolo dei gas di scarico (EGR). Lo schema tecnico prevede due luci di scarico laterali sullo statore: la prima si apre precocemente per convogliare i gas ad alta temperatura verso un turbocompressore garantendo la potenza necessaria, mentre la seconda si apre successivamente per inviare i gas esausti più freddi attraverso un radiatore EGR.

Questo riafflusso raffredda lo statore, consentendo al motore di girare con una miscela aria-carburante più magra senza innescare fenomeni di detonazione, superando il vecchio metodo che richiedeva l'iniezione di carburante in eccesso per raffreddare la camera di combustione.

L'architettura ipotizzata prevede l'abbinamento a un sistema ibrido, strategico per superare i test sulle emissioni a freddo nei primi dieci secondi dall'avvio, consentendo alla vettura di partire in modalità 100% elettrica prima dell'accensione del rotativo. Sul fronte della trasmissione, Mazda ha escluso l'impiego di cambi a variazione continua (CVT), ritenuti penalizzanti per il coinvolgimento di guida, orientandosi verso cambi automatici tradizionali in grado di mantenere il legame diretto tra guidatore e meccanica, in continuità con quanto mostrato sul concept Iconic SP da 365 CV.

Nonostante i progressi tecnici e il lavoro del gruppo di sviluppo dedicato al rotativo, la fattibilità commerciale dell'operazione rimane complessa. L'impostazione sportiva e di nicchia di un'ipotetica erede delle RX-7 ed RX-8 deve fare i conti con normative sulle emissioni sempre più stringenti e con la necessità di garantire un ritorno economico sostenibile per l'azienda.

La presenza di dirigenti ed ingegneri appassionati all'interno del marchio rappresenta la spinta principale del progetto, ma la reale transizione verso la produzione di serie dovrà dimostrare di saper bilanciare l'eredità storica con le esigenze di bilancio del mercato automobilistico attuale.

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