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Gear.Club Unlimited 3 appartiene chiaramente al mondo degli arcade. Non cerca il realismo di una simulazione e non richiede conoscenze tecniche particolari. Questo però non significa che si possa affrontare ogni gara senza attenzione. Le vetture reagiscono agli errori e il sovrasterzo di potenza è spesso dietro l'angolo. I diversi modelli mostrano comportamenti distinti e si avvertono anche le differenze tra trazione anteriore, posteriore e integrale, sempre in proporzione al pubblico a cui il gioco si rivolge e nei confini di un titolo arcade.
La vera sorpresa, però, è un'altra. Gear.Club Unlimited 3 non segue la filosofia del "muro come sponda" tipica di molti arcade: gli impatti con traffico, avversari e barriere vengono penalizzati e producono conseguenze tangibili.
Il risultato è che il giocatore viene spontaneamente spinto a guidare in modo più ordinato e preciso, cercando traiettorie pulite anziché affidarsi ai contatti. È l'aspetto più distintivo del gioco.
Uno degli aspetti che richiede maggiore adattamento riguarda la frenata. La sensazione generale è che il gioco non comunichi sempre con chiarezza il limite disponibile, rendendo inizialmente difficile individuare i punti di staccata ideali. Il volante offre un controllo maggiore, ma nemmeno in questo caso è semplice capire dove si trovi il limite in frenata.
Le prime vetture provate, una Nissan 240Z e una Nissan Silvia S15, mostrano una caratteristica comune. Entrando in curva a velocità eccessiva non si riscontra quasi mai un vero comportamento sottosterzante: superata una certa soglia, il gioco tende invece a trasformare l'errore in una perdita di aderenza del retrotreno. Questo rende le reazioni abbastanza prevedibili. Con il controller, però, una volta persa aderenza il recupero non sempre risulta intuitivo e alcune reazioni sembrano più artificiali che naturali.
Gear.Club Unlimited 3 è un gioco per cui il volante non è indispensabile, ma provarlo cambia la percezione della guida. La risposta è onesta: non ha la profondità con cui i titoli più simulativi restituiscono le asperità del terreno, ma funziona e trasmette un buon feeling.
Soprattutto, con il volante scompare il problema del controllo del sovrasterzo emerso con il pad: le sbandate che con il controller risultavano difficili da recuperare diventano gestibili. Per la nostra prova abbiamo usato un Logitech RS50 con pedaliera Logitech RS con freno a cella di carico, chiaramente un overkill, GCU3 non ha comunque sfigurato.
La progressione non si limita alla raccolta di nuove vetture o all'installazione degli upgrade. Il gioco introduce una componente gestionale con un peso concreto nello sviluppo del proprio club: oltre agli acquisti tradizionali è necessario assumere personale e investire in strutture e attrezzature per l'officina. Ogni area dell'officina è dedicata a un aspetto specifico della vettura: cerchi, vernice, aerodinamica, telaio e motore. Far crescere le strutture significa quindi ampliare le possibilità di intervento sulle auto.
Gare ed eventi fruttano denaro e tre tipi di risorse (leghe, circuiti elettronici e componenti). Con i crediti si possono comprare gli necessarie per i miglioramenti. Il personale, invece, va assegnato alle diverse stazioni dell'officina, dove garantisce sconti sull'acquisto degli upgrade; destinato alla concessionaria, abbassa invece il prezzo delle auto nuove. Decidere dove collocare ciascun membro della squadra diventa così una scelta che pesa sulla progressione.
Il sistema funziona e dà un obiettivo alle gare al di là della semplice vittoria.
La modalità storia viene raccontata attraverso immagini statiche in stile fumetto e dialoghi visualizzati a schermo. La soluzione è funzionale ma difficilmente coinvolgente. Viene spontaneo il confronto con produzioni molto più vecchie come il primo Need for Speed Underground, che già oltre vent'anni fa utilizzava filmati con attori reali per costruire personaggi e atmosfera. Probabilmente si tratta di una scelta dettata dal contenimento dei costi e dalla facilità di localizzazione, ma il risultato finale appare piuttosto economico.
