Assetto Corsa EVO - Marco Massarutto ci parla dei passato presente e futuro del simulatore

Assetto Corsa EVO - Marco Massarutto ci parla dei passato presente e futuro del simulatore
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Siamo stati ospiti di KUNOS Simulazioniper l'anteprima della presentazione del free roam nell'Eifel, abbiamo parlato della realizzazione di AC EVO del suo futuro, ma anche del futuro del sim racing
21 ottobre 2026

Quanto è stato difficile mantenere unito il team

Daniele Pascucci (Automoto.it):
 Siamo al Sim Racing Expo di Francoforte e siamo ospiti di Marco Massarutto e di Assetto Corsa. Intanto grazie mille per averci ospitato.

Ho provato poco fa il gioco e confermo che è assolutamente immersivo. È la prima volta che mi capita di cercare di girare la testa a destra e a sinistra per vedere se arriva del traffico. I piani che ci hai raccontato durante il panel sono molto a lungo termine ed è evidente che la strada non è stata esattamente liscia come l'olio. 

Dal tuo punto di vista manageriale, quanto è stato difficile mantenere unito il team, conservarne la motivazione e gestire i momenti di difficoltà che immagino si siano presentati nel corso dello sviluppo? 

Marco Massarutto:
È stata probabilmente una delle sfide più grandi che abbiamo affrontato. Paradossalmente, quando agli esordi faticavamo per arrivare a fine mese e il fenomeno Assetto Corsa non era ancora esploso, le sfide erano di altro tipo ma molto più lineari.

Lo sviluppo di EVO è iniziato alla fine del 2019 e siamo entrati nel sesto anno pieno di sviluppo. Ci sono state fasi di entusiasmo, progettazione e game design, durante le quali abbiamo immaginato quello che volevamo realizzare e come farlo. Poi ci siamo scontrati con la sfida tecnica, perché si tratta di un progetto estremamente ambizioso. 

Nel corso dello sviluppo abbiamo dovuto rivedere alcune scelte e a volte fare dei passi indietro. Non è mai semplice. Cambiare direzione tecnica porta inevitabilmente complessità anche dal punto di vista gestionale, perché all'interno del team possono esserci opinioni differenti.

Oggi non siamo più le sei persone che hanno realizzato il primo Assetto Corsa: siamo circa quaranta. Dirigere un'orchestra senza prendere stecche non è banale. Alla fine però ci siamo riusciti e quello che si vede qui oggi è il risultato di un progetto estremamente articolato che sta trovando la propria identità e il proprio equilibrio.

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Non rischia di essere "troppa" libertà?

Automoto:
Parlando del futuro di Assetto Corsa EVO, avete già spiegato che intendete ampliare il numero di attività presenti sulla mappa. Tuttavia c'è una domanda che molti si pongono.

Il fatto di offrire così tanta libertà non rischia di essere addirittura "troppa" libertà? Una parte del pubblico è abituata a videogiochi molto guidati, mentre qui sembra esserci un'impostazione molto diversa.

M.M.:
 Quando la libertà manca, si dice che ce n'è troppo poca. Quando c'è, si dice che è troppa.

Hai però centrato il punto. Assetto Corsa, come franchise, è prima di tutto piacere di guida. La scelta di realizzare una mappa aperta nasce dal modo in cui il pubblico utilizzava maggiormente la versione moddata di Assetto Corsa. Molti utenti costruivano grandi ambienti aperti e si limitavano a guidare. Non c'era gameplay tradizionale, c'era semplicemente il piacere della guida.

In questo weekend abbiamo visto tante persone arrivare alle postazioni dedicate al free roam con curiosità, ma anche con un certo scetticismo. Dopo la prova si alzavano e ci dicevano: "Adesso ho capito perché ci si perde dentro".

Il nostro obiettivo è che il focus rimanga l'esperienza di guida. La mappa è in scala 1:1. Se nella realtà servono quindici minuti per andare da Nürburg ad Adenau, nel gioco servono quindici minuti. Le strade strette sono strette anche nella simulazione e imparare a percorrerle richiede tempo, esperienza e attenzione.

Questo trasmette anche un senso di responsabilità, perché su strada si guida in modo diverso rispetto alla pista. Riteniamo che si tratti di un approccio nuovo per una simulazione. Tradizionalmente il free roam era associato a giochi arcade con strade molto larghe e conseguenze ridotte per gli errori. Qui invece un errore si paga.

Pensiamo che questo approccio possa mantenere l'interesse del pubblico per molto tempo.

Inoltre abbiamo abbandonato l'idea di una classica economia di gioco fondata sul "grinding" per comprare automobili, ma questo non significa che non ci sarà una progressione. Sono già presenti attività come Time Attack e Sprint Race e in futuro ne introdurremo molte altre.

