Mazda prepara una nuova sportiva? I brevetti svelano una roadster a trazione posteriore con porte ad

Mazda prepara una nuova sportiva? I brevetti svelano una roadster a trazione posteriore con porte ad
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Nuovi brevetti Mazda alimentano le indiscrezioni sul possibile arrivo di una nuova sportiva. I documenti mostrano una roadster a trazione posteriore, con telaio in alluminio, motore anteriore e spettacolari porte butterfly. Nessuna conferma ufficiale, ma gli indizi sembrano rafforzare la strategia del marchio giapponese dopo il debutto della Iconic SP
20 luglio 2026

Il futuro delle auto sportive Mazda torna ad accendere la fantasia degli appassionati. Alcuni nuovi brevetti depositati dalla Casa di Hiroshima e pubblicati recentemente mostrano infatti una vettura inedita che potrebbe rappresentare la base tecnica di un futuro modello ad alte prestazioni. Le immagini rivelano una configurazione decisamente interessante: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, struttura leggera in alluminio e persino scenografiche porte ad ala di farfalla. Un progetto che, pur non confermando l'arrivo di una nuova RX o di un'erede della MX-5, lascia intendere che Mazda continui a investire nello sviluppo delle sportive tradizionali.

Un telaio completamente nuovo per una futura sportiva Mazda

I documenti depositati da Mazda descrivono una piattaforma inedita realizzata con un sofisticato space frame in alluminio, studiato per ottenere elevata rigidità strutturale e contenere il peso complessivo della vettura. La configurazione è quella tipica delle grandi sportive: motore anteriore disposto longitudinalmente e trazione posteriore, soluzione che garantisce un migliore bilanciamento delle masse e un comportamento dinamico particolarmente coinvolgente.

L'aspetto più sorprendente riguarda però le porte butterfly, adottate non tanto per ragioni estetiche quanto per migliorare l'accessibilità dell'abitacolo senza compromettere la sicurezza in caso di urto laterale. I brevetti, infatti, descrivono nel dettaglio la geometria del telaio e delle cerniere, evidenziando come l'apertura verso l'alto derivi anche da precise esigenze progettuali.

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Niente motore rotativo nei brevetti, ma il legame con la Iconic SP resta forte

Uno degli aspetti più curiosi è l'assenza di qualsiasi riferimento al celebre motore rotativo. Nei disegni tecnici compare infatti un tradizionale quattro cilindri longitudinale, elemento che ha immediatamente smentito le ipotesi di un'immediata rinascita della famiglia RX.

Questo, tuttavia, non significa che Mazda abbia abbandonato definitivamente il Wankel. Negli ultimi anni la Casa giapponese ha più volte ribadito il proprio interesse per questa tecnologia, soprattutto come parte di sistemi elettrificati. Il concept Mazda Iconic SP, presentato al Japan Mobility Show, ha dimostrato proprio questa filosofia, abbinando un sistema elettrico a un'unità rotativa impiegata come range extender. Anche alcuni dirigenti europei del marchio hanno recentemente confermato che l'idea di una nuova sportiva collocata sopra la MX-5 rimane concreta, purché economicamente sostenibile.

Brevetti non significano produzione, ma Mazda continua a investire nelle sportive

Come sempre accade nel settore automotive, il deposito di un brevetto non equivale alla conferma dell'arrivo di un nuovo modello. Le Case automobilistiche registrano frequentemente soluzioni tecniche che potrebbero anche non raggiungere mai la produzione di serie. Tuttavia, il numero di brevetti pubblicati negli ultimi anni e la coerenza con la filosofia progettuale mostrata dalla Iconic SP raccontano una storia diversa.

Mazda continua infatti a considerare le auto sportive un elemento fondamentale della propria identità, nonostante il mercato sia sempre più orientato verso SUV ed elettrificazione. La presenza di un telaio completamente nuovo, sviluppato specificamente per una configurazione a trazione posteriore, suggerisce che il marchio stia mantenendo aperta la porta a una futura coupé o roadster destinata ad affiancare la MX-5. Per il momento non esistono date ufficiali né conferme sulla produzione, ma questi brevetti rappresentano uno dei segnali più concreti degli ultimi anni che qualcosa si stia realmente muovendo nei centri di sviluppo di Hiroshima.

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