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Un veicolo elettrico lungo appena 2,7 metri, con due posti, una velocità massima di 90 km/h e un prezzo annunciato inferiore a 18.000 euro. La LIUX BIG è uno dei progetti più particolari nel panorama della mobilità elettrica urbana: non una citycar tradizionale, ma un quadriciclo pesante di categoria L7e che punta su leggerezza, dimensioni ridotte e materiali alternativi per distinguersi dalle automobili convenzionali.
L’idea alla base del progetto è semplice: per muoversi in città non serve necessariamente un’automobile sempre più grande e pesante, né una batteria sovradimensionata per compensare consumi elevati. Secondo LIUX, la risposta passa da un veicolo compatto, progettato intorno alle esigenze degli spostamenti quotidiani e costruito per limitare il peso fin dalla struttura.
Per capire meglio la filosofia del progetto, le scelte tecniche e le prospettive commerciali abbiamo rivolto direttamente alcune domande ad Antonio Espinosa (CEO di LIUX), il quale ci ha raccontato come intende affrontare le sfide della produzione, della sostenibilità e del posizionamento sul mercato.
Uno degli elementi più caratteristici della BIG è la struttura realizzata con materiali compositi a base di fibra di lino. Una soluzione ancora poco comune nel settore automobilistico, scelta da LIUX con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e contenere la massa del veicolo. L’azienda racconta di aver valutato diverse alternative prima di orientarsi verso fibre vegetali e resine riciclabili, cercando materiali adatti non soltanto a piccole serie sperimentali, ma anche a una produzione industriale.
La sfida non riguarda soltanto la sostenibilità delle materie prime: il materiale deve garantire adeguate caratteristiche strutturali e, allo stesso tempo, risultare compatibile con costi e volumi produttivi realistici. Abbiamo quindi chiesto a LIUX perché abbia scelto proprio questa strada.
Perché avete scelto la fibra di lino e quali obiettivi vi siete posti nella progettazione della monoscocca? "Uno degli obiettivi fondanti di LIUX è costruire le auto più sostenibili del pianeta. Quando abbiamo avviato il progetto ci siamo dati un brief molto impegnativo sui materiali da utilizzare: sostenibili, circolari, di origine biologica, riciclati e riciclabili. Dovevano inoltre avere capacità strutturali, essere leggeri e contribuire a migliorare i consumi e l’efficienza dell’auto, ma anche poter essere prodotti in modo redditizio su una scala di migliaia o decine di migliaia di unità. Abbiamo studiato molte opzioni e alla fine abbiamo scelto la strada dei compositi, con la sfida di utilizzare fibre vegetali e resine riciclabili. Quattro anni dopo, ci siamo riusciti".
La scelta di materiali alternativi porta con sé anche una questione pratica: cosa succede quando la vettura subisce un danno? LIUX sostiene che i pannelli della carrozzeria siano sostituibili grazie ad ancoraggi progettati per semplificare l’intervento. Anche la monoscocca, in caso di urto, sarebbe riparabile ricorrendo a tecniche già utilizzate nel settore dei compositi. Resta da verificare come queste soluzioni si tradurranno nella pratica quotidiana, soprattutto in termini di disponibilità delle officine specializzate e costi di riparazione.
La BIG appartiene alla categoria L7e e raggiunge una velocità massima dichiarata di 90 km/h. È una scelta che permette di contenere alcuni costi di sviluppo e omologazione, ma che impone anche limiti precisi rispetto a un’automobile tradizionale.
È probabilmente il punto più delicato dell’intero progetto. Sul mercato italiano, infatti, con una cifra inferiore a 18.000 euro è possibile trovare anche automobili convenzionali, dotate di quattro o cinque posti e adatte a un ventaglio più ampio di utilizzi. Perché, allora, un cliente dovrebbe scegliere un quadriciclo elettrico a due posti?
Con meno di 18.000 euro si trovano già automobili vere e proprie. Come pensate di convincere i clienti a scegliere la BIG, considerando i suoi due posti e i limiti tipici di un L7e? "Quando provi la BIG hai la sensazione di guidare una vera auto. Ma c’è anche una nicchia di mercato che cerca specificamente il segmento ultracompatto, cioè auto sotto i 3 metri di lunghezza. Parcheggiare a Roma o a Parigi un’auto di 2,7 metri non ha niente a che vedere con una di 3,7 metri. Con un veicolo ultracompatto, muoversi in città diventa un vero vantaggio. Ed è proprio in questo segmento che siamo convinti di avere la migliore proposta in termini di rapporto qualità-prezzo".
La risposta chiarisce il pubblico a cui LIUX vuole rivolgersi: non necessariamente chi cerca un’automobile capace di fare tutto, ma chi considera le dimensioni un criterio prioritario nella scelta del mezzo. La BIG punta quindi a trasformare una limitazione, quella dei due posti e della categoria di omologazione, in un vantaggio per chi si muove prevalentemente nei centri urbani.
Il confronto con una citycar tradizionale rimane comunque inevitabile. La compattezza può fare la differenza quando si cerca parcheggio o si affrontano strade strette, ma il prezzo finale dovrà essere sufficientemente competitivo da compensare la minore versatilità. Anche la differenza economica tra le due batterie sarà importante per capire quale configurazione abbia più senso per il pubblico italiano.
