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Encarnacion, Paraguay, 30 Agosto. Adesso due settimane in attesa della 12ma e terzultima prova del Mondiale. Toccherà al Rally del Cile, restiamo in Sud America. Il secondo Ueno Rally del Paraguay è finito. Ha vinto Sami Pajari, in coppia con Marko Salminen, sulla Toyota Yaris Rally1 ufficiale Gazoo Racing. Grande vittoria. Comunque sia stata costruita e per quanto sia arrivata in parte, in dono, Pajari ha dimostrato… anzi non ha più molto da dimostrare: ha fatto il salto nell’iperspazio, nell’élite del WRC. Sul Podio coreografico di Molino San José anche Hayden Paddon e John Kennard, migliore Hyundai e migliore Paddon forse di sempre e, sul terzo gradino, l’unico oggetto di una lunga bagarre iniziata il sabato sera e finita domenica a pranzo, Adrien Fourmaux e Alexandre Coria.
Domenica cambia tutto. Tutto si azzera. In archivio il “passato”, ci si giocano i titoli di giornata e del Power Stage, la volata finale senza se e senza ma la cui vittoria vale 5 punti, come la Super Domenica. È un incentivo potente, consente a chi ha già fatto bene di puntare all’apoteosi ed è salvagente per quelli che hanno buttato alle ortiche i giorni precedenti. In chiave di assegnazione del Titolo è fondamentale, per gli appassionati un boost. Dopo la tempesta (soprattutto di pneumatici) del venerdì, e dopo il letargo totale del sabato, la domenica ha riacceso radio-rally. E gli attori protagonisti ci hanno dato dentro.
Due gli eventi salienti della domenica di Encarnacion. Tre con i risultati, è chiaro. Il primo è la recidiva di Katsuta, che ha messo la Yaris #18 sul tetto nella penultima Speciale (e per questo la prova è stata prima sospesa e poi annullata), finito in ospedale cn il navigatore Johnston per i controlli del caso. Il secondo è il confronto tra Elfyn Evans e Adrien Fourmaux per la terza piazza. Il gallese difendeva un margine leggero ma costruito solidamente, il francese, vittima anch’egli degli scherzi del Rally il venerdì, ha lanciato una riscossa un po’ alla va o la spacca ed è riuscito a conquistare il terzo posto. È interessante, di conseguenza, il grande risultato ottenuto da Hyundai, che fa salire due i20 Rally1 sul podio finale. Ottimo, ma un po’ in ritardo, ma intanto annulla il primo match point della corsa di Toyota al Titolo Costruttori (ricordiamo che è in ballo il record di sei vittorie consecutive, al momento ancora in mano alla storia di Lancia).
Cinque Speciali per concludere, dunque, quattro agli atti dopo l’annullamento della 21ma. Nell’ordine le hanno vinte Ogier, la prima, e Solberg le restanti tre e, dunque, Power Stage compreso. Peccato per il giovane Oliver, il destino avverso del venerdì non è stato colpa sua. Solberg comunque ha battuto Ogier sempre di misura e il francese, incamerati 5 secondi con il successo della prima, è riuscito a conservare il primato di giornata e ad aggiudicarsi la Super Domenica. 4 punti di Power Stage e 5 di Super Sunday, rally raddrizzato ma Titolo allontanato. “Onesto” e accorto il quarto posto di Evans, che porta a casa 14 punti e resta leader del Campionato. Pajari, con i 25 della vittoria, lo avvicina, ma deve recuperare ancora 20 punti al gallese, quindi se la giocheranno in Cile, Sardegna e Arabia Saudita. Il terzo successo consecutivo è una spoletta eccezionale, sembra di capire che Pajari ha imparato come si fa a vincere e non intende fermarsi qui. I suoi tre primi successi consecutivi sono anche un record nella storia del WRC. Io direi quasi commovente il secondo posto di Hayden Paddon. Fedelissimo Hyundai, il pilota neozelandese è stato vittima delle panchine lunghe di Hyundai, e fa bene al cuore vederslo tornare alla sua velocità, quella velocità che gli aveva consentito di vincere il Portogallo del 2018.
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