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Garage Italia Milano: Lapo apre in Piazzale Accursio

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Inaugurato a Milano il “garage” tricolore voluto da Lapo Elkann dove si respira non solo aria di motori, ma soprattutto stile ricercato pensando al boom nazionale del dopoguerra. Punto mondano con prodotti 100% made in Italy da ammirare, cibo curato da Carlo Cracco e personalizzazioni per ogni veicolo a motore

Garage Italia Milano: Lapo apre in Piazzale Accursio

E’ con novembre 2017 che dopo qualche aspettativa e molti lavori, soprattutto per rendere davvero unica come merita la location, rivive un punto noto di Milano. Grazie a Lapo Elkann e ai suoi collaboratori un piccolo angolo (nel senso vero del termine) di città, spento da tempo, in piazzale Accursio, è rimesso a nuova luccicante vita: Garage Italia Custom apre il 9 novembre il suo punto d’innegabile valore simbolico e architettonico, essendo nato nel 1951, ma anche motoristico perché si chiama garage e ci tengono a definirlo tale, anche se in realtà è in parte come altri luoghi i milanesi, in quanto a molteplicità di utilizzo.

Prima di tutto uno spazio da vivere fino alle due di notte, per fare nel tempo libero quattro chiacchiere, mangiare ed eventualmente anche valutare certi prodotti ricercati, tutti made in Italy. Immersi nel blu navy di fondo, speciale per tinta ma anche per composizione eco-friendly (assorbe CO2 ed è persino brevettato, come l’azzurro Lapo) spiccano elementi colorati di forme automobilistiche ma non solo. Ovviamente è inclusa una ricercata ristorazione, curata dal rinomato chef Carlo Cracco “socio” di Lapo in quest’attività. Nel menù, che si scorre come fosse uno strumento da cruscotto automobilistico, ci sono nomi di piatti dai richiami al mondo dei motori, ispirati a quelli semplici dell’Italia in crescita, che Cracco non ha potuto provare ai tempi ma si è fatto raccontare, da chi conosceva i gusti di certi personaggi influenti nella Terra dei motori del secolo scorso.

 

È bello indubbiamente come luogo, curato ma dal DNA motoristico, che richiama quanto basti uno spazio officina ma anche una nave, omaggio a Riva, nei 1.700 mq distribuiti su due piani fuori terra e un interrato. È soprattutto luogo pieno di dettagli unici realizzati da una serie di fornitori tutti rigorosamente italiani, per lampadari, soprammobili, modellini auto, sanitari e ovunque si posi lo sguardo. “Voglio far rivivere l'orgoglio italiano degli anni della rinascita, non pensando solo ai marchi automobilistici inerenti la mia famiglia, ma anche ai grandi architetti, come chi mi ha aiutato e tutte le aziende che vorrei nominare una a una senza nasconderle” Lapo spiega i lavori di ristrutturazione insieme all’architetto Michele De Lucchi.

“Un Paese che amo e dove si può ancora fare impresa, anche se continuano a dire che sia difficile. Vogliamo far vedere in tutto il mondo che Milano è il fulcro dell'attività europea dello stile ma non solo, anche dell’artigianalità. Qui si parla di passato ma lo abbiamo rimesso a nuovo, il luogo, pensando al futuro. Possiamo fare tanto anche oggi, quanto ha fatto Mattei in questo luogo e magari anche di più”. Un Lapo molto carico, quasi arrogante ma soprattutto per spirito nazionalista, pieno d’informazioni per il suo progetto cui evidentemente tiene tanto (lo abbiamo sentito alzar la voce, educatamente ma repentinamente, con un collega che rischiava di far cadere un paio dei suoi oggetti appesi alla parete dello studio, ndr). Dietro al suo look oggi di tono giallo butta anche una frecciatina alla politica e invita tutti a venire a vivere un luogo dove dovrebbe essere presente spesso, anche se non permanentemente.

Dopo la comprensione dello streamline del secolo scorso reinterpretato, pensando all’ottimismo di certi momenti del Novecento, la conferma delle forme esterne, dei colori classici, delle luci similari a quelle di allora, entrando emerge la forza semplice ma nuova e motoristica degli interni, dove oggi campeggiava una sola auto, ma altre ve ne possono essere vicine. Si respira tanta aria di un grande passato con due scocche della Ferrari battute a mano, derivazione 250 GTO il tavolo dei barman al piano superiore, simile a quello dello studio al piano terra. Ma ci sono anche un priveé intitolato a Riva che fa sembrare di essere sulla prua di una nave. In ogni angolo materiali ricercati, come lampadari a forma di marmitta, selleria delle automobili, un casco di un giovanissimo Senna, che era l'idolo di Lapo Elkann da bambino; persino dei bagni arredati in maniera singolare (e diversa secondo i piani) per un’atmosfera che merita certo di più rispetto a tante altre se uno apprezzi l'automobile.

 

Venendo proprio alle automobili che sono allestite dal Garage in numero abbastanza limitato, vista la loro alta specificità e anche costo, non conosciamo bene chi siano i clienti ma si parla di personalizzazione puramente stilistica e non prestazionale di alcune vetture come la Fiat 500 che viene svelata oggi, ma anche fuoristrada e SUV, persino una supercar come la Pagani. Esposto al primo piano c'è anche un aereo e ovviamente un'imbarcazione campeggia all’ingresso, perché anche in quei campi sconfina l’attività del Brand, che espone sempre il tricolore in un mondo come quello moderno ricco di mille spunti da ogni parte del pianeta: ci sta molto bene a nostro giudizio, in quel di Milano, una location facile da raggiungere dove si mixano molto stile, moda e architettura al mondo delle quattro ruote; in maniera non chiassosamente motoristica come piace ai puristi, ma un po' più mondana quanto basti per ricordarci che le auto belle prima di molti le possiamo fare ancora noi italiani.

Parlando con Lapo lo abbiamo sentito molto motivato a spingere su questa avventura, dalla sua scrivania dove ci dice spesso sarà, toccando selleria e sagome di carrozzeria di auto mitiche come certe Ferrari ma non solo. Applaude più di qualunque altra persona presente in sala a ogni intervento dei suoi collaboratori, nominandoli creando un'unione forte che non si vede sempre in tutte le attività lavorative e gli auguriamo che sia sempre così; come ci auguriamo anche di vedere qualche bel mezzo a quattro ruote prossimamente, da provare: ci ha parlato di alcune chicche che arriveranno a breve e le attendiamo.

 

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