La svolta del Dragone. Perché le case automobilistiche cinesi puntano anche sui robot

La svolta del Dragone. Perché le case automobilistiche cinesi puntano anche sui robot
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Le case automobilistiche cinesi guardano già oltre le auto elettriche e investono sempre più nei robot umanoidi. Grazie a tecnologie condivise, batterie avanzate e una filiera industriale dominante, la Cina punta a replicare nella robotica il successo già ottenuto nel settore automotive. Una sfida che coinvolge auto cinesi, innovazione e automazione industriale
31 maggio 2026

Le case automobilistiche cinesi hanno a lungo concentrato gran parte delle loro risorse sulla corsa all'auto elettrica, trasformando negli ultimi anni la Cina nel più grande mercato mondiale dei veicoli a batteria e nel principale esportatore di automobili.

Oggi, però, molti dei protagonisti di questa rivoluzione stanno guardando oltre le quattro ruote. BYD, Xpeng, Nio, GAC e altri gruppi del settore stanno infatti investendo in modo sempre più deciso nello sviluppo di robot umanoidi, considerati da molti il prossimo grande mercato tecnologico. Il loro obiettivo? Non solo diversificare il business, ma sfruttare competenze già maturate nell'automotive per entrare in un campo che presenta numerose affinità con quello delle auto intelligenti e connesse.

Dopo le auto elettriche... i robot

Un lungo approfondimento della MIT Technology Review ha sottolineato come il legame tra auto cinesi e robot sia molto più stretto di quanto possa sembrare. Le moderne vetture elettriche utilizzano infatti tecnologie che trovano applicazione diretta anche nella robotica avanzata: sensori, telecamere, lidar, software di percezione ambientale, algoritmi di pianificazione dei movimenti e sistemi di intelligenza artificiale.

Xpeng, per esempio, ha sviluppato il robot umanoide Iron utilizzando parte delle tecnologie già impiegate per la guida assistita delle proprie vetture. GAC ha invece presentato GoMate, un robot progettato per operare nelle linee produttive e nei magazzini, con l'obiettivo di avviarne la produzione su larga scala entro il 2026.

Anche Nio ha creato una divisione dedicata alla ricerca nel settore e collabora con aziende specializzate come UBTech. Alla base di questa strategia c'è anche una ragione economica. Dopo anni di crescita impetuosa, il mercato delle auto elettriche in Cina è diventato estremamente competitivo. Secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica cinese, non a caso, i margini dell'industria automobilistica sono scesi dal 6,1% del 2021 al 4,6%, mentre il numero di produttori di veicoli elettrici si è drasticamente ridotto rispetto ai picchi registrati negli anni passati.

Dunque, in uno scenario cinese di forte pressione sui prezzi, i robot rappresentano una possibile nuova area di sviluppo e di attrazione per gli investitori.

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Il segreto della Cina

A rendere particolarmente interessante questa espansione è il vantaggio competitivo accumulato dalla Cina negli ultimi anni. Secondo un'analisi di Morgan Stanley, il Paese asiatico controlla circa il 63% delle aziende chiave coinvolte nella catena globale di fornitura dei componenti per robot umanoidi. Si tratta di un dato che riguarda attuatori, motori elettrici, terre rare e numerosi altri elementi essenziali per la produzione di macchine avanzate.

Le stesse filiere che hanno permesso alle auto cinesi di diventare competitive a livello globale stanno ora favorendo anche lo sviluppo dei robot. Non è un caso che molte delle batterie utilizzate nei nuovi umanoidi derivino direttamente da tecnologie nate nel settore automotive. Di pari passo, il governo di Pechino continua a sostenere l'automazione industriale attraverso programmi nazionali dedicati alla robotica e incentivi per la ricerca e sviluppo.

Secondo i dati della Federazione Internazionale di Robotica (IFR), la Cina è già il più grande mercato mondiale per l'installazione di robot industriali e continua a incrementare la propria densità robotica nelle fabbriche. Per le case automobilistiche del Dragone la sfida è insomma chiarissima: replicare nella robotica il modello che ha consentito alle auto cinesi di conquistare quote di mercato in tutto il mondo. Se il decennio scorso è stato quello dell'elettrificazione, il prossimo potrebbe essere ricordato come l'era dei robot made in China.

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