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Da anni mancava un gioco di corse arcade che non si vergognasse di esserlo. Screamer prova a colmare proprio quel vuoto: un titolo frenetico, immediato, che rinuncia alle finezze dei simulatori per abbracciare l’essenza più pura dell’arcade. Non è Mario Kart, non è Ridge Racer, ma un ibrido moderno: auto ispirate a modelli reali, rivisitate in chiave manga e cyberpunk, e un sistema di combattimento integrato nelle gare.
Prima ancora di scendere in pista, Screamer colpisce per la sua estetica. La sigla di apertura è una vera intro anime, con musica J‑POP/J‑Rock sparata a tutto volume. Tutti i materiali video sono stati realizzati in Giappone da Polygon Pictures, storico studio 3DCG (Ghost in the Shell 2, Ajin, Blame!, opening di Street Fighter IV/V). La regia è di Daisuke Shimamura, già al lavoro su Baki Hanma e Layton Mystery Tanteisha.
La modalità principale è semplice da capire ma impegnativa da padroneggiare: una bagarre continua che si decide spesso all’ultima curva. Tutto è concesso, anche tentare l’eliminazione fisica degli avversari: il combattimento è parte integrante del gameplay.
E' un gioco di riflessi per usare il potenziamento gousto al momento giusto, e dove nulla è deciso fino al traguardo, soprattutto la vostra vittoria. Due i tipi di gara singolo oppure a squadre. La modalità a squadre assegna un punteggio ad ogni pilota della vostro team, per cui anche una prima posizione non garantisce necessariamente la vittoria.
Come abbiamo scritto Screamer nella modaità offline principale da molta importanza alla storia. Col susseguirsi dei capitoli ci faremo strada nel background dei personaggi, tra desideri di vendetta, faide familiari e tragedie del passato che tornano a tornentare i protagonisti. Non intertreperemo un solo personaggio, ma il protagonista del capitolo corrente, passando da una fazione all'altra. Un'aggiunta molto interessante che coinvolge il gioratore in una storia drammatica degna un Manga di successo.
La narrazione resta però un po' incompleta. .Ci si muove tra scena animate a dialoghi a fumetti che ricordano gli alboi delle adeventure grafiche come Monkey Islanda. Questo salto stilistico spezza un po' il ritmo narrativo. CI è piaciuta la scelta di far parlare i personaggio nelle loro llingue natali che siano italiano, francese o tedesco.
Screamer riprende uno stile di gare che non si vedeva da tempo, portando una ventata di freschezza nel panorama racing. Per la Generazione Z, abituata a simulatori e open world, questo tipo di arcade puro è quasi una novità. È il gioco perfetto per divertirsi senza pensare a track limits, controllo trazione o penalità IA: solo velocità, caos e adrenalina.