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Dopo anni di assenza, il marchio automobilistico Volga torna ufficialmente sulle strade. Ma dietro questa rinascita non c’è soltanto nostalgia sovietica: i nuovi modelli presentati condividono piattaforme, tecnologie e architetture con vetture del gruppo cinese Geely, colosso automobilistico che controlla anche Volvo. Il ritorno di Volga passa attraverso una gamma composta principalmente da SUV e berline di segmento medio-alto, come le nuove C50 e K50, modelli che derivano rispettivamente dalla Geely Preface e dal SUV Geely Monjaro, differenziati soprattutto per design del frontale e branding.
Secondo diverse analisi internazionali, la strategia è chiara: accelerare la ripartenza dell’industria automobilistica russa sfruttando piattaforme già sviluppate da partner cinesi, riducendo tempi e costi di sviluppo. Le nuove Volga verranno infatti prodotte nello stabilimento di Nizhny Novgorod, ex impianto Volkswagen e Skoda, simbolo del passaggio dall’industria europea a quella asiatica. Il legame tecnico con Geely appare evidente anche sul piano meccanico. Il SUV Volga K50 utilizza un motore turbo benzina da 2.0 litri con potenze superiori ai 230 CV e trazione integrale, abbinato a cambio automatico a otto rapporti, soluzioni tipiche dei modelli premium del gruppo cinese.
Accanto a questi modelli è stato presentato anche il nuovo crossover K40, sviluppato sulla piattaforma aggiornata del Geely Atlas e destinato ad ampliare rapidamente la gamma del marchio. Le vendite dovrebbero iniziare nel corso del 2026, confermando un piano industriale molto aggressivo. Nonostante le evidenti somiglianze tecniche, il management Volga continua ufficialmente a negare una collaborazione diretta con Geely, sostenendo l’indipendenza del progetto.
Il ritorno del marchio Volga rappresenta quindi molto più di un semplice revival storico. Negli anni sovietici possedere una Volga era simbolo di prestigio sociale; oggi il brand diventa invece uno strumento strategico per ricostruire un’industria automobilistica nazionale dopo il ritiro dei costruttori occidentali.