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La sicurezza dei ciclisti torna al centro del dibattito sul Codice della Strada. La revisione normativa presentata nell'ottobre 2026 introduce nuove disposizioni dedicate agli utenti più vulnerabili, con l'obiettivo di ridurre i rischi negli incroci, nelle svolte e durante le manovre dei veicoli di grandi dimensioni. Non tutte le misure, però, sono immediatamente applicabili: il nuovo provvedimento deve completare il proprio iter prima di diventare definitivo.
Tra gli interventi più significativi previsti dalla revisione del Codice della Strada c'è l'attenzione alla sicurezza di chi circola in bicicletta, soprattutto nei contesti urbani dove auto, autobus, camion e due ruote condividono spazi spesso limitati. Il testo punta a precisare i comportamenti richiesti agli automobilisti in presenza di ciclisti e durante gli attraversamenti delle piste a loro riservate. L'obiettivo è ridurre le situazioni di pericolo agli incroci e nei punti in cui la visibilità è ridotta. Per chi guida un'automobile, questo significa prestare particolare attenzione prima di svoltare, cambiare corsia o effettuare una manovra che possa interferire con il percorso di una bicicletta.
Un altro capitolo centrale riguarda i veicoli pesanti. La revisione prevede l'installazione di sistemi tecnologici sui camion e sugli autobus per individuare la presenza di pedoni e ciclisti nelle zone laterali e posteriori del mezzo. Si tratta di un intervento particolarmente rilevante nelle svolte a destra, nelle retromarce e nelle manovre in prossimità degli incroci, quando chi si trova accanto a un mezzo pesante può risultare difficilmente visibile dal posto di guida.
I cosiddetti angoli ciechi rappresentano infatti un rischio concreto per chi si sposta sulle due ruote. Sensori e dispositivi di rilevamento possono contribuire a segnalare la presenza di utenti vulnerabili, offrendo al conducente un supporto aggiuntivo durante le manovre. La tecnologia, naturalmente, non sostituisce la prudenza né elimina ogni rischio: la sicurezza dipende anche dalla visibilità, dalla velocità, dalla corretta valutazione degli spazi e dal comportamento di tutti gli utenti della strada.
La riforma interviene anche sul rapporto tra conducenti e ciclisti negli attraversamenti e nei tratti urbani condivisi. Tra le disposizioni annunciate figurano una maggiore attenzione nei confronti delle biciclette che procedono sulla carreggiata e indicazioni specifiche sulla distanza che i ciclisti devono mantenere dai veicoli pesanti in prossimità delle intersezioni e durante le manovre. Per gli automobilisti, la regola pratica resta quella di affrontare gli incroci senza dare per scontato che la strada sia libera e di controllare attentamente gli specchietti prima di svoltare.
È importante ricordare anche una disposizione già introdotta dalla riforma entrata in vigore il 14 dicembre 2024: durante il sorpasso di una bicicletta, il conducente di un veicolo a motore deve mantenere, ove possibile, una distanza laterale di almeno 1,5 metri. La previsione è legata alle condizioni della strada e alla possibilità concreta di eseguire la manovra in sicurezza. Se lo spazio non è sufficiente, è necessario rinunciare al sorpasso e attendere una situazione favorevole.
Il nuovo Codice della Strada 2026 non riguarda soltanto le biciclette, ma introduce una revisione più ampia delle regole di circolazione, delle sanzioni e degli obblighi per diverse categorie di utenti.
Tra i capitoli più rilevanti c'è quello dedicato ai pedoni. Il testo prevede maggiori cautele durante l'attraversamento della strada e richiama l'importanza di rendersi visibili di notte sulle strade extraurbane prive di illuminazione. Nel testo approvato in via preliminare non compare invece la discussa multa specifica da 75 euro per l'utilizzo dello smartphone durante l'attraversamento.
Sul fronte delle biciclette e dei monopattini elettrici, la riforma punta a rafforzare la tutela degli utenti vulnerabili e il rispetto delle precedenze agli attraversamenti. È prevista la possibilità di accertare a distanza alcune violazioni, comprese quelle relative alla precedenza a pedoni e ciclisti. Per i monopattini a noleggio viene inoltre introdotto l'obbligo di documentare con una fotografia il corretto posizionamento del mezzo al termine del noleggio. Il testo interviene anche sui cicli a propulsione elettrica, prevedendo nuovi requisiti di sicurezza, tra cui casco e contrassegno per le categorie interessate dalla disposizione. Per conoscere gli obblighi esatti sarà necessario fare riferimento al testo definitivo.
Novità anche per motociclisti e automobilisti. Per chi viaggia in moto in autostrada sono previste protezioni per la schiena e per le mani, mentre viene contemplata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in caso di incidenti o rallentamenti. Il progetto comprende inoltre un programma per l'installazione di barriere stradali salvamotociclisti. Per gli automobilisti, il provvedimento punta a rendere più progressivo il calcolo delle sanzioni per eccesso di velocità, rapportandole ai chilometri orari oltre il limite, e riduce da 90 a 45 giorni il termine per notificare i verbali relativi alle violazioni accertate a distanza.
Un altro asse centrale è la digitalizzazione. Il progetto consente di esibire in formato digitale i documenti di guida e di circolazione e aggiorna le regole sulla validità delle patenti, estendendo fino a 65 anni il rinnovo decennale per quelle di auto e moto. Sono inoltre previste nuove disposizioni per i conducenti professionali, per i richiami di sicurezza dei veicoli e per la guida automatizzata. Sul fronte dell'inclusione, tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), per facilitare gli spostamenti delle persone con disabilità, mentre sono previste sanzioni più severe per l'utilizzo improprio dei contrassegni. Il quadro è quindi ampio: sicurezza stradale, nuove tecnologie e semplificazione amministrativa sono i principali obiettivi della riforma, ma per stabilire quando ogni singola misura diventerà obbligatoria bisognerà attendere il completamento dell'iter legislativo.