Tutto Bene Hillclimb: motorsport oltre il cronometro

Tutto Bene Hillclimb: motorsport oltre il cronometro
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Al Tutto Bene Hillclimb il cronometro non conta: spazio a emozioni, traversi, auto da sogno, livree spettacolari e pura passione per il motorsport. Chris Harris mi ha detto che scrivere è la parte nobile di questo lavoro, e un colosso come lui non si può deludere. Quindi ecco le mie considerazioni sull'evento, quelle dal profondo del cuore di uno che prima di tutto, è un appassionato.
12 settembre 2026

Mettiamo subito le cose in chiaro: più eventi così. Davvero, oggi più che mai penso che il cuore ne abbia bisogno. Senza nulla togliere alle gare vere, mi raccomando, dove oltre ogni giudizio, oltre ogni opinione, oltre ogni gusto, pensiero, critica, polemica, entusiasmo... il giudice è sempre solo uno: il cronometro.

E quello viene prima e sta sopra a tutto. Il resto è secondario ed utile entro certi limiti ed è bello così, perché c'è adrenalina, c'è determinazione, concentrazione, un unico obiettivo che è quello di essere il più veloce.

Ora, se provassimo a tenere tutto, eliminando soltanto questo grande giudice insindacabile, cosa ne uscirebbe? La risposta, da tre anni a questa parte, ce la dà Carlo Borromeo di Race Service Borromeo De Silva e il suo evento "Tutto Bene".

'Le Maestro' Raul Marchisio insegna come si guida un'F40 - Foto Giovanni Tarizzo
"Le Maestro" Raul Marchisio insegna come si guida un'F40 - Foto Giovanni Tarizzo
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In un'epoca dove l'ingegneria arriva talmente in alto da raggiungere - possiamo dire - la perfezione, un errore millimetrico puó costare caro. Tanto per citare un esempio recente, ce lo ha ricordato Leclerc pochi giorni fa a Monza: tieni giù il piede un millisecondo di troppo e in uno zic gomme (fredde), assetti ed aerodinamiche varie scompaiono e una macchina calibrata così precisamente non lascia spazio al perdono, e sbandieri nel muro.

Al Tutto Bene, auto che non vedresti da nessun'altra parte - Foto Giovanni Tarizzo
Al Tutto Bene, auto che non vedresti da nessun'altra parte - Foto Giovanni Tarizzo

Questo per dire cosa, che "io lo sapevo"? No, la Formula 1 la lascio volentieri in mano agli addetti che la masticano tutti i giorni, prime in classifica le nostre ragazze.

L'esempio di Charles mi dà un buon punto di partenza del discorso: tutta questa perfezione toglie posto alle emozioni, a quell'adrenalina di poter vedere un errore corretto in extremis, un'auto che sbanda un po', che si muove su asfalto più che su binari.

Per carità, stiamo parlando di Formula 1 che per sua stessa natura deve essere perfetta e qualcosina di "fuori dalle righe" è rimasto, ma personalmente è troppo poco.

Al Tutto Bene è proprio questo che si celebra. Via il tempo, e con lui via tutte le regole.

Non a caso lo slogan è "Slow down to go fast" (Rallenta per andare veloce) perché qui si va forte, non fraintendete, ma tutto il contorno rallenta. Passa una Gordon Murray, poi "Le Maestro" Raul di traverso con l'F40 e a ruota una Panda 45 da rally. Rumore, colore, varietà. E se la passione dentro è vera, ti agiti ugualmente per tutte tre.

Belle le hypercar, però... - Foto Giovanni Tarizzo
Belle le hypercar, però... - Foto Giovanni Tarizzo

Rumore, dicevo. Lo sanno bene i V12 che salivano, come lo sa la AX GTI di quei pazzi di Heizr Club o la Volkswagen Brasilia con lo scarico più grosso della macchina intera. L'orecchio, così come l'occhio, vorrà sempre la propria parte.

L'occhio quindi, in che modo? Oggi che neri opachi e carbonio nudo per risparmiare un grammo di vernice la fanno da padroni, il colore è spesso lasciato in secondo piano. Ma non qui.

Già solo l'impostazione grafica dell'evento è gioia pura, con quel sapore di anni Ottanta tutto rosa, blu, giallo... aggiungici le livree storiche delle macchine o meglio ancora quelle create apposta per l'occasione e sembra di essere immersi in uno di quei vecchi cabinati da sala giochi tipo Outrun o Sega Rally.

La mitica 75 Gruppo A ex squadra corse Polizia Stradale - Foto Giovanni Tarizzo
La mitica 75 Gruppo A ex squadra corse Polizia Stradale - Foto Giovanni Tarizzo

Il mio non vuole essere un paragone con le corse vere e proprie. Sono mondi diversi, a proprio modo entrambi affascinanti. Ma anche ugualmente fondamentali, perché se la corsa alla velocità, al cronometro ed alla perfezione non si arresta mai, a volte è bene anche rallentare e godersi un traverso, la terza piena di un quattro cilindri aspirato lento come la fame, o anche solo apprezzare una livrea ben eseguita. O le polpette del food truck. O la Luce.

Insomma, niente male questo Tutto Bene.

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