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Non pagare una multa stradale entro i termini previsti potrebbe diventare meno penalizzante sul lungo periodo. Il nuovo testo-base del Codice della Strada, ancora al vaglio nell'ambito dell'iter di riforma, prevede infatti di eliminare la maggiorazione automatica del 10% per ogni semestre sulle sanzioni rimaste insolute. Una novità che, se confermata, cambierebbe il meccanismo oggi previsto per le multe non pagate. Oggi, una multa deve essere normalmente pagata entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica. Se il pagamento avviene entro i primi cinque giorni, quando previsto, è possibile usufruire della riduzione del 30%. Superati i 60 giorni senza pagamento, la somma dovuta viene invece rideterminata secondo le regole previste dal Codice della Strada e può, per molte violazioni, arrivare sostanzialmente a raddoppiare rispetto all'importo iniziale.
La proposta interviene soprattutto sulla fase successiva: verrebbe cancellata la maggiorazione del 10% ogni sei mesi collegata al protrarsi del mancato pagamento. Attualmente questo incremento è soggetto a un tetto massimo del 60%, introdotto dalla legge n. 177/2024. Se la riforma venisse approvata, il semplice trascorrere del tempo non farebbe quindi più crescere automaticamente il debito per effetto delle maggiorazioni semestrali. Resterebbero comunque dovuti gli importi previsti dopo la scadenza dei termini e gli eventuali costi di notifica e riscossione.
Il nuovo impianto potrebbe inoltre introdurre un avviso bonario obbligatorio prima dell'avvio della riscossione. L'amministrazione dovrebbe comunicare al cittadino l'importo complessivamente dovuto e le somme da versare, indicando anche che, in caso di mancato pagamento entro 30 giorni, si procederebbe con l'iscrizione a ruolo e la successiva riscossione. La proposta prevede inoltre la possibilità di chiedere la rateizzazione del debito dopo l'avvio della procedura di recupero.
La misura si inserisce in un progetto di revisione più ampio del Codice della Strada. Il MIT ha indicato tra gli obiettivi della riforma anche multe più proporzionate e meno vessatorie, oltre allo stop all'aumento automatico delle sanzioni legato all'inflazione. A settembre 2026 il Ministero ha inoltre sottoposto agli operatori una nuova tabella con 795 fattispecie sanzionatorie: secondo il MIT, nel complesso l'impatto economico sarebbe inferiore di circa il 7% rispetto al sistema vigente. Attenzione, però: la cancellazione degli aumenti sulle multe non è ancora legge. Il testo-base dovrà completare il necessario iter legislativo prima di poter entrare in vigore. Fino ad allora continuano ad applicarsi le regole attuali, compresa la maggiorazione prevista per le sanzioni non pagate.