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Talcahuano, Concepción, Cile, 10 Settembre. Sami Pajari ha rotto il ghiaccio e vinto il suo primo Rally di Mondiale in Estonia. Poi non ha più smesso, e ha aggiunto al suo vergine palmares anche Finlandia e Paraguay. Con le tre vittorie consecutive è salito agli onori della storia e delle cronaca. La storia dice che è il primo pilota a mettere in fila il primo e i successivi due successi, la cronaca che Elfyn Evans, leader del Mondiale, è adesso più vicino. Molto più vicino. Con tre Rally alla fine del Campionato e 105 punti max a disposizione fino alla fine, insomma, l’ennesima guerra fratricida in casa Toyota Gazoo Racing si fa piuttosto vibrante. Il finlandese ha recuperato 26 punti e adesso è a meno venti dal gallese. Evans, leader dalla Svezia e poi senza interruzione dalla Spagna, ha dimostrato di aver raggiunto la saldezza di nervi necessaria per il grande salto nell’Olimpo. Pajari è spinto da un formidabile effetto volano che ne moltiplica la “pericolosità”. Posto che non c’è alcuna ragione per cui Toyota possa intervenire con un nocivo ordine di scuderia, cosa che ha più volte mostrato di non gradire, è verosimile che Cile, Sardegna e Arabia Saudita possano essere altrettanti teatri di una grande battaglia. Ed eccoci al Rally Chile BIOBÍO 2026.
51 partenti (ma 13 sono equipaggi di Casa), 10 Rally1 (ma la metà sono Toyota), 1.170 chilometri in totale di cui 311 in 16 prove speciali su terra, epicentro dell’evento a Talcahuano, il più grande porto del Cile nella baia di Concepción, regione di Bio-Bio, 500 chilometri a Sud di Santiago. Lo Shakedown di El Manzano mette in fila Katsuta (James Fulton al suo fianco, Aaron Johnston ancora in recupero dall’incidente del Paraguay), Fourmaux, Lappi (neo campione finlandese) sulla terza Hyundai, Pajari e Neuville. Evans e Pajari aprono la strada il primo giorno, Ogier (che conterà il numero record, 213, di apparizioni ora “intestato” a Jari-Matti Latvala, e punta alla 70ma vittoria), gode contestualmente del vantaggio di avere le strade “pulite”, anche se nel contempo la variabilità del meteo può cambiare le carte in tavola in men che non si dica.
E naturalmente piove, prima e durante. Fango. Le condizioni non sono omogenee e così i risultati iniziali. Pajari perde subito terreno, 16 secondi da Evans nella prima Speciale, Turquia di 22 chilometri, vinta da Solberg, e altri due e mezzo nella successiva Nuevo Rere, 10KM, vinta proprio da Evans. La mattina si chiude sotto la pioggia con la vittoria di Neuville nella Hualqui, 16KM, Pajari ancora dietro a Evans. In testa Solberg, Evans a due secondi, Pajari sesto a 23. Colpi di scena? Sì. Katsuta esce di strada dopo 6 chilometri di Rally, poi la speciale è cancellata dopo 30 partenze per l’incidente di Kazaz, Ford Rally3. Lunga pausa e si riprende quando in Italia è ora… di cena!
Il Rally Cile diventa, per gli europei, un lungo spettacolo in prima serata. Ripetizione delle tre del mattino, altri 50 chilometri cronometrati. Pajari sembra riprendersi e ritrovare il ritmo. Vince la prima ripetizione, poi è secondo alle spalle di Ogier, infine Solberg vince l’ultima e definisce una leadership provvisoria ma convincente. Pajari ha guadagnato una posizione, è quinto, ma soprattutto ha recuperato metà del ritardo che aveva Evans, che è secondo a 10 secondi da Solberg, alla fine del giro del mattino. La situazione è più stabile, Ogier minaccia la terza posizione di Fourmaux, il quale peraltro si muove bene e a suo agio con il Rally e, soprattutto, con la macchina. Non funziona, invece, Neuville, che non trova assetto e feeling, e scende in sesta posizione. McErlean, Armostrong e Lappi chiudono la top ten, Gryazin apre le Rally2 con la Lancia.
Sabato, il giorno più lungo, quasi 140 chilometri. Tre speciali, due giri, Pelun, Lota, Maria Las Cruces, 15, 25 e 28 chilometri. Ordine di partenza “pertinente”, meteo poco rassicurante, sicuramente una giornata difficile in vista.
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