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Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto tappa al cluster automobilistico di Nižnij Novgorod per battezzare la rinascita di un vero e proprio simbolo dell'automobilismo di Stato: la Volga. Abbandonati i fasti dell'era sovietica, il nuovo corso del marchio certifica però una transizione ormai compiuta per il mercato interno russo, che dopo l'addio in blocco dei costruttori occidentali si è affidato anima e corpo alle tecnologie dell'alleato cinese, nello specifico al colosso Geely.
Non è un caso che la produzione delle nuove Volga sia stata avviata sfruttando esattamente gli stessi impianti che, fino a pochi anni fa, sfornavano i modelli a marchio Volkswagen e Skoda. Affidata alla società PLA (Produzione di autovetture), la fabbrica è stata riconvertita garantendo una capacità produttiva a regime di 110.000 automobili all'anno. Le tempistiche sono state fulminee: i primi esemplari di pre-serie hanno visto la luce nel dicembre 2025, la produzione di massa è scattata nell'aprile 2026 e le vetture hanno ufficialmente debuttato nelle concessionarie russe lo scorso 19 giugno.
Dietro il celebre logo del marchio russo si nasconde una moderna architettura asiatica di classe D. Per aggredire il mercato, il listino si declina su tre modelli ben distinti: la berlina business C50, il crossover compatto K40 e l'ammiraglia K50 a ruote alte. Si tratta di una strategia pensata per coprire ogni segmento vitale della mobilità interna. La Volga punta infatti a tornare nei garage delle famiglie, a rifornire le flotte dei servizi taxi e, soprattutto, a riconquistare il suo ruolo storico di auto di rappresentanza per eccellenza per i funzionari di Stato.
L'eredità di Geely si fa sentire soprattutto sotto il profilo della sicurezza e della dotazione di bordo. Le vetture sono equipaggiate con moderni sistemi di assistenza alla guida (ADAS), telai in acciaio ad alta resistenza di concezione internazionale e un'elettronica appositamente calibrata per resistere alle aspre temperature invernali e alle difficili condizioni dell'asfalto russo.
Il rilancio del polo industriale di Nižnij Novgorod non si ferma però alle sole berline. Il progetto, sostenuto dal Fondo per lo sviluppo industriale (FDI), ha riattivato anche una modernissima fabbrica dedicata alla costruzione di motori diesel G 2.5. Questi propulsori rappresentano il cuore pulsante del trasporto logistico russo, venendo montati su un'ampia flotta di veicoli commerciali leggeri (come i celebri furgoni Gazel e Sobol), autocarri di media portata e autobus.