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La morsa che per giorni ha paralizzato le arterie vitali della Campania si è allentata con il favore del buio. Nel corso della notte, i presidi che vedevano fianco a fianco autotrasportatori e agricoltori sono stati rimossi in tutto il Casertano e il Salernitano, liberando finalmente la rete autostradale. Stessa sorte per il nodo cruciale del capoluogo partenopeo: i manifestanti hanno sciolto il blocco al varco Bausan, che aveva di fatto sigillato il traffico merci da e per il porto di Napoli.
La protesta rientra, ma la fine dei blocchi stradali non coincide con la fine dei disagi. La Campania, infatti, si è risvegliata facendo i conti con i pesanti "postumi" di una paralisi logistica che ha colpito al cuore l'approvvigionamento quotidiano di milioni di cittadini. L'emergenza più visibile, e per molti versi più frustrante per chi deve recarsi al lavoro, si registra sulle strade ordinarie. La situazione dei carburanti è critica: gran parte dei distributori della regione espone il cartello di "tutto esaurito", con le pompe transennate o spente.
Nei pochi impianti dove le cisterne sono riuscite a scaricare il carburante, si registrano da ore file chilometriche. A pesare su questo specifico settore è stato soprattutto il prolungato blocco del passaggio delle autobotti, culminato nei giorni scorsi con il "corteo lento" dei tir proprio all'interno dell'area portuale di Napoli. Una strozzatura che richiederà giorni per essere completamente smaltita dall'intera filiera della distribuzione.
Non meno complessa è la situazione sul fronte alimentare. I giorni di sciopero e la paura di rimanere senza beni di prima necessità hanno svuotato i supermercati campani con una rapidità che non si vedeva dai tempi dei primi lockdown.
Oggi, con le autostrade nuovamente percorribili, è iniziata la massiccia e complessa operazione di riassortimento. I mezzi pesanti della grande distribuzione organizzata (GDO) sono tornati a viaggiare, ma il ritorno alla normalità si preannuncia lento. I punti vendita, rimasti completamente sguarniti di prodotti freschi, ortofrutta e beni a lunga conservazione,attendono decine di consegne per poter ripristinare le normali scorte di magazzino e placare l'ansia dei consumatori.
La tregua sulle autostrade, per ora, regge. Ma le code ai distributori e i carrelli della spesa ancora in attesa ricordano quanto basti poco per mandare in cortocircuito il fragile ecosistema quotidiano di un'intera regione.