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Per i puristi del marchio delle Pleiadi, il vero lutto risale a qualche anno fa, quando le normative europee ci portarono via l'iconica WRX STI e il suo brutale motore EJ. Da allora, il marchio ha resistito nel Vecchio Continente addomesticando i suoi propulsori a cilindri contrapposti con l'ibrido. Ma ora, anche per i "sopravvissuti", è arrivato il capolinea.
La fine definitiva del motore Boxer in Europa è ufficiale. Secondo le ultime conferme, a partire dal 2028 Subaru venderà esclusivamente veicoli elettrici sul nostro mercato. Questo significa che alla fine del 2027 staccheremo la spina anche al 2.5 litri aspirato della Outback e al 2.0 litri mild-hybrid che spinge le attuali Impreza, Crosstrek e Forester.
La storia del Boxer Subaru, iniziata 60 anni fa con la Subaru 1000, si chiude per due ragioni puramente normative. Da un lato, i limiti europei sempre più stringenti sulle emissioni medie della flotta (gli stessi che hanno appena condannato la Mazda MX-5 2.0); dall'altro, i nuovi standard obbligatori di sicurezza informatica.
Aggiornare le vecchie architetture elettroniche di modelli storici per renderle conformi ai nuovi standard richiede investimenti che, su volumi di vendita di nicchia, sono insostenibili. A presidiare il mercato rimarranno inizialmente solo modelli a batteria sviluppati a quattro mani con Toyota: la Solterra, l'imminente Uncharted e la E-Outback. Ma l'identità tecnica di Subaru è davvero destinata a svanire nell'anonimato delle piattaforme condivise? A quanto pare, no.
Mentre l'Europa firma il certificato di morte del termico, sulla pista di prova a nord di Tokyo gli ingegneri di Gunma preparano la controffensiva. Subaru ha infatti scatenato in pista un muletto dall'aspetto apparentemente innocuo - basato sulla carrozzeria di una Outback - che nasconde il vero futuro del marchio.
Dimenticate la piattaforma e-TNGA condivisa con Toyota. Questo prototipo è un progetto 100% Subaru. Sotto la scocca si nasconde un'architettura elettrica inedita con doppio motore Aisin: un'unità anteriore da 150 kW (201 CV) e una belva posteriore da 230 kW (308 CV). Il risultato combinato è una potenza di circa 510 cavalli, gestiti da un sistema torque vectoring che reinterpreta in chiave digitale la leggendaria filosofia della Symmetrical All-Wheel Drive.
I tecnici giapponesi sanno che per far innamorare di nuovo gli orfani del Boxer non basta la forza bruta. La nuova piattaforma dedicata è più leggera di quasi 100 kg rispetto all'architettura attualmente in uso per la Solterra. Anche il nuovo pacco batterie cilindrico segna un taglio del peso del 25%, puntando a una densità energetica superiore del 20% rispetto alla media del settore.