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Il retail automobilistico italiano sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi decenni. Elettrificazione, digitalizzazione dei processi di vendita e nuove aspettative dei clienti stanno ridefinendo il ruolo delle concessionarie auto, chiamate oggi a evolvere non solo dal punto di vista tecnologico, ma soprattutto organizzativo e umano. Secondo la ricerca HR 2026 – Le priorità delle Concessionarie italiane, realizzata dal Centro Studi di Methodos Consulting, la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di attrarre talenti, ripensare i modelli gestionali e valorizzare il capitale umano come vero motore del cambiamento.
Nel 2026 la gestione delle risorse umane diventa strategica per l’intero comparto automotive retail. Il 64% delle concessionarie italiane individua nella ricerca e selezione del personale l’attività più critica, in un mercato del lavoro caratterizzato da forte prudenza professionale e instabilità economica. A rallentare la mobilità lavorativa contribuisce anche il fenomeno del job hugging, ovvero la tendenza dei lavoratori a mantenere il proprio ruolo anche in assenza di reale soddisfazione professionale.
In questo contesto, le concessionarie non cercano più soltanto competenze tecniche tradizionali, ma profili capaci di gestire innovazione tecnologica, flussi digitali, mobilità elettrica e sistemi ADAS sempre più avanzati. Cresce quindi la richiesta di tecnici specializzati e consulenti di vendita orientati alla consulenza, in grado di dialogare con una clientela informata e sempre più digitale. La retention dei dipendenti diventa così una leva competitiva fondamentale, soprattutto nei reparti post-vendita dove la pressione operativa è più elevata.
La trasformazione del settore impone anche una revisione profonda delle strutture organizzative. Il 36% delle concessionarie intervistate dichiara infatti urgente ripensare il proprio modello operativo per affrontare business sempre più complessi, caratterizzati da gestione multi-brand, servizi finanziari integrati e processi digitalizzati.
Le aziende stanno quindi lavorando alla semplificazione dei processi interni, alla riduzione delle inefficienze e alla creazione di organizzazioni più agili e reattive. La riorganizzazione non riguarda solo le procedure, ma anche l’identificazione dei talenti interni in grado di guidare la transizione tecnologica. La governance del dealer automotive si evolve così verso un ecosistema più collaborativo, orientato all’innovazione e alla valorizzazione delle persone.
Accanto alla trasformazione tecnologica emerge con forza il tema del benessere aziendale. Il 50% delle concessionarie indica come priorità assoluta per il 2026 l’aumento della soddisfazione dei dipendenti, seguito dallo sviluppo di competenze strategiche (43%) e dall’inserimento di leadership capaci di guidare il cambiamento (29%).
La transizione verso elettrificazione, guida assistita e digitalizzazione richiede infatti programmi continui di aggiornamento professionale. Sempre più dealer investono in percorsi di reskilling dedicati a mobilità elettrica, gestione dati, customer experience digitale e nuove tecnologie automotive. Coaching, analisi del clima aziendale e formazione specialistica diventano strumenti chiave per costruire una forza lavoro capace non solo di adattarsi al cambiamento, ma di anticiparlo.
La ricerca Methodos Consulting fotografa quindi un settore chiamato a una vera evoluzione culturale. Le concessionarie italiane che sapranno integrare innovazione tecnologica, organizzazione moderna e attenzione alle persone saranno quelle meglio posizionate per affrontare le sfide del mercato automotive nei prossimi anni. In un contesto di incertezza economica e trasformazione industriale, il capitale umano si conferma la risorsa più strategica per garantire crescita, competitività e sostenibilità nel lungo periodo.