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Non tutti i carburanti seguono la stessa direzione. La fotografia dei prezzi del 3 novembre 2026 evidenzia una situazione in cui benzina e diesel concedono un piccolo margine di respiro agli automobilisti, mentre per chi viaggia a GPL o metano si apre una fase decisamente meno favorevole. Il cambiamento più significativo riguarda proprio i due carburanti alternativi, interessati da aumenti che riflettono le tensioni sui mercati internazionali.
Il dato più rilevante della giornata arriva dal GPL, il cui prezzo medio in modalità self service sulla rete stradale si attesta a 0,793 euro al litro, con un incremento di un centesimo rispetto alla rilevazione precedente. Ancora più evidente la crescita del metano, che raggiunge 2,111 euro/kg, guadagnando 30 millesimi. All'origine degli aumenti ci sono le quotazioni internazionali: a novembre il propano algerino ha registrato un rialzo del 23% rispetto a ottobre, superando gli 800 dollari per tonnellata. Il butano ha fatto ancora peggio, con un incremento del 40% e quotazioni oltre quota 1.000 dollari. Un contesto che ha già spinto alcuni operatori, tra cui Eni, IP, Q8 e Tamoil, ad aumentare di un centesimo i prezzi consigliati del GPL.
Sul fronte degli altri carburanti il quadro è invece leggermente più favorevole. La benzina scende a 2,009 euro al litro, con una riduzione di un millesimo, mentre il gasolio si porta a 2,238 euro al litro, perdendo due millesimi. Anche in autostrada si osservano piccoli ribassi: il prezzo medio self service della verde è di 2,034 euro al litro, quello del diesel di 2,283 euro. Diversa la situazione per il GPL, che nelle stazioni autostradali raggiunge 0,904 euro al litro, mentre il metano rimane stabile a 1,962 euro/kg. Le rilevazioni confermano quindi una fase caratterizzata da andamenti differenti tra le diverse alimentazioni: il lieve arretramento di benzina e gasolio non basta a compensare i rincari che interessano il comparto dei carburanti gassosi.