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Ci sono piste che non chiedono semplicemente di guidare: chiedono di alzare l’asticella, di guardare in faccia il limite e di fidarsi ciecamente della fisica. Il Mugello è una di queste. Con i suoi saliscendi mozzafiato, la Arrabbiata 1 e 2 che piegano il collo e sfiniscono le strutture e un asfalto che in piena estate diventa un’incudine rovente, il tracciato toscano non perdona. Ed è proprio per questo che la Pirelli lo ha scelto per mettere a ferro e fuoco il futuro della Formula 1.
Alla vigilia della settimana del Gran Premio d’Italia, Pirelli ha organizzato una due giorni di lavoro intenso, caldissimo, quasi brutale per uomini e mezzi. Sul piatto c’è lo sviluppo delle mescole che vestiranno le monoposto del 2027, e il verdetto del Mugello – dove le temperature dell'asfalto hanno toccato picchi roventi tra i 52°C e i 55°C – è arrivato al termine di ben 2.948 chilometri complessivi macinati senza sosta.
Il mercoledì ha aperto le danze con una coppia d'attacco d'eccezione. Liam Lawson si è messo nuovamente al volante della Red Bull, mentre Oscar Piastri ha portato in pista la McLaren. Per loro, il compito di iniziare a saggiare la parte più dura della gamma milanese: le mescole C1, C2 e C3. Lawson ha impostato un lavoro metodico, quasi scientifico: mattinata interamente dedicata alla C2, inanellando una serie di screening run da otto giri ciascuno per comparare diverse soluzioni di struttura e impronta a terra, prima di passare nel pomeriggio a stint più lunghi per validare i prototipi che avevano dato le risposte migliori. Per il neozelandese è stata una maratona da 116 tornate (608 chilometri totali) condita da un miglior riferimento in 1’22”297.
Dall'altra parte del box, Piastri ha preferito una panoramica a 360 gradi, esplorando l'intera scala di durezza dalla C1 alla C3 con run brevi e aggressivi, prima di chiudere la giornata con simulazioni di gara da 14 giri. L'australiano della McLaren è stato anche il più veloce della prima giornata, stampando un 1’21”358 e completando 93 giri (488 km).
Il giovedì la pista si è popolata ancora di più, vedendo scendere in pista tre vetture e volti nuovi. Sulla McLaren è salito Lando Norris, Ayumu Iwasa ha rilevato il sedile della Red Bull, mentre a fare la sua comparsa tra le colline toscane è stato Nico Hülkenberg alla guida dell'Audi.
Il programma della seconda giornata ha rispecchiato le diverse esigenze dei team, pur restando focalizzato sulle mescole più resistenti. Iwasa, fresco campione di Super Formula e chiamato al grande salto di responsabilità con la Red Bull, è stato l’unico a spingere su tutti e tre i compound: un lavoro di fino concentrato soprattutto su C1 e C2, prima di passare al vaglio le ultime evoluzioni della C3 nel pomeriggio. Il giapponese ha macinato chilometri con la regolarità di un veterano, chiudendo ben 117 giri (614 km) e fermando il cronometro sull'1'23"414.
Norris ha invece ripreso il filo del discorso interrotto il giorno prima da Piastri, deliberando l'intera giornata alla mescola C2. Dopo un mattino passato a scartare le opzioni meno convincenti, il campione in carico si è concentrato sulle soluzioni più promettenti, portando a casa 115 giri (603 km) con un miglior tempo di 1'21"899. A chiudere il quadro, il lavoro di instancabile sostanza firmato Nico Hülkenberg e dall'Audi: il tedesco ha equamente diviso il proprio piano di lavoro tra C2 e C3, diventando il stacanovista assoluto della sessione con 121 giri completati, pari a 635 chilometri, e un best lap di 1'24"012.
Il Mugello va così in archivio con una mole di dati gigantesca. Tra la staccata della San Donato e la percorrenza cieca della Casanova-Savelli, la Pirelli ha raccolto gli elementi chiave per plasmare le gomme del domani, quelle chiamate a reggere lo sforzo di monoposto sempre più estreme. Ma non c'è tempo per tirare il fiato: la carovana dei test Pirelli si sposterà a Imola il 15 e 16 settembre per continuare lo sviluppo delle coperture da asciutto. All'Autodromo Enzo e Dino Ferrari toccherà a Scuderia Ferrari e Visa Cash App RB raccogliere il testimone.