Giunto a fine carriera nel 2016, dopo l’ultimo restyling, ovviamente consigliato, del 2013, il Fiat Scudo per trasporto merci rimane un valido veicolo a scopi lavorativi, con più declinazioni. Non propone soluzioni troppo moderne, ma in compenso si può comprare “bene” ed è facile ma mantenere in ordine presso la rete anche indipendente forte della buona (a inizio carriera) diffusione e condivisione tecnica con modelli analoghi PSA.
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Per il trasporto merci furgone oppure doppia cabina con due varianti di lunghezza (4,80 e 5,13 mt) e altezza, per carichi dai 5 ai 7 metri cubi, con portate fino 1.200 kg. I motori arrivano però massimo all’Euro5 soprattutto gasolio, di derivazione PSA, preferiti i quindi i più recenti Multijet sino a 165 CV (in realtà definibili meglio come HDI, francesi) rispetto ai primi Jtd.
Sostanzialmente diffuso in Italia solo con motori a gasolio, pur se esistito anche benzina, lo Scudo è facilmente commerciabile ma non a quotazioni troppo premianti per il venditore. L’affidabilità è buona, sono però da tenere d’occhio con il passare degli anni, se non ben mantenuti, i sistemi FAP.
Veicolo figlio del connubio con PSA da parte di Fiat, lo Scudo sui mercati dal 1996 è stato prodotto dalla Sevel, insieme ai fratelli sostanzialmente gemelli, a marchi PSA (Expert e Jumpy). Pensato per usi di trasporto sia materiali sia persone, solo nell’ultimo periodo si è arricchito in minima parte di sistemi più vicini alle vetture classiche per sicurezza e assistenza guida. Dopo la seconda generazione del 2007, cede posto al Fiat Talento nel finire del 2016.