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Jyväskylä, Finlandia, 1 Agosto. A volte è strano, non si direbbe, non dovrebbe succedere, non ci sono i presupposti. Poi basta un nulla. E del resto la vita è così, un attimo e tutto va a gambe all’aria, anche se costruito con la determinazione del cemento armato. La seconda tappa del 75° Secto Rally Finland è così, strananente, incomprensibilmente, irragionevolmente. Quel che era successo venerdì, guai per Lappi, Armstrong e Neuville, aveva isolato al comando del Rally Sébastien Ogier, Elfyn Evans e Sami Pajari, “giustamente” distanziati tra loro. Cosicché si arriva alla penultima prova del mattino di sabato, fino ad allora hanno vinto Evans e Pajari (due volte) ma la situazione generale non è cambiata. Il tempo è incerto, piove, c’è acqua nelle traiettorie, sporco. Niente di ideale, insomma, ma il Rally per definizione non è mai “ideale”, senno’ si chiama pista.
È l’ultima prima dell’ora di pranzo, la prima Leustu di 16 chilometri. A trecento metri dal traguardo Evans va lungo su una “più stretta del previsto” e cappotta. Va sul tetto, poi di nuovo sulle ruote. Annaspa, riparte, finisce. Un minuto e 50 secondi per 300 metri. Dal secondo al 47° da 11 secondi a due minuti di ritardo. Rally di Finlandia buttato? Normalmente sì, è una gara buttata, ma il WRC della classe regina ma dei troppo-pochi-partenti, perdona anche sviste di questo genere. Insomma Evans resta in corsa per un risultato. Sami Pajari sale al secondo posto, Oliver Solberg al terzo sia pure con un minuto di ritardo. E si ricomincia a pensare: ecco, il risultato è questo.
E invece no. Succede davvero l’impensabile, lo strano. Quando Evans è andato sul tetto, Ogier, rassicurato, si è lasciato andare dicendosi divertito da quel combattimento al limite… ma con un piccolo margine di sicurezza. Meglio se stava zitto. Vince la quindicesima, la Parkkola di 16 chilometri, e ancora la successiva Päijälä di 10 KM. Alla grazia del “margine”, comunque la leadership del fuoriclasse francese si fa forte di un vantaggio su Pajari che raggiunge i venti secondi. Poi la botta. In tutti i sensi. Il colpo di scena che non ci credi. A un chilometro dalla fine della seconda Västilä, penultima del giorno, Ogier va lungo sul rimbalzo di una curva velocissima e esce dritto contro gli alberi. Ne abbatte due, cappotta, la sua corsa impazzita sembra non finire mai, poi si arresta nella foresta. Spaventoso! La prova è sospesa, poi sarà annullata, l’ultima partirà con 10 minuti di ritardo. Ogier viene evacuato, Ingrassia va in infermeria. Sfortuna eccessiva? Un grave errore? Non era così così affilata la ritrovata sintonia tra Pilota e Navigatore? Poco da dire, le risposte verranno dopo. Intanto, pare, nulla di rotto, il Pilota è comunque sotto schock, e questo è chiaro.
Intanto accade che Sami Pajari eredita la leadership del Rally. Alle spalle del vincitore dell’Estonia c’è Oliver Solberg e tre quarti di minuto. Dietro una fila di “incidentati”. Evans, che ha vinto l’ultima, la seconda Leustu (la prima swembra dovesse essergi fatale, e invece…) è addirittura terzo assoluto, poi Fourmaux, Katsuta, Neuville, tutti “graziati” dal Rally, dalla formula e dal “parco partenti”. Molto meglio soffermarsi un attimo sull’ottavo posto assoluto di Jari-Matti Latvala, leader del WRC2, e chiudere in attesa delle migliori notizie dall’ospedale dove Ogier è sottoposto ai controlli del caso.
Super Domenica. Solo una prova speciale. Terrificante. È la Himos-Jämsä, di gran lunga la più lunga del Rally. Quindi, primo passaggio come prova generale, secondo ed è il Power Stage infinito che decide Rally e Super Sunday. Che altro ci dobbiamo aspettare?
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