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Diciamocelo: c'è chi sogna un'auto che voli, chi ne vorrebbe una capace di guidarsi da sola sotto la pioggia battente, e poi c'è Seres, che ha pensato bene di risolvere un problema decisamente più terreno. Il gruppo cinese che produce i veicoli a marchio Aito in collaborazione con Huawei ha appena ottenuto la concessione di un brevetto di modello d'utilità per un dispositivo dal nome che non lascia spazio a fraintendimenti: toilette per veicolo. Il numero di pubblicazione è CN224104011U, deposito il 22 aprile 2025, autorizzazione il 10 aprile 2026. La notizia, riportata da Sanyan Tech, sta facendo il giro del web tra incredulità, meme e qualche legittimo sopracciglio alzato. Eppure, sotto la patina da barzelletta, c'è un'idea ingegneristica più seria del previsto. O quantomeno, più studiata.
Il cuore dell'invenzione è di una semplicità quasi disarmante. Il dispositivo si compone di un corpo sanitario e di un gruppo a guide scorrevoli: una guida fissa è ancorata alla parte superiore della tavoletta, mentre la rotaia mobile si aggancia alla struttura del sedile. Tradotto: una sorta di cassetto estraibile che, all'occorrenza, scivola fuori da sotto la poltrona, viene utilizzato e poi rientra al suo posto, riconquistando l'invisibilità più totale. Il principio è quello del cassetto delle posate Ikea, applicato a una funzione diciamo così, meno conviviale. La classificazione internazionale del brevetto, sotto la voce B60R15/04, lo colloca senza ambiguità nella categoria degli equipaggiamenti sanitari per veicoli. Sì, esiste davvero una categoria così. E adesso ha un nuovo iscritto.
L'innovazione vera, al netto delle battute facili, sta nello sfruttamento dello spazio. Chiunque progetti un'auto elettrica sa quanto sia prezioso ogni centimetro cubo dell'abitacolo: i pacchi batteria divorano il pianale, gli ingombri tecnici comprimono le zone utili, e ogni accessorio aggiuntivo deve giustificare la propria esistenza in termini millimetrici. Seres ha scelto di annidare il sanitario nel volume morto sotto il sedile, ottenendo una soluzione integrata che, sulla carta, supera tutto ciò che il settore aveva fin qui immaginato. Che poi, ammettiamolo, il settore non si era spinto poi così tanto in là su questo specifico fronte.
Sì, perché il primato non è nemmeno del tutto loro. Polestone aveva infatti già depositato l'idea di una toilette per uso veicolare, ma in una versione decisamente più artigianale: un anello da sedile riposto nel vano portaoggetti centrale, da utilizzare insieme a sacchetti di plastica monouso. Insomma, una soluzione portatile più vicina al kit da campeggio per boy scout in trasferta che a un dispositivo realmente integrato. Il progetto Seres gioca in un altro campionato, puntando su integrazione strutturale e occultamento totale, e oggi viene considerato la proposta più concreta mai messa nero su bianco in materia. Una magra consolazione, forse, ma una consolazione.
Un conto è il deposito, un altro è la messa in produzione. E qui i nodi tecnici si moltiplicano in fretta. Bisogna immaginare il percorso di tubazioni di scarico all'interno di un telaio già saturo di componenti, individuare un sistema affidabile di stoccaggio dei reflui, garantire la durata nel tempo delle guide scorrevoli sottoposte a carichi e vibrazioni, e soprattutto risolvere il problema più delicato di tutti: una sigillatura ermetica assoluta che impedisca qualsiasi propagazione di odori indesiderati. Difficoltà amplificate sulle elettriche pure, dove il pacco batteria occupa la quasi totalità del fondo vettura.
E poi c'è l'ostacolo che nessun ingegnere potrà mai superare con un software di simulazione: l'accettazione psicologica. Anche con coperchi a tenuta stagna, sistemi di deodorizzazione di ultima generazione e tutti gli accorgimenti del caso, l'idea di utilizzare un sanitario dentro la propria auto rappresenta una barriera mentale non da poco. C'è chi si vergogna a cantare in macchina ai semafori, figuriamoci il resto. La produzione di serie resta quindi un'incognita, e l'orientamento più probabile è quello di un eventuale optional personalizzato, dedicato a una clientela molto, molto specifica.
Il brevetto arriva in un momento non proprio brillante per il marchio. Le vendite domestiche dell'Aito M9, SUV ammiraglia della gamma, sono in calo da tre mesi consecutivi. I dati di China EV DataTracker raccontano di 11.345 unità consegnate nell'ultimo periodo rilevato, con una flessione del 44,2% su base annua. Per invertire la rotta, Huawei e Seres sono pronti al lancio imminente di una versione aggiornata del modello. Che il cassetto sanitario possa diventare l'arma segreta del restyling, francamente, ci permettiamo di dubitarne. Però una cosa va riconosciuta: in un'industria dove tutti rincorrono gli stessi schermi giganti, le stesse luci ambient e gli stessi assistenti vocali, almeno qualcuno sta provando a pensare fuori dagli schemi. Anche se, in questo caso, "dentro al sedile" sarebbe forse la definizione più calzante.