La strategia di LIUX si basa sulla riduzione del peso anche per quanto riguarda la batteria. La BIG sarà proposta con due capacità, da 15 e 20 kWh, per autonomie dichiarate rispettivamente di 215 e 270 km. Il consumo annunciato è di 6,7 kWh/100 km, un dato particolarmente basso che dovrà essere valutato anche alla luce delle condizioni di utilizzo reali.
Secondo l’azienda, è proprio la massa contenuta a permettere di raggiungere questi risultati senza ricorrere a batterie più grandi. Aumentare la capacità significa infatti aggiungere peso, con conseguenze sull’energia necessaria per muovere il veicolo. I prezzi definitivi delle due versioni non sono ancora stati comunicati. La batteria, inoltre, è stata progettata per essere sostituibile. Una soluzione che potrebbe avere implicazioni interessanti anche sul mercato dell’usato, dove lo stato di salute dell’accumulatore rappresenta uno degli elementi che più influenzano il valore residuo di un’auto elettrica.
La batteria modulare è pensata anche per consentire aggiornamenti futuri con tecnologie più moderne o capacità maggiori? "Senza dubbio. In futuro potrai aggiornare la batteria con una tecnologia più recente. Ma soprattutto è una questione di tutelare e valorizzare il valore residuo dell’auto e della batteria. Una batteria obsoleta riduce il valore residuo dell’auto, a meno che non si possa sostituire facilmente. Inoltre, una batteria obsoleta ha comunque un valore residuo interessante sul mercato, purché si possa estrarre facilmente".
È una prospettiva interessante, ma la sua efficacia dipenderà da aspetti che oggi non sono ancora definiti: il costo di una batteria sostitutiva, la disponibilità dei ricambi e la compatibilità con eventuali evoluzioni tecnologiche. La modularità, da sola, non garantisce che un aggiornamento futuro sia economicamente conveniente, ma potrebbe offrire una strada per allungare la vita utile del veicolo.
Dopo le caratteristiche tecniche, resta la questione più concreta: quando sarà possibile acquistare e utilizzare una BIG? LIUX ha annunciato l’obiettivo di arrivare a una capacità produttiva di 20.000 veicoli all’anno entro il 2030. Il percorso partirà però da volumi più contenuti, con una prima fase dello stabilimento predisposta per 5.000 unità annue.
A che punto è la fabbrica e quando inizierà davvero la produzione per i clienti? "La fase 1 della fabbrica è già settata, con una capacità di 5.000 auto all’anno. Nello stesso stabilimento possiamo ampliare la linea di produzione in modo molto lean, e lo faremo man mano che le vendite cresceranno. La fabbrica sta assemblando le prime unità e preparando il ramp-up per avviare la produzione in serie nella prima metà del 2027".
La produzione di serie è quindi prevista per la prima metà del prossimo anno. Per un’azienda giovane, passare dai primi esemplari alla produzione continuativa rappresenta uno dei passaggi più delicati: occorrerà dimostrare di poter rispettare le tempistiche annunciate e garantire un prodotto con qualità costante.
Anche la rete commerciale e di assistenza dovrà essere pronta per accompagnare il lancio. L’Italia è uno dei mercati prioritari insieme a Spagna e Francia, grazie a una lunga tradizione di mobilità urbana e alla familiarità con i veicoli di piccole dimensioni. LIUX prevede di collaborare con concessionari nei principali mercati di riferimento e afferma di aver già raggiunto alcuni accordi. Tutti i partner coinvolti dovranno garantire anche l’assistenza post-vendita.
L’azienda dichiara inoltre che circa 7.500 persone si sono già iscritte alla lista d’attesa. Un dato da leggere con attenzione, perché non corrisponde a un numero di ordini confermati: LIUX precisa che le prenotazioni ufficiali con versamento di un deposito non sono ancora state aperte.
La BIG è il primo tassello di un progetto più ampio. LIUX conferma l’intenzione di ampliare la gamma e continuare a sviluppare nuove tecnologie, senza però anticipare quali saranno i prossimi modelli o i segmenti in cui l’azienda intende entrare. La risposta sul futuro dell’automobile è stata, in questo senso, la più inaspettata.
Qual è il vostro obiettivo per i prossimi anni: restare concentrati sulla mobilità urbana o ampliare la gamma con modelli di segmenti superiori? "Sì, abbiamo l’obiettivo di ampliare la gamma, oltre a continuare a sviluppare tecnologia. Tra 20 anni non so se sarà ancora legale che le persone guidino la propria auto, quindi dobbiamo prepararci, non si sa mai".
Una battuta che apre uno scenario più ampio, ma che lascia ancora da definire la direzione concreta del marchio. Nel frattempo, la sfida di LIUX è molto più immediata: dimostrare che la BIG possa trasformare la leggerezza e le dimensioni ultracompatte in vantaggi reali per chi si muove in città.
Il progetto ha elementi distintivi, dalla monoscocca in fibra di lino alla batteria sostituibile, ma la sua riuscita dipenderà anche da fattori meno appariscenti: prezzo definitivo, autonomia nell’utilizzo quotidiano, costi di riparazione, disponibilità dei ricambi e qualità dell’assistenza. Sarà su questi aspetti, oltre che sulla capacità di avviare la produzione nei tempi previsti, che si misurerà la distanza tra una proposta interessante e un’alternativa realmente competitiva sul mercato.