Alcune saranno collegate anche alle aziende e alle attività presenti realmente nell'area del Nürburgring. L'idea è fare in modo che il giocatore possa visitare luoghi reali e ottenere persino benefici concreti grazie a collaborazioni con attività locali. La progressione verrà definita ulteriormente quando le fondamenta del prodotto saranno completamente consolidate.
 

Diversi utenti ci hanno raccontato di aver evitato incidenti reali grazie alle competenze sviluppate giocando ad Assetto Corsa

Marco Massarutto, Kunos Simulazioni

Respect the Region

Automoto:
 Hai parlato di responsabilità alla guida. Vi siete mai chiesti se qualcuno possa imparare troppo bene queste strade e poi andare nel mondo reale a comportarsi in modo irresponsabile?

M.M.:
 Ce lo siamo chiesti moltissime volte. È una preoccupazione legittima. Tuttavia esistono milioni di persone che giocano a titoli come Call of Duty e solo pochissimi finiscono sulle cronache per aver commesso atti estremi.

Nel corso degli anni abbiamo ricevuto messaggi che personalmente mi hanno dato grande soddisfazione. Diversi utenti ci hanno raccontato di aver evitato incidenti reali grazie alle competenze sviluppate giocando ad Assetto Corsa. In situazioni improvvise, come una lastra di ghiaccio o un'auto che perde il controllo, la memoria muscolare acquisita al simulatore ha consentito loro di reagire correttamente.

Crediamo che il free roam possa ottenere un risultato simile. Alcune persone che frequentano il Nürburgring e tendono a guidare in modo aggressivo potrebbero rendersi conto, proprio attraverso la simulazione, di quanto certi comportamenti siano rischiosi.

Inoltre stiamo collaborando con iniziative locali e sosteniamo il movimento "Respect the Region", con l'obiettivo di promuovere un messaggio molto chiaro: se vuoi fare sciocchezze, falle nel videogioco e non sulle strade reali.
 

Il futuro del sim racing

Automoto:
 Vorrei concludere con una riflessione più ampia sul sim racing.

Oggi convivono anime diverse: quella puramente ludica, quella competitiva e quella che vede il simulatore come porta d'accesso al motorsport fisico. Secondo te queste anime possono convivere? Il sim racing riuscirà ad affermare una propria identità riconosciuta dall'opinione pubblica?

M.M.:
 Secondo me questo cambiamento è già avvenuto, anche se in parte grazie al periodo del Covid.

Con Assetto Corsa Competizione molti team, piloti e professionisti del motorsport reale iniziarono a utilizzare il simulatore per mantenersi allenati. In seguito scoprirono quanto fosse sofisticato e iniziarono a sfruttarlo anche per attività più avanzate. Gli ingegneri di pista ci chiedevano continuamente di aggiornare le vetture virtuali affinché rispecchiassero fedelmente le modifiche applicate alle vetture reali.

Questo ha generato una forte crescita del settore che continua ancora oggi.

Qui al Sim Racing Expo si disputano le qualifiche finali del campionato virtuale FIA di Assetto Corsa Rally. Qualcosa che qualche anno fa sarebbe sembrato impensabile.

Le anime del sim racing sono numerose. Nel tempo sono nati team specializzati nel coaching, aziende che producono periferiche professionali e servizi dedicati esclusivamente a questo settore.

Alcune persone si avvicinano per puro divertimento e lì rimangono. Altre invece intraprendono un percorso di crescita che può portarle fino al motorsport professionistico.

L'aspetto che mi affascina maggiormente è che non parliamo soltanto di piloti. Ci sono persone che, partendo da un simulatore, sono diventate ingegneri di pista, team manager, coach e professionisti del motorsport.

È straordinario pensare che tutto questo abbia avuto origine da quello che, in fondo, viene ancora definito semplicemente un videogioco.

Oggi vediamo una contaminazione sempre più forte tra mondi diversi. Questa interazione sta creando professioni e opportunità che anche cinque o dieci anni fa sarebbero sembrate impossibili.

Basta guardarsi attorno qui in fiera: molti stand non vendono simulatori ma esperienze, Accademy, coaching e percorsi formativi che possono persino portare alla guida in pista. È probabilmente il miglior risultato che avremmo potuto immaginare.
 

Automoto:
 Grazie nuovamente per il tuo tempo. Non vediamo l'ora che arrivi il 9 dicembre per tornare a provare Assetto Corsa EVO.

M.M.:
 Noi non vediamo l'ora che tutti possano metterci le mani sopra.

Automoto:
 Grazie ancora per il tuo tempo Marco e in bocca al lupo.

M.M.:
 Crepi il lupo!

I nostri ringraziamenti

Un grandissimo grazie a Marco Massarutto ed a tutti i ragazzi di KUNOS Simulazioni per l'ospatiltà e per la simpatia.

Menzione d'onore per William Capriata PR Manager at 505 Games per l'assistenza tecnica alle riprese video.

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