Il traffico svolge principalmente il ruolo di ostacolo. I veicoli seguono rigidamente la propria traiettoria senza mostrare particolare attenzione nei confronti del giocatore o degli altri mezzi. Non mancano situazioni poco credibili, come autobus che continuano a spingere altre vetture (come nell'immagine qui sopra) per lunghi tratti senza modificare il proprio comportamento. Se non siete abbastanza veloci potreste subire tamponamenti e ricevere anche la penalizzazione per l'urto. È un limite evidente, ma non il difetto più grave del gioco.
Una delle curiosità maggiori riguardava la modalità Esplorazione libera in autostrada. Non si tratta però di un vero free roam: il giocatore può selezionare specifici tratti autostradali da percorrere liberamente, da solo o in split screen, senza cronometro e senza traffico.
I percorsi non sono collegati tra loro e non consentono divagazioni: sono grandi anelli chiusi, più vicini a circuiti che a una mappa aperta. La modalità può essere utile per rilassarsi, familiarizzare con una vettura o semplicemente guidare senza obiettivi, ma non va confusa con un open world alla Forza Horizon.
Abbiamo provato la versione Steam di Gear.Club Unlimited 3 con un HP OMEN 16 con AMD Ryzen AI 7 350, NVIDIA GeForce RTX 5050 Laptop (8 GB), 16 GB di RAM DDR5-5600, SSD NVMe da 1 TB, Windows 11 Home. L'impatto visivo è positivo. Le ambientazioni appaiono ben realizzate e il paesaggio offre un buon livello di dettaglio, contribuendo a rendere piacevoli anche le semplici fasi di trasferimento lungo i percorsi.
Anche il passaggio tra le due regioni è riuscito: tra Francia e Giappone le ambientazioni cambiano in modo credibile, restituendo due atmosfere ben distinte.
Non siamo ai livelli di Forza Horizon o Gran Turismo, ma il colpo d'occhio resta convincente. Su PC il supporto al DLSS aiuta a mantenere un buon compromesso tra qualità dell'immagine e fluidità: anche in 4K su TV il frame rate resta tranquillamente sopra i 60 fps.
Particolarmente riuscite, dal punto di vista scenografico, le gare notturne, grazie a un sistema di illuminazione che valorizza fari e luci ambientali. In alcune circostanze, però, l'oscurità risulta eccessiva. Ad alta velocità non sempre è facile leggere la strada e si avverte la mancanza di una funzione semplice ma potenzialmente utile come il lampeggio degli abbaglianti: una caratteristica spesso presente nei giochi dedicati alle corse stradali, che avrebbe giovato sia all'immersione sia alla leggibilità dell'azione.
Tra gli aspetti più convincenti c'è il comparto sonoro. Le vetture non si limitano a proporre leggere variazioni dello stesso effetto audio, ma mostrano differenze riconoscibili e coerenti con la tipologia di motore: passando da un modello all'altro il cambiamento si percepisce chiaramente. Si passa dal grido del Wenkel Mazda al ruggito cupo dei 4 cilindri turbo con il classico sutututu della wastegate È uno degli elementi che restituiscono maggiore personalità al parco auto e che rende più gratificante il passaggio a vetture nuove e più prestazionali.
Le gare sono accompagnate dalla musica dell'autoradio e possiamo scegliere tra diverse stazioni tematiche, hip-hop, rock, pop... una scelta obbligata in questo genere di titolo
Gear.Club Unlimited 3 è un titolo più interessante quando smette di inseguire i giganti del genere e valorizza invece le proprie peculiarità.
La gestione del club, con un personale che incide davvero sui costi, il buon comparto audio e soprattutto l'insolita attenzione verso una guida pulita sono gli aspetti più convincenti. Con il volante la guida guadagna in feeling e supera le incertezze emerse con il pad. Restano invece un freno a mano poco più che decorativo, l'assenza del drifting, una narrazione economica e modalità secondarie dal respiro corto.
Più che un concorrente diretto dei grandi open world automobilistici, Gear.Club Unlimited 3 si propone come un arcade tradizionale arricchito da elementi gestionali e da una filosofia di guida meno permissiva del previsto.