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Quando nell'autunno del 2025 Dacia ha alzato il velo sul concept Hipster, in molti hanno pensato a un esercizio di stile destinato a restare tale. Tre metri di lunghezza, tre porte, quattro posti e un'estetica squadrata che sembrava disegnata con la squadra da un ingegnere annoiato: troppo estremo per la produzione, si diceva. Le illustrazioni di brevetto appena depositate dalla casa romena raccontano però tutta un'altra storia, perché quel parallelepipedo su ruote sta diventando un prodotto vero e arriverà sul mercato nel 2027.
Il punto più interessante riguarda l'omologazione. La presentazione del concept era coincisa con l'annuncio del progetto europeo dedicato alle piccole elettriche accessibili, una nuova categoria pensata per abbassare i costi di sviluppo. Bruxelles e i costruttori stanno ancora negoziando i dettagli tecnici di quella normativa, così Dacia ha scelto una strada già battuta e pronta all'uso: l'Hipster di serie nascerà come quadriciclo pesante L7e, categoria che in Italia si guida dai 16 anni con patente B1 oppure con la normale patente B.
Una scelta pragmatica, perfettamente in linea con la filosofia del marchio, che permette di eludere una parte consistente dei costi legati all'omologazione delle autovetture M1 e di tenere il prezzo compresso fin dalla nascita del progetto.
Il passaggio dalla passerella alla catena di montaggio, come sempre, presenta il conto. La silhouette bicorpo resta cubica, gli sbalzi restano ridotti all'osso, le protezioni in plastica continuano a fasciare generosamente la carrozzeria e i fari a LED mantengono quell'estetica volutamente grezza, quasi pixelata, che aveva conquistato al debutto. Cambia però la sostanza dei dettagli: la larghezza è diminuita, i cerchi si sono rimpiccioliti, gli pneumatici tassellati hanno lasciato spazio a gomme stradali, gli specchietti sono tornati convenzionali ed è comparso un tergicristallo sul parabrezza, elemento che sul concept mancava del tutto. Sparito anche il logo anteriore effetto cristallo, sostituito da soluzioni più economiche.
Due dettagli meritano attenzione. I finestrini adottano semivetri scorrevoli invece della discesa elettrica, soluzione tipica dei veicoli commerciali leggeri e imbattibile sul fronte dei costi, mentre il portellone posteriore si apre lateralmente verso sinistra come su un fuoristrada, abbandonando sia la sponda ribaltabile in stile pick up del prototipo sia il classico portellone a pistoni.
La fantasia non è comunque stata sacrificata sull'altare del risparmio. Il muso e i montanti posteriori appaiono colorati in arancione nelle illustrazioni e corrispondono agli elementi personalizzabili anticipati dal costruttore, mentre lo stemma Dacia compare inciso direttamente sul tetto.
L'abitacolo definitivo resta da scoprire, ma l'impostazione è nota. Comandi e dotazioni ridotti allo stretto necessario, infotainment affidato allo smartphone del guidatore e una serie di accessori amovibili da agganciare ai supporti YouClip, il sistema modulare ormai diffuso su tutta la gamma. Il climatizzatore non è dato per scontato, perché la sua presenza dipenderà dalla domanda, così come resta un auspicio il divano posteriore frazionabile: sul concept era di un pezzo unico e, abbattendolo, il volume di carico saliva da 70 a 500 litri. La speranza degli osservatori riguarda anche i due airbag frontali visti sul prototipo, che nei quadricicli non sono obbligatori.
La normativa L7e impone paletti precisi: 20 CV di potenza massima, 90 km/h di velocità massima e 450 kg di peso escluse le batterie. L'accumulatore dovrebbe arrivare da un fornitore cinese, con chimica LFP oppure addirittura sodio ione qualora l'industrializzazione di questa tecnologia, ancora più economica, risultasse pronta in tempo. L'obiettivo dichiarato riguarda un'autonomia WLTP di circa 150 km, sufficienti per l'uso urbano e periurbano a cui il veicolo è destinato.
Tutto lascia pensare che la produzione venga affidata allo stabilimento marocchino di Tangeri, già responsabile di Sandero e Jogger oltre che dei defunti quadricicli Mobilize Duo e Bento.
L'offerta di quadricicli a quattro posti è oggi praticamente inesistente e Dacia punta ad arrivare per prima, con un listino stimato attorno ai 13.000 euro. Considerando gli incentivi disponibili, il prezzo reale potrebbe scivolare sotto i 10.000 euro, cifra che nel panorama attuale suona quasi provocatoria. Sullo stesso terreno si muove Fiat con la Multiplina, rivale diretta ma attesa soltanto nel 2028: un anno intero di vantaggio che, in un segmento tutto da costruire, potrebbe valere molto più di qualche cavallo in più.
Fiat
Corso Giovani Agnelli, 200
Torino
(TO) - Italia
800 342 800
https://www.fiat.com
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