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Una delle arterie più trafficate dell’area milanese trasformata, per alcuni minuti, in un set cinematografico improvvisato. È successo venerdì 18 settembre 2026, quando un gruppo di rapper e motociclisti ha bloccato la Milano-Meda, all’altezza di viale Rubicone, zona Affori, per realizzare alcune riprese di un videoclip. Il traffico è andato rapidamente in tilt, con una lunga coda di automobili e numerosi automobilisti costretti a fermarsi. La scena è stata ripresa anche dall’alto con un drone e successivamente diffusa sui social. Davanti alle telecamere si sarebbero posizionati alcuni scooter per impedire temporaneamente il passaggio dei veicoli, consentendo ai tre artisti di girare le immagini del videoclip. Tra i protagonisti vengono indicati Omar Ramo, noto come 351Bratan, 351bratan e Darié Baby.
Le riprese avrebbero interessato la SS35 Milano-Meda durante l’orario di punta, provocando una coda particolarmente consistente in direzione nord. Il filmato, realizzato proprio mostrando anche gli automobilisti in attesa, è poi comparso sui social, facendo esplodere le polemiche. L'intervento delle forze dell'ordine è arrivato quando il blocco era già terminato. Le Volanti della Questura sono intervenute tra le 18 e le 19.30 circa, ma sul posto non hanno più trovato il gruppo. Sono quindi in corso accertamenti per identificare tutti i partecipanti e ricostruire con precisione le responsabilità. Il caso è stato inoltre rilanciato da esponenti politici, mentre le dichiarazioni degli artisti sui social hanno alimentato ulteriormente il dibattito.
Il punto centrale della vicenda riguarda il possibile blocco stradale, oggi disciplinato penalmente. La normativa di riferimento è stata modificata anche dal cosiddetto Decreto Sicurezza 2025, convertito nella legge n. 80 del 9 giugno 2025. Come ricostruito da Quattroruote, la disciplina prevede una fattispecie specifica quando il blocco viene effettuato da più persone riunite: in questo caso la pena prevista può arrivare alla reclusione da sei mesi a due anni. Per una singola persona, invece, la fattispecie base prevede la reclusione fino a un mese oppure una multa fino a 300 euro.
Questo non significa, però, che ai protagonisti della vicenda verrà automaticamente contestata la pena più severa: spetterà agli inquirenti stabilire quali norme siano applicabili sulla base delle modalità con cui è stato realizzato il blocco e del ruolo avuto da ciascun partecipante. Potrebbero inoltre essere valutate eventuali violazioni del Codice della strada. Le immagini pubblicate online potrebbero rappresentare un elemento utile per ricostruire l’accaduto.