F1. "Sta battendo un compagno esperto, fa paura": Norris e Verstappen incoronano Kimi Antonelli, Russell si arrende

F1. 'Sta battendo un compagno esperto, fa paura': Norris e Verstappen incoronano Kimi Antonelli, Russell si arrende
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Otto vittorie su quattordici gare, il compagno Russell costretto a cedere il passo e la benedizione dei campioni del mondo. Kimi Antonelli sta trasformando la stagione 2026 nel suo capolavoro
16 settembre 2026

La Formula 1 ha appena annunciato il nuovo calendario per la stagione 2027. Ci sono ritorni attesi come il Portogallo a Portimão e la Turchia a Istanbul Park, ma anche polemiche per la decisione di includere Monaco nella lista dei dieci appuntamenti con la Sprint Race. Ma prima di pensare all’anno che verrà, c’è ancora un mondiale in corso e un titolo 2026 tutto da assegnare. Ancora non si sa come si concluderà la stagione, ma sicuramente Kimi Antonelli si candida a pienissimi voti a scrivere il suo nome a caratteri cubitali nella storia di questo sport.

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Che il talento ci fosse, era ormai chiaro. Cresciuto nell’incubatrice della Mercedes, con il supporto di Toto Wolff e della famiglia che l’ha allevato a pane e motorsport, era inevitabile che Antonelli avesse alla sua portata i mezzi migliori per estrarre tutto il suo potenziale. Quello che, però, in pochi si aspettavano è che Kimi riuscisse in così poco tempo ad esprimerlo a questi livelli. Solamente due anni fa, a Monza, debuttava ufficialmente in una sessione di Formula 1: una prova libera finita anzitempo nelle barriere della Parabolica. Un imprevisto che Toto Wolff aveva comunque messo in conto. Molti avrebbero iniziato a dubitare di Antonelli, ma non la Mercedes. Vederlo spingere fin da subito, su un palcoscenico del genere, non era nient’altro che la prova che Kimi fosse già a un livello superiore, pronto a sfidare i propri limiti e quelli della vettura — in quel caso l’auto di George Russell.

Quando Lewis Hamilton ha annunciato il suo addio alla Stella per accasarsi in Ferrari, il programma di sviluppo del bolognese ha avuto una brusca accelerazione. Wolff lo voleva in pista per il 2025 e così è stato. Nella calda mattinata di fine agosto, a poche ore dalla bandiera verde del Gran Premio d’Italia 2024, è arrivato l’annuncio: Kimi Antonelli avrebbe corso per la Mercedes dal 2025. Lì ha avuto inizio una lunga e tortuosa curva di apprendimento per renderlo pronto al grande momento, ovvero a quando il team di Brackley avrebbe avuto una vettura di nuovo competitiva. Il debutto sotto la pioggia in Australia con la prima zona punti conquistata, la prima pole Sprint a Miami, il primo podio in Canada, e poi ancora in Brasile — secondo, miglior risultato in carriera fino a quel momento — e a Las Vegas. A questi successi, però, si sono alternate anche brutte batoste che hanno caratterizzato la tournée europea di Antonelli. Tanti alti e tanti bassi che lo hanno portato quest’anno a performare come sta facendo.

Certo, tra le mani ha un missile color argento che sta dominando questa nuova era della Formula 1 moderna. Ma per saper guidare la Mercedes W17 servono anche talento e gran manico. Doti che sicuramente non mancano a Kimi Antonelli che, conscio di aver appreso così tanto in un solo anno, ha zittito una volta per tutte le critiche che gli venivano mosse: Wolff ha sbagliato a dare un sedile a un ragazzino che aveva completato solamente una stagione in Formula 2? Che non aveva ancora dato prova di cosa fosse capace nelle categorie propedeutiche? Nessuno a inizio 2026 lo aveva preso in considerazione per la lotta al titolo, la stessa lotta che lui, ora, sta portando avanti quasi in solitaria. A sottovalutarlo è stato in primis il compagno di squadra George Russell che, nei test in Bahrain, vedeva come rivali per il mondiale la Ferrari, la McLaren e Max Verstappen. Ma non Kimi Antonelli.

