WRC26 #11 Paraguay. D1. Sami Pajari, il “sopravvissuto” del primo giorno

WRC26 #11 Paraguay. D1. Sami Pajari, il “sopravvissuto” del primo giorno
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Decimazione. Ecatombe di gomme e ruote, Katsuta e Ogier fuori in due Speciali, quattro avvicendamenti in testa alla Corsa: Solberg, Paddon, Evans, Pajari. Guai per tutti. Podio: Pajari, Paddon, Evans. Toyota Gazoo vicina al record di Lancia
28 agosto 2026

Encarnacion, Paraguay, 28 Agosto. Giorno uno. Il giorno più lungo, con la speciale più lunga del Rally più lungo dell’intera stagione. Ueno Rally Paraguay, edizione Mondiale numero 2, undicesima prova di 14 del Campionato del Mondo WRC 2026. Ci si arriva con Elfyn Evans al comando, 30 punti di vantaggio, e cinque Toyota in testa al Costruttori, il che significa che la corsa sudamericana è record-match-point, che cioè Toyota Gazoo Racing può chiudere il week end eguagliando uno dei record più datati, quello assoluto di vittorie consecutive del marche, sei, sin qui detenuto dalla Lancia e che resiste dal 1992.

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Oltre 350 chilometri in 22 prove speciali. Terra. Perfida terra. Basti pensare che quelle piste di laterite rossa possono essere più veloci dell’asfalto, più veloci di Bonneville e, due schizzi d’acqua dopo, diventare la superficie con meno grip del pianeta, peggio del ghiaccio. E così pare possa essere, 30 gradi il venerdì, secco, variabile sabato, pioggia domenica. C’è di tutto e per tutti, in programma. Non è un caso che la vittoria di Sébastien Ogier, lo scorso anno, è arrivata dopo quattro avvicendamenti in testa alla corsa e con un discreto impiego della ruota della fortuna.

Quest’anno si è partiti… peggio. Intanto, la prima cosa da dire è che è un’ecatombe di gomme, ruote, sospensioni. Quattro Piloti sono stati protagonisti di una gara per quanto possibile “personalizzata” e sin qui eccellente in quattro avvicendamenti nel giro di un solo giorno: Oliver Solberg, Hayden Paddon, Sami Pajari, Elfyn Evans. Solberg per aver dato il via con una doppietta strepitosa e per essere stato poi penalizzato da un guasto (stallo, motore spento). Paddon per essere salito al comando, aver corso al livello dell’unico Rally di Mondiale vinto, Portogallo 2018, e per aver distratto Hyundai dal timore reverenziale nei confronti delle dominanti Toyota. Pajari perché merita quel poco di fortuna che ne sostiene e alimenta una certa aspirazione mondiale possibile. Evans, soprattutto Evans, perché sembra affrontare la prova con la freddezza del leader. Il resto, e non solo, è già ruota della fortuna.

Il bollettino. Katsuta, primo out alla prima speciale. Ogier, l’illustre, dopo l’incidente in Finlandia, l’errore in Paraguay, è fuori per il giorno dalla prima Yerbateras. Gomme, ruote. Forature, delaminazioni, un’ecatombe. Solberg, due, Fourmaux, tre, una doppia, Paddon due, Pajari, una delaminazione, McErlean, foratura e delaminazione, Armstrong, due, una fatale all’impianto frenante, Evans, foratura e delaminazione, nella prima e seconda Yerbateras, la più lunga (per fortunad a oltre metà in poi), Ogier, due forature poi l’errore sulla lunga, immediatamente ammesso, finito sul terrapieno, kaput, Neuville, foratura e sospensione in due speciali. Tutto questo in un giorno. Cosa aspettarsi dagli altri due?

Meglio registrare “quel che resta” e rimandare i commenti. Ovvero. Sami Pajari, Toyota, al comando. Dodici secondi a Hayden Paddon, Hyundai, un minuto scarso a Elfyn Evans, Toyota. Poi Fourmaux e McErlean, ma già ben distanziati, e quattro Rally 2 nei primi dieci dell’Assoluta, la prima à la Yaris Rall2 dell’autoctono Diego Dominguez. Le due Lancia di Yohan Rossel e Nikolaj Gryazin nei quindici. Sabato quattro speciali per due giri: Bella Vista, Bella Vista Sur, Hohenau e Trinidad, più lo spettacolo conclusivo della Encarnacion Costanera, 3 chilometri. In tutto, dopo i 153 impietosi chilometri del primo giorno, “appena” 135 chilometri.

© Immagini. Pure WRC Agency, Red Bull Content Pool, Toyota TGR, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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