F1. Ferrari riparte subito dopo Madrid: Leclerc e Hamilton già in pista a Imola sulle Pirelli 2027

F1. Ferrari riparte subito dopo Madrid: Leclerc e Hamilton già in pista a Imola sulle Pirelli 2027
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Archiviate le difficoltà di Madrid, Hamilton e Leclerc si rimettono al lavoro ad Imola con la Ferrari: analisi completa dei tempi e delle valutazioni tecniche sui prototipi Pirelli 2027
15 settembre 2026

A pochissimi giorni dal Gran Premio di Madrid, una tappa che ha lasciato un'eredità pesante e un retrogusto amaro nelle fila della Scuderia Ferrari, il lavoro a Maranello non si è fermato nemmeno per un istante. Il bilancio del fine settimana spagnolo è stato impietoso nella forma ma indicativo nella sostanza: un sofferto quarto posto per Charles Leclerc — rimasto senza scampo dal punto di vista strategico nei frenetici passaggi condizionati dalla Virtual Safety Car — e il ritiro prematuro di Lewis Hamilton, costretto a parcheggiare la vettura ai box a causa di un grave problema all'impianto frenante manifestatosi già nei primi passaggi di gara.

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Voltata pagina con la consapevolezza di dover ancora colmare dei gap cruciali, la Ferrari è tornata subito in pista sull'asfalto dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per una due giorni di test fondamentali. L'obiettivo coordinato da Pirelli è infatti quello di gettare le basi della gamma di pneumatici da asciutto destinate alla stagione 2027. Nessun riposo dunque per i due titolari della Rossa, che si sono divisi equamente il lavoro al volante per completare un programma estremamente fitto, orientato sulla valutazione avanzata delle tre mescole più morbide del lotto fornito da Pirelli: la C3, la C4 e la C5.

I primi chilometri della mattinata sono stati messi a referto da Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha lavorato intensamente sulla comparazione dei prototipi, eseguendo dapprima una serie di performance run brevi — strutturati su stint rigidi di 5 giri con due differenti varianti di costruzione per ogni tipo di mescola — con il preciso scopo di analizzare l'impronta a terra, il grado di aderenza e il bilanciamento dinamico dell'auto nelle staccate più impegnative della pista emiliana. Raccolti i dati sulle simulazioni da qualifica, il britannico ha dedicato la seconda parte del suo turno ai tradizionali long run, utili per individuare l'opzione strutturale più solida dal punto di vista della degradazione e del passo gara. Hamilton ha completato complessivamente 64 tornate, equivalenti a 314 chilometri percorsi, fermando il suo miglior tempo personale a quota 1:19.485.

Nel pomeriggio il volante è passato nelle mani di Charles Leclerc. Il monegasco ha ereditato la vettura in condizioni di pista nettamente differenti e assai più critiche: il sole cocente di Imola ha infatti spinto la temperatura dell'asfalto fino al picco di 50 °C (con 32 °C nell'aria), offrendo ai tecnici Pirelli uno scenario ideale per valutare la resistenza delle mescole più morbide allo stress termico e al surriscaldamento. Leclerc ha replicato la matrice del programma svolto in mattinata dal compagno di squadra, concentrandosi sulla finestra d'esercizio dei prototipi in condizioni di pista gommata. Al termine dei suoi stint, Charles ha messo insieme 63 giri (309 chilometri), fissando il riferimento cronometrico più rapido della giornata in 1:18.832.

La sessione di test proseguirà nella giornata di domani sullo stesso tracciato: la Ferrari sarà affidata alle mani del terzo pilota Antonio Giovinazzi, mentre a fare da riferimento in pista ci sarà anche la Racing Bulls, pronta ad alternare al volante il duo composto da Liam Lawson e Arvid Lindblad.

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