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Fare retromarcia al casello autostradale potrebbe diventare legale, ma soltanto in una circostanza ben precisa. Tra le novità contenute nel nuovo Codice della Strada compare infatti una deroga al divieto che oggi interessa anche le piste di esazione del pedaggio. La modifica punta a risolvere una situazione concreta: quando la barriera non si alza oppure il sistema di pagamento è fuori uso, l’automobilista potrebbe avere la necessità di raggiungere un’altra corsia funzionante.
La novità è contenuta nell’articolo 54 dello schema del nuovo Codice della Strada, che interviene sulla disciplina dei comportamenti da tenere sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. Il principio generale rimane invariato: la retromarcia in autostrada continua a essere vietata sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli e sulle corsie di emergenza. In pratica, se un automobilista arriva al casello e la sbarra rimane abbassata a causa di un malfunzionamento, oppure il sistema di pagamento non consente di proseguire, la nuova disposizione permetterebbe di arretrare per raggiungere un’altra pista utilizzabile.
Non si tratta, quindi, di un’autorizzazione generale a fare marcia indietro per correggere qualsiasi errore di percorso. La distinzione è importante soprattutto per chi imbocca per sbaglio una corsia riservata al telepedaggio senza disporre del dispositivo necessario. In questo caso, l’errore di corsia non costituisce automaticamente una condizione che autorizza la retromarcia. La deroga è legata al guasto delle barriere o degli altri apparati, non alla semplice comodità di cambiare varco.
Fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, il riferimento resta l’articolo 176 del Codice della Strada, che vieta di effettuare retromarcia sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli autostradali, comprese le corsie per la sosta di emergenza. Le eccezioni attualmente previste riguardano le manovre necessarie nelle aree di servizio o di parcheggio, ma non comprendono il normale arretramento nelle piste del casello per raggiungere un altro varco. Le conseguenze economiche possono essere significative. Per la violazione del divieto, la normativa vigente prevede una multa da 430 a 1.731 euro. In caso di pagamento entro cinque giorni dalla notificazione del verbale, l’importo minimo può scendere a 301 euro grazie alla riduzione del 30%, quando applicabile.
È inoltre prevista la decurtazione di dieci punti dalla patente. Il rischio non riguarda soltanto il portafoglio. Una manovra in retromarcia in prossimità delle barriere può sorprendere chi segue, creare situazioni di conflitto tra veicoli e aumentare il pericolo di collisioni in un’area nella quale gli automobilisti stanno già rallentando, cambiando corsia o effettuando il pagamento. Per questo motivo, anche quando si verifica un problema al casello, è fondamentale non improvvisare manovre potenzialmente pericolose e seguire le indicazioni del personale e le procedure previste dal gestore autostradale.
Lo schema di decreto legislativo deve completare l’iter istituzionale previsto, con i pareri degli organi competenti e il successivo passaggio per l’approvazione definitiva. Il testo definitivo è atteso entro marzo 2027, mentre l’applicazione delle nuove disposizioni è prevista dal 2028. Le tempistiche restano legate al completamento dell’iter normativo. C’è poi un altro aspetto da considerare: l’eccezione prevista per i caselli non elimina il divieto di retromarcia sulle altre parti dell’autostrada. Non sarà quindi possibile fare marcia indietro su una rampa, uno svincolo o una carreggiata per recuperare un’uscita mancata, né utilizzare la corsia di emergenza per correggere un errore di percorso.
La regola generale resta orientata alla sicurezza della circolazione e la deroga riguarda soltanto il malfunzionamento degli apparati nelle piste di pagamento. Per gli automobilisti, il consiglio è quindi di non considerare già legale la manovra in caso di guasto: fino all’effettiva entrata in vigore della modifica, si applicano le regole attuali. Se la barriera non si apre o il sistema di pagamento non funziona, la scelta più prudente è chiedere assistenza attraverso gli strumenti disponibili al casello e attenersi alle istruzioni ricevute.