Bici elettriche, ora arriva il “velox” anche per loro: multe fino a 15mila euro per chi bara

Bici elettriche, ora arriva il “velox” anche per loro: multe fino a 15mila euro per chi bara
Pubblicità
Stretta sulle bici elettriche irregolari: i nuovi bicivelox permettono di verificare potenza e velocità delle e-bike modificate. Ecco come funzionano i controlli, quali sono i limiti previsti dal Codice della Strada e quando le multe possono arrivare fino a 15mila euro
13 ottobre 2026

Le biciclette elettriche finiscono sotto la lente delle forze dell'ordine. In diverse città italiane si intensificano i controlli sulle e-bike a pedalata assistita, con l'impiego di strumenti tecnici chiamati bicivelox, progettati per individuare i mezzi che superano i limiti stabiliti dalla legge. In alcune città otto biciclette elettriche su dieci tra quelle sottoposte a verifica sarebbero risultate irregolari. Un fenomeno che interessa sia chi utilizza la bici per gli spostamenti quotidiani sia i rider impegnati nelle consegne a domicilio. Per chi circola con un mezzo non conforme, le conseguenze possono essere pesanti: le sanzioni complessive possono raggiungere 15.000 euro, a seconda delle violazioni contestate, con il rischio di sequestro del veicolo.

Bicivelox, come funzionano i controlli sulle bici elettriche

Nonostante il nome richiami gli autovelox, i bicivelox non sono semplici telecamere che fotografano le biciclette mentre transitano sulla strada. Si tratta di strumenti tecnici che consentono di controllare le caratteristiche del mezzo attraverso una piattaforma dotata di rulli, sulla quale viene posizionata la bicicletta per verificarne la velocità e il comportamento del motore elettrico. Questi dispositivi aiutano gli operatori a individuare eventuali alterazioni, come la rimozione del limitatore di velocità, la modifica della centralina o l'installazione di sistemi che consentono al motore di intervenire oltre i parametri consentiti.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva già annunciato nel novembre 2025 operazioni mirate contro le alterazioni illegali di biciclette elettriche e ciclomotori, in collaborazione con Carabinieri e polizie locali. La disponibilità di strumenti di verifica specifici permette quindi di rendere più efficaci i controlli tecnici. Non tutte le biciclette elettriche, però, sono irregolari: il punto decisivo è che il mezzo rispetti le caratteristiche costruttive e i limiti previsti dal Codice della Strada.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Limiti di potenza e velocità: quando una e-bike diventa un ciclomotore

La normativa italiana, all'articolo 50 del Codice della Strada, stabilisce che una bicicletta a pedalata assistita deve avere un motore elettrico con potenza nominale continua massima di 250 watt. L'assistenza deve ridursi progressivamente e interrompersi quando si raggiungono i 25 km/h, oppure quando il ciclista smette di pedalare. È prevista una specifica eccezione per i velocipedi destinati al trasporto di merci, per i quali la potenza massima può arrivare a 500 watt nel rispetto dei requisiti di legge. Inoltre, alcune biciclette possono disporre di un comando per attivare il motore senza pedalare, ma soltanto fino a 6 km/h.

Attenzione a un dettaglio importante: il limite di 25 km/h riguarda la velocità fino alla quale il motore può fornire assistenza, non la velocità massima assoluta della bicicletta. Il ciclista può quindi superare questa soglia pedalando con la propria forza o procedendo in discesa, purché il motore non continui a fornire assistenza oltre il limite consentito. La situazione cambia quando vengono rimossi i limitatori o installati dispositivi che aumentano potenza e velocità. In questi casi il mezzo può essere classificato come ciclomotore, con conseguenti obblighi di omologazione, certificato di circolazione, targa, assicurazione, casco omologato e patente adeguata. Per chi modifica una e-bike per superare i limiti, l'articolo 50 prevede una sanzione amministrativa da 845 a 3.382 euro.

Multe fino a 15mila euro: chi rischia e cosa sapere

Oltre alle sanzioni per le modifiche tecniche, possono entrare in gioco le disposizioni relative alla circolazione di ciclomotori senza i necessari documenti, senza assicurazione o senza gli altri requisiti obbligatori. In determinate circostanze può essere disposto anche il sequestro del veicolo. Il Codice della Strada prevede inoltre sanzioni specifiche per chi produce o commercializza biciclette elettriche che sviluppano velocità superiori a quelle consentite. In Italia circolano circa 1,8 milioni di e-bike, con una crescita stimata del 50% negli ultimi cinque anni.

Per chi sta pensando di acquistare una bici elettrica, il consiglio è verificare le specifiche tecniche del modello e affidarsi a rivenditori qualificati, evitando kit di potenziamento e modifiche non autorizzate. Anche un intervento apparentemente semplice sulla centralina può cambiare la classificazione giuridica del mezzo e comportare conseguenze economiche e amministrative rilevanti. I bicivelox si inseriscono proprio in questa strategia di controllo: contrastare i veicoli non conformi e aumentare la sicurezza stradale, senza confondere le normali e-bike a norma con quelle trasformate per superare i limiti di legge.

Argomenti

Pubblicità