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La lotta alla distrazione alla guida entra nel vivo a Palermo, dove nelle ultime settimane sono state ritirate 257 patenti ad automobilisti sorpresi con il cellulare in mano mentre erano al volante. L'operazione, coordinata dalla Polizia Municipale, ha visto anche l'impiego di agenti in borghese, con l'obiettivo di individuare chi telefona, chatta o utilizza lo smartphone durante la marcia. Il bilancio dei controlli restituisce un dato significativo: 257 multe e 257 patenti ritirate per l'uso del cellulare alla guida. A coordinare l'attività è stato il comandante della Polizia Municipale Angelo Colucciello, che ha scelto di affiancare ai controlli tradizionali anche pattuglie in borghese, capaci di sorprendere gli automobilisti mentre utilizzano lo smartphone nel traffico.
Velocità e distrazione restano infatti tra le principali criticità sulle strade palermitane. Il tema assume ancora più rilievo alla luce dei controlli effettuati dalla Municipale nei giorni scorsi: tra il 21 e il 25 settembre sono stati elevati oltre 1.600 verbali per diverse violazioni, comprese velocità, sosta irregolare, mancata revisione e assicurazione. La stretta sul telefono riflette inoltre un fenomeno nazionale. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha indicato l'uso del cellulare come una delle principali cause di ritiro delle patenti: nei primi cinque mesi del 2026, su oltre 31 mila patenti ritirate, più di 15 mila sono state legate proprio all'uso del telefono alla guida. A livello normativo, l'articolo 173 del Codice della Strada vieta durante la marcia l'uso di smartphone e dispositivi analoghi quando comportano anche temporaneamente l'allontanamento delle mani dal volante. La normativa attuale prevede, per la prima violazione, una multa da 250 a 1.000 euro e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi; in caso di recidiva entro due anni, la sanzione sale da 350 a 1.400 euro e la sospensione può arrivare da uno a tre mesi.