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La nuova frontiera della sicurezza stradale passa anche dalla psicologia e dalla percezione visiva. È questo il principio alla base dei cosiddetti denti di drago, una particolare segnaletica orizzontale composta da triangoli bianchi collocati ai lati della carreggiata. L’obiettivo è semplice: far sembrare progressivamente più stretta la strada e indurre il conducente a sollevare il piede dall’acceleratore. La soluzione è nata e si è sviluppata in Spagna e oggi non è più soltanto una sperimentazione: dal 2025 è stata inserita nel catalogo ufficiale della segnaletica spagnola con la sigla M-8.1.
Il meccanismo sfrutta un'illusione ottica. I triangoli vengono disposti ai margini della corsia e aumentano progressivamente di dimensione avvicinandosi al tratto nel quale è necessario moderare la velocità. La percezione del conducente è quella di una carreggiata che si restringe, una sorta di “effetto tunnel” che dovrebbe aumentare l'attenzione e favorire una decelerazione spontanea. La DGT spagnola li indica proprio come soluzione per le traversie, vicino ad attraversamenti pedonali, punti critici e tratti caratterizzati da una maggiore presenza di utenti vulnerabili. Il sistema può contribuire a una riduzione della sinistrosità del 25%, anche se questo dato va interpretato con cautela e non equivale a dimostrare che i triangoli, da soli, siano responsabili della diminuzione degli incidenti.
L'interesse per questa soluzione è cresciuto negli anni e nel 2025 il Real Decreto 465/2025 ha inserito ufficialmente i denti di drago nel catalogo delle marcature stradali. La normativa precisa che la loro funzione è segnalare l'arrivo a un tratto nel quale la velocità deve essere ridotta sensibilmente rispetto a quello precedente e nel quale occorre adattare la guida alle nuove condizioni della strada. Non si tratta quindi di un dosso dipinto: l'asfalto rimane perfettamente piano e l'intervento agisce esclusivamente sulla percezione.
Uno studio pubblicato nel 2025 su Transportation Research Record ha rilevato, in alcune zone di transizione tra strade extraurbane e centri abitati in Messico, riduzioni della velocità fino a 12 km/h rispetto agli scenari privi di segnaletica o con altre marcature. Ma una ricerca pubblicata nel Journal of Safety Research nel 2026 ha fornito un quadro decisamente più prudente: in una prova con simulatore condotta in Spagna, i denti di drago non hanno prodotto una riduzione della velocità statisticamente significativa, risultando anzi la soluzione meno efficace tra quelle analizzate.
Questo significa che non possono essere considerati, almeno per ora, il sostituto universale dei dossi rallentatori. Il loro vantaggio è però evidente: non alterano fisicamente la carreggiata, non generano sollecitazioni per sospensioni e pneumatici e non obbligano auto e moto a superare un ostacolo. Possono quindi essere uno strumento aggiuntivo di traffic calming, soprattutto nei punti in cui serve richiamare l'attenzione del conducente senza modificare il profilo della strada. In Italia, tuttavia, non risulta al momento un'introduzione generalizzata del sistema sul modello spagnolo: il tema resta soprattutto quello di valutare quali soluzioni di segnaletica possano migliorare realmente la sicurezza, caso per caso.