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Auto aziendali: il diesel resta padrone

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Vetture a gasolio sempre preferite dai fleet manager: in aumento l’attenzione verso le soluzioni elettriche

Auto aziendali: il diesel resta padrone

Come cambia il mondo delle flotte aziendali?

A leggere i risultati della ricerca promossa da Top Thousand, l’Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende, che ha preso in considerazione un campione di 100 aziende di diversi settori per un totale di oltre 85.000 veicoli, si intuisce come malgrado le campagne di demonizzazione del diesel sia ancora questa la modalità largamente preferita: ben l'87,3% dei veicoli va a gasolio, mentre la benzina, pur in crescita, è solo al 4,2% del totale.

Inoltre calano metano e GPL, a fronte della crescita dei veicoli ibridi, passati in tre anni dallo 0,7% al 5,5% del parco, mentre nello stesso periodo l'elettrico è arrivato dallo 0,5% all'1,9%.

"Piace l'ibrido - si legge nel commento allo studio - soluzione ritenuta già oggi affidabile ed efficace, strategica per la transizione verso la svolta elettrica. Migliora inoltre la percezione delle motorizzazioni elettriche nei fleet manager: due su dieci sono pronti ad ampliare la flotta di veicoli elettrici nei prossimi dodici mesi".

Eppure, malgrado gli eco-bonus, "l'offerta di vetture elettriche continua a non sfondare nel settore delle grandi flotte aziendali per limiti di autonomia, rete infrastrutturale insufficiente e scarsa conoscenza del prodotto".

Secondo la ricerca, le Full-Hybrid convincono di più rispetto alle Phev, perché non occorre “attaccarle alla spina“, mentre scarso interesse riscuotono le Mild-Hybrid; da sottolineare l’incremento della percentuale di EV assegnati in fringe benefit, salita nell’ultimo anno dal 17% al 27%.

L'interesse per questa tecnologia è evidente analizzando le prospettive di acquisto per i prossimi dodici mesi: il 40% del panel è convinto di aumentare il numero di questi veicoli (nel 2018 era il 33%) in flotta. 

I manager ancora scettici nei confronti dell'ibrido ne evidenziano la scarsa convenienza nei percorsi autostradali (risposta indicata dal 36% del campione) ed i canoni di noleggio ancora troppo alti (36%).

La mancanza di infrastrutture di ricarica (27%) si conferma un ostacolo forte per la diffusione delle Phev: secondo i gestori delle flotte, la scarsa propensione dei driver a cambiare il proprio veicolo con uno elettrico risiede proprio nella scarsa reperibilità delle infrastrutture (38%), insieme ai limiti di autonomia (35%), alla poca conoscenza del prodotto (20%) e a una certa ritrosia a cambiare abitudini (15%). 

Al contrario, i vantaggi percepiti sono la riduzione delle emissioni (per il 78% del campione), il libero accesso alle ZTL e le altre agevolazioni nella circolazione (72%), la responsabilità sociale d'impresa (69%) e il risparmio nei costi di carburante (63%).

Rispetto all’indagine compiuta nel 2018, lo studio rileva la crescita dal 46% al 56% delle imprese che hanno installato soluzioni di ricarica presso la propria sede e dal 63% all'84% di quelle che hanno stipulato accordi con le utilities dell'energia.

Da questo punto di vista, quindi, la conversione verso una mobilità green appare più concreta, anche se guardando ai prossimi dodici mesi, i fleet manager mantengono un approccio razionale e piuttosto attendista nei confronti dell'auto elettrica, con il 68% che ancora non ha le idee chiare sul possibile ampliamento del proprio parco auto elettrico.

Contestualmente cresce l'interesse: il 22% dei gestori di flotte (era il 10% nella survey del 2018) ha intenzione di aumentare il numero degli EV nel prossimo anno, mentre resta uno zoccolo duro (15%) non favorevole alla sperimentazione.
 

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