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Erano 44 le vetture che a Silverstone segnarono i primi passi di Stéphane Ratel nel motorsport. Oggi, vent’anni dopo, il progetto folle che mise in piedi dal nulla, a partire dal FIA GT3 Championship, è uno dei meglio riusciti della storia moderna del mondo dei motori. Il momento che ha portato alla nascita del GT World era il più propenso, ma a spingere è stata la strategia vincente che ha reso oggi il mondo del Gran Turismo uno dei palcoscenici più belli e desiderati da piloti, case costruttrici e, ovviamente, appassionati.
Il caldo di questo fine maggio è asfissiante, ma questo non ha minimamente fermato i fan che dalle prime ore del mattino – neanche in Formula 1 si è mai vista un’affluenza simile – stanno popolando l’Autodromo Nazionale di Monza. Un risultato che Stéphane Ratel osserva compiaciuto dall’ultimo piano dell’Hospitality di SRO, di cui è capo e fondatore. “Quando ho iniziato questo campionato circa 20 anni fa – e abbiamo anche cambiato tanti nomi nel mentre, fino ad arrivare a GT World – mi aspettavo una strada lunghissima. Ma oggi siamo qui con un nome forte e riconoscibile”, ha ammesso Ratel. “Abbiamo avuto l’effetto Valentino Rossi, che è stato essenziale per fare quel salto in avanti a cui puoi ambire quando sei un promoter. Le persone possono dire: ‘Oh, c’è la Ferrari, c’è la Lamborghini, e così via… andiamo a dare un’occhiata’”. E sta proprio qui il segreto del successo del mondo del GT, che fa tappa a Monza questo weekend per il secondo round del GT World Challenge Europe Endurance.
Sì ha un accesso diretto, a stretto contatto con il mondo dei motori, proprio quello che gli appassionati di oggi vogliono vivere. Una vecchia scuola con le fondamenta nel rombo dei motori, nell’odore di gomma bruciata e carburante, con i meccanici che lavorano in sincronia con i piloti e il pubblico che segue da vicino tutto quello che accade nei box, tra un selfie e un autografo concesso nel paddock. Solo nel mondo Endurance e GT questo è rimasto ancora immacolato, lontano da pure logiche di mercato e di prodotto esclusivo da vendere. Il motorsport è un bene comune che va preservato e trasmesso alle nuove generazioni di appassionati.
“Noi abbiamo grandi arene da riempire, non come gli stadi da calcio che sono molto piccoli. E meno tifosi hai, meno atmosfera si crea. Avere tante persone fa l’effetto ‘pista da ballo’ in discoteca. Per questo dobbiamo veramente ringraziare Valentino, che ci ha aiutato a portare a conoscenza di questo evento tante altre persone. Ovviamente questo ci permette anche di poter avere più attivazioni e offrire tanto altro, perché tutte le griglie sono fantastiche e competitive. Ed è la magia del BoP (Balance of Performance), perché rende queste gare mai noiose, sempre imprevedibili. Tutti sono così ravvicinati. Stiamo davvero crescendo in popolarità: siamo passati da essere organizzatori di campionati a organizzatori di eventi con grande affluenza ovunque. Ci aspettiamo ogni anno dei record di tifosi in pista”.
E l’Italia può vantare di avere ben due appuntamenti, uno Endurance a Monza e uno Sprint a Misano. “Voi qui siete benedetti, perché non c’è un solo Paese in Europa ad avere così tante piste belle come le vostre. Avete creato una realtà incredibile che è sempre ben apprezzata dai piloti, dai tifosi, dai team, da noi organizzatori e da tutti i nostri clienti. Sono sempre tutti felici di correre in Italia”.
A rendere ancora più unico il mondo GT è l’essenza pura del motorsport che si respira in autodromo. Dinanzi a una Formula 1 criticata per il nuovo regolamento tecnico, il GTWC offre tutto quello che il Circus non riesce più a offrire. “Fin da quando ho iniziato ho avuto questa visione. Vedendo in edicola che su tutte le copertine dell’epoca c’erano auto sportive, auto GT, ho pensato che ci sarà un perché se ogni volta scelgono una GT e non altro. Deve essere qualcosa che attira il pubblico. Ho avuto quello che chiamo buon senso. Ci sono i marchi più belli, storici e prestigiosi, con il miglior sound. Doveva funzionare per forza. Bisognava solo fare in modo che tutti lo sapessero. Grazie al BoP offriamo un vero spettacolo con gare, anche quelle endurance di 24 Ore, estremamente combattute. Non bisogna dimenticare il valore dello sport che, in generale, si basa su tre elementi chiave. Le bandiere, a cui le persone sono interessate, come per il loro eroe nazionale nel calcio e tutto il resto. Gli eroi per la loro personalità, quindi qualcuno come Valentino. E infine l’incertezza”.
Proprio su questo Ratel ha fatto leva. “Per la Formula 1 l’incertezza è sempre stata un grande limite. Lì c’è pura competizione tecnica. Se hai il sopravvento, puoi vincere. Ma ricordiamo anche gli anni migliori della Ferrari – dove tutti erano felici – poi la Red Bull e ora la Mercedes. Ma sono gare noiose perché sono ere di dominio che ti fanno perdere quel fattore essenziale dell’incertezza. Con il BoP, non sai mai cosa succederà e questo rende tutto emozionante, perché tutti hanno una possibilità”.
Motivo per cui sempre più piloti, per il puro piacere di guidare senza limiti, vogliono scendere in pista con le vetture GT3. Kimi Antonelli, ogni volta che ne ha la possibilità, gira con la GT del padre nel Campionato Italiano Gran Turismo. Lance Stroll era in azione con l’Aston Martin al Paul Ricard per il round di apertura del GTWC. E soprattutto Max Verstappen ha rincorso e ottenuto la licenza per disputare la 24 Ore del Nürburgring. A bordo della Mercedes-AMG GT3, il quattro volte campione del mondo ha stupito tutti – salvo poi vedere il suo sogno infrangersi a tre ore dal traguardo. “È stato un fenomeno, devo dirlo”, ha ammesso Ratel. “Ovviamente ero lì, visto che la 24 Ore del Nürburgring fa parte dell’Intercontinental GT. Non avevo mai visto così tanta gente, assolutamente fenomenale. La Nordschleife è solitamente piena e folle, ma quest’anno ancora di più. C’era più gente rispetto a quando si correvano i GP di Formula 1. Max è stato incredibile, assoluto, perché è arrivato preparatissimo. Ha testato le vetture GT negli anni, oltre a fare tanto simulatore. Unico nel suo genere. Vederlo brillare in quel modo è stato magnifico per lo sport. Forse per le corse GT in particolare, e anche per il motorsport in generale. Una grande spinta”.
“E grazie a Max, grazie ai suoi post e al suo supporto al campionato, abbiamo assistito a una crescita, come si può vedere, dell’affluenza di spettatori ovunque. Prima abbiamo avuto l’effetto Valentino, che è una personalità straordinaria, ed è stata una benedizione averlo direttamente dalla MotoGP al GT World. E un’altra benedizione è Max: avere qualcuno così che entra nel nostro sport”. Per il pilota Red Bull, il GT è anche un impegno come team owner della Verstappen.com Racing, in azione anche questo weekend. Sicuramente non è stato il primo pilota di F1 a scendere in azione all’Inferno Verde, sottolinea Ratel, ma lui “è stato una stella assoluta”. Che il GT possa continuare a brillare come una stella perché, in un mondo sempre più sofisticato, avere queste dimostrazioni di motorsport puro, nudo e crudo, è un toccasana per il cuore degli appassionati e di noi addetti ai lavori.