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Mentre mezza industria annuncia ritirate strategiche e l'altra metà rincorre le batterie, Renault ha scelto una terza via. E l'ha scelta per uno dei suoi modelli più importanti: la Renault Austral, il SUV compatto che la casa della Losanga ha tutta l'intenzione di tenere in listino ben oltre il 2030. Ma quella che arriverà a fine decennio sarà un'Austral profondamente diversa da quella attuale, a partire da ciò che nessuno vede: il motore.
Il primo a salutare sarà il TCe 1.2 tre cilindri, l'unità che ha accompagnato la generazione attuale e che nei mesi scorsi aveva fatto parlare di sé per alcune criticità emerse su un numero significativo di esemplari in Europa, poi risolte. Renault ha deciso di non prolungarne la carriera: nei prossimi mesi verrà progressivamente sostituito dal TCe 1.8 già visto sui nuovi modelli ibridi di Dacia, in attesa del vero salto tecnologico.
Perché il piatto forte arriva dopo. Gli specialisti di HORSE, la joint venture che sviluppa i propulsori termici del gruppo, stanno lavorando a un inedito turbo benzina 1.5 da 163 CV destinato a prendere il posto dell'attuale sistema HEV da 200 CV. La potenza complessiva del nuovo powertrain salirà fino a circa 250 CV, con la possibilità di ospitare uno o due motori elettrici.
Ed eccola, l'impresa. Il nuovo 1.5 turbo non trasmetterà un solo cavallo alle ruote. Farà esclusivamente da generatore, producendo energia per il motore elettrico che spingerà l'avantreno con una potenza massima di 150 CV. Uno schema che ricorda da vicino il Nissan e-POWER, ma che Renault promette di declinare a modo suo, senza copiare il cugino giapponese.
Il risultato è un EREV senza spina: un veicolo elettrico ad autonomia estesa che però non prevede la ricarica dalla presa. L'obiettivo dichiarato è far viaggiare l'Austral in modalità elettrica il più a lungo possibile, replicando le sensazioni di guida di una vettura a batteria senza le ansie da colonnina. Il sistema sarà inoltre predisposto per accogliere un secondo motore elettrico al retrotreno, aprendo la porta alla trazione integrale.
Il dettaglio più interessante, però, guarda ancora più lontano. Il nuovo motore firmato HORSE è progettato per funzionare non solo a benzina ma anche con carburanti sintetici. Una scelta tutt'altro che casuale: se l'Europa dovesse davvero aprire agli e-fuel a basse emissioni, Renault avrebbe in mano il lasciapassare per portare la combustione oltre il 2035, la data che dovrebbe segnare lo stop alle vendite di auto termiche nel Vecchio Continente.
Nel frattempo l'Austral continuerà la sua evoluzione anche fuori. Dopo il recente e profondo restyling, considerato dal marchio quasi un nuovo modello, il SUV riceverà ulteriori aggiornamenti estetici intorno al 2028, quanto basta per accompagnarlo con dignità fino alla metà del prossimo decennio. Ma la vera partita, questa volta, si giocherà tutta sotto il cofano. E Renault sembra convinta di avere le carte giuste per vincerla.
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