F1. “Il migliore di sempre? Hamilton. Schumacher non aveva concorrenza”: Giorgio Piola esclusivo

F1. “Il migliore di sempre? Hamilton. Schumacher non aveva concorrenza”: Giorgio Piola esclusivo
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La lunghissima carriera in Formula 1, le amicizie sincere strette nel paddock, l'attenzione al dettaglio grazie a cui ha inventato una professione: Giorgio Piola si racconta in una lunga intervista video in esclusiva per Automoto.it
31 maggio 2026

“I miei disegni non sono semplice tecnica, ma tecnica emozionale. L’inquadratura che scelgo è per conto mio la più bella. I componenti delle monoposto di Formula 1 potrebbero benissimo essere esposti in un museo d’arte moderna”. Giorgio Piola ci spiega la sua visione professionale nel suo santa sanctorum, lo studio nella sua casa di Genova in cui nascono le sue creature. Sul terrazzo che dà verso il mare si respira la quiete che Piola cerca anche nel suo lavoro. Disegna di notte, quando il resto del mondo si ferma, in un contesto ben diverso dal suo habitat naturale, la pitlane.

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“Dico spesso che ho gli occhi a grandangolo”, ci spiega Piola con uno sguardo che tradisce il ragazzino che era quando arrivò per la prima volta nel paddock di Formula 1. Era il 1969, fu “un colpo di fulmine”. “L’unica cosa bruttissima di quegli anni era la sensazione, quando veniva realizzata la foto di inizio stagione con i piloti, che qualcuno non l’avremmo rivisto a fine anno. È una riflessione che mi emoziona con oggi. Non avevo il carattere da allegrone già di base, ma aver vissuto la F1 da diciannovenne, ventenne, ventunenne in un periodo in cui moriva qualcuno ogni anno non è stato semplice”.

Così come è stato molto complesso farsi una ragione di alcune perdite in particolare. Come quella di Elio De Angelis, un amico fraterno per Piola. “Quando morì Elio è come se fosse mancato il mio quarto fratello – confessa -. Quel test avrebbe dovuto farlo Patrese. Per fortuna fu Elio a chiamare Riccardo dicendogli di fare cambio. Se fosse stato il contrario sarebbe stato rovinato”. È il contrappasso di una carriera luminosa, “voluta”. “Devo ammettere di aver avuto fortuna. Sono convinto che se Giorgio Piola nascesse oggi, non avrebbe mai la mia carriera. C’è molta competizione. Per tantissimi anni dicevano che ero il migliore, ma ero anche l’unico", riflette.

A proposito di migliori, Piola ha le idee chiare su chi sia il più grande della storia della Formula 1. “Lewis Hamilton. Non solo statisticamente, ma anche a livello di qualità. I ferraristi si arrabbieranno, ma Schumacher ha vinto dei mondiali sempre con la macchina migliore. Questo vale anche per Hamilton, ma Schumacher non aveva concorrenza. Ha dovuto lottare solo con Mika Hakkinen – e una volta le ha prese – e con Fernando Alonso, buscandole anche da lui. Mi dispiace dirlo, ma i vari Coulthard o affini non erano all’altezza”.

Ma cosa ne pensa Piola del regolamento 2026 di Formula 1, tanto controverso da richiedere cambiamenti in corsa? “Avevo deciso di non venire quest'anno, ma il fatto che le macchine sarebbero state così diverse mi ha incuriosito molto. Non mi piace per nulla tutta la parte della gestione del motore, dell’elettrico: E soprattutto non ho apprezzato il fatto che si sia parlato troppo poco dell’aspetto della sicurezza”.

Piola ha anche le idee chiare sul prodotto di serie. “Io sono contrarissimo all'elettrico, se non nell'uso urbano. Per fare un esempio, io ho una BMW, ho 600 e passa chilometri di autonomia. Il giorno prima di un viaggio, faccio il pieno. Voglio essere sicuro di non avere problemi in caso di incidente, di imprevisti. Non voglio avere la spada di Damocle di un’autonomia che si riduce rispetto a quella dichiarata nel caso in cui si spinga di più. in città lo posso capire, anche per i mezzi pubblici. Per il resto, no”.

Se c’è qualcosa che non manca a Piola, questa è la franchezza. È parte dello stesso approccio analitico con cui passa in rassegna ogni piccolo dettaglio che scova nel paddock. E lo fa non solo con le monoposto, ma anche con le persone. È un fine osservatore della realtà, con quell’occhio “a grandangolo” che gli ha consentito di attraversare e analizzare tante epoche tecniche della Formula 1. Ere che ci racconta, in esclusiva, nella nostra lunga intervista video. 

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