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Era il 1999 quando Star Wars Episode I: Racer portava su PC e Nintendo 64 le folli gare degli speeder viste ne La Minaccia Fantasma. Oggi, quasi trent’anni dopo, Star Wars Galactic Racer raccoglie quell’eredità e la porta nel XXI secolo.
Un semplice remake sarebbe stato un’occasione sprecata: il pubblico attuale è molto più giovane del film e del gioco originale, e serviva un titolo capace di reinterpretare quel concept con sensibilità moderne.
L’Impero è caduto e la Nuova Repubblica sta riportando ordine e libertà. Le gare di speeder non sono più clandestine, e l’imprenditore Darius Pax fonda la Galactic League.
Il campione in carica, Kestar Bool, domina con metodi poco ortodossi, tanto da spingere Pax ad arruolare Shade, il pilota che impersoneremo, per riportare equilibrio e spettacolo nel campionato.
La progressione è semplice: si gareggia, si raccolgono risorse, si migliorano i mezzi e si punta alla vittoria finale nella Galactic League. I tracciati sono distribuiti su sei pianeti, alcuni iconici e altri creati appositamente per il gioco. Tra quelli noti troviamo:
Jakku, il pianeta desertico da cui parte la storia di Rey in Episodio VII
Tatooine, con i suoi due soli e le sue distese sabbiose, presente in tutta la saga
I mezzi disponibili sono tre, ognuno con una propria identità:
Speeder — più pesanti e resistenti
Speederbike — leggere, maneggevoli, ma espongono di più il pilota
Skim — una via di mezzo creata appositamente per Galactic Racer
Pur non essendo un simulatore come Assetto Corsa o Flight Simulator, la fisica è coerente: dopo una curva stretta il mezzo non si riallinea immediatamente, e serve sensibilità per gestire l’inerzia e mantenere la traiettoria. Non è possibile fare tutto il giro con il turbo attivo, dovremo impare linee e traiettorie per evitare costosi incidenti
La storia procede in modo lineare: si vince, si ottengono crediti, si sbloccano nuove parti. Ogni ritiro comporta il riavvio del campionato, e a ogni riavvio le gare cambiano, mantenendo varietà e imprevedibilità. Anche gli upgrade si azzerano, ma la lista di modifiche disponibili cresce man mano che si progredisce.
Le gare sono tiratissime: servono riflessi, memoria dei tracciati, conoscenza delle scorciatoie e capacità di gestire gli avversari, che non si fanno problemi a usare metodi poco sportivi.
Non è un arcade “tieni premuto l’acceleratore e vai”: qui si costruisce il vantaggio, lo si difende e lo si porta fino al traguardo. Diversamente da titoli come Screamer, dove la volata finale è inevitabile, nella Galactic League è possibile creare un distacco reale e mantenerlo.
La componente visiva è uno dei punti forti del gioco. Gli scenari — deserti, foreste, pianeti ghiacciati — sono ricchi di dettagli, con asset ripetuti solo quando ha senso farlo.
Su PS5 l’animazione è risultata sempre fluida, anche nei momenti più caotici, con numerosi mezzi a schermo e particellari ovunque. Star Wars Galactic Racer supporta anche il gioco in streaming tramite Remote Play: sulla nostra PlayStation Portal, però, abbiamo riscontrato rallentamenti e cali di fluidità tali da non renderlo giocabile, diverso il discorso streaming direttamente dalla console: in questo caso funziona in modo fluido.
Star Wars Galactic Racer è un ritorno riuscito: diverte gli appassionati della saga grazie ai personaggi, ai pianeti iconici e alle ambientazioni spettacolari, ma funziona anche per chi non conosce l’universo di Star Wars.
Le piste sono varie, le gare intense e i l sistema di progressione mantiene vivo l’interesse.Non è un simulatore, ma è un arcade con identità, ritmo e una fisica credibile. Un titolo che riesce a riportare in vita le corse degli speeder senza limitarsi alla nostalgia.