Russell si è dovuto presto ricredere, perché la prima vittoria in carriera di Kimi Antonelli in Cina ha fatto solamente da apripista alle altre sette che sono arrivate finora. George ha vinto solamente in Australia e in Austria; Kimi, invece, ha vinto più della metà delle gare finora disputate: ben otto trionfi su quattordici Gran Premi. Vittorie che, tolta quella di Madrid arrivata grazie al colpo di grazia inflitto dal tempismo della VSC a Lando Norris, sono frutto del duro impegno di Antonelli. Il nuovo regolamento tecnico sembra essere stato pennellato sul suo stile di guida: aggressività, pulizia e soprattutto costanza. Con una F1 controintuitiva, dotata di sistemi predittivi per l’erogazione della potenza, serve tutto quello che Kimi è e che Russell ancora non è.

Dopo ben quattordici gare passate a cercare di attribuire alla sfortuna o ai problemi della vettura i suoi deficit alla guida, Russell a Madrid ha alzato bandiera bianca. “Ora Kimi sta guidando meglio di me, e merita di essere in testa al mondiale”, ha ammesso lo scorso giovedì alla vigilia dell’ennesima batosta ricevuta da Antonelli. Perché se a Monza ha concluso secondo ritrovandosi Kimi negli scarichi dopo neanche venti giri dal via — con Antonelli che scattava 19° —, a Madrid Russell non è mai stato realmente competitivo, disperso nella terra di nessuno dalla qualifica alla bandiera a scacchi. E questo l’hanno sottolineato anche Lando Norris e Max Verstappen.

“Kimi deve solo fare quello che sta facendo. Voglio dire, è fantastico, sta funzionando davvero bene. Non dovrebbe stressarsi troppo, cosa che non credo stia facendo. Sta semplicemente dando il massimo, è fiducioso, sta acquisendo sempre più esperienza. È ancora giovane, è all'inizio della sua carriera, ma sta volando. Non dovrebbe complicarsi troppo la vita e non lo sta facendo. Ha molte brave persone intorno a lui che sanno di cosa ha bisogno. Quindi tutto sta funzionando bene”, ha dichiarato Verstappen rispondendo a una domanda sui consigli che darebbe ad Antonelli in questa lotta mondiale. Ci è andato leggermente più pesante Lando Norris: “Max l'ha detto bene. È in testa con 80 punti di vantaggio perché sta facendo un lavoro incredibile. Sta battendo un compagno di squadra molto più esperto, un compagno di squadra di valore, quindi non voglio dargli alcun consiglio perché sta facendo un lavoro spaventosamente buono. Ha appena compiuto 20 anni”. Il riferimento è a Russell, che si trova in Formula 1 da otto anni e che, tolta l’ombra di Lewis Hamilton, sperava di conquistare tutta la fiducia della Mercedes e portare a Brackley il suo primo titolo mondiale.

“Quindi sì, è qualcosa di fenomenale. Penso sia fantastico vedere qualcuno così giovane fare un lavoro così incredibile e che molto probabilmente vincerà il campionato. È stato impressionante fin dalla prima gara di quest'anno, con pochissimi errori. Non sta guidando come se fosse al suo secondo anno in F1, questo è certo. Quindi sì, è bello da vedere e ci saranno molti, molti altri anni in cui ci daremo battaglia. Sono entusiasta di continuare, spero già da quest'anno, e sono felice che tutti noi possiamo correre di più insieme in futuro. Non vedo l’ora”, ha aggiunto ancora Norris. Parole al miele da due campioni del mondo per Antonelli, che a sua volta non vuole cullarsi sugli allori: “Da parte mia, come ho detto molte volte, cerco solo di dare il massimo in ogni gara, cercando di guidare il più velocemente possibile ogni volta che salgo in macchina. E poi vedremo dove saremo alla fine dell'anno. Ma sicuramente non voglio complicare troppo le cose o guidare pensando al campionato o al risultato. Voglio solo guidare, dando il massimo”. Cosa che anche Russell dovrà imparare a fare, e in fretta, se vorrà avere ancora qualche chance di lottare per il titolo. 

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