GAC Aion punta sull'Italia: "Il distributore è già scelto, firma imminente. E potrebbe arrivare una versione dell'UT sotto i 25.000 euro"

GAC Aion punta sull'Italia: "Il distributore è già scelto, firma imminente. E potrebbe arrivare una versione dell'UT sotto i 25.000 euro"
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Incontro esclusivo con il vertice europeo del costruttore cinese a margine del lancio dell'Aion UT: accordo con il partner italiano già raggiunto, una berlina ibrida plug-in in arrivo nel 2026 e l'ipotesi concreta di un'elettrica entry-level per il mercato italiano. Tutte le anticipazioni dalla round table di Milano.
16 aprile 2026

Milano, centro di design. È qui, nello stesso edificio dove è stato concepito ogni centimetro della carrozzeria dell'Aion UT, che abbiamo incontrato i tre uomini che guidano l'espansione europea di GAC Aion (il marchio elettrico del colosso cinese Guangzhou Automobile Group, quinta realtà automobilistica cinese con quasi due milioni di veicoli venduti nel 2024).

David Zhang, dal 2022 alla guida del mercato europeo con responsabilità su circa venti paesi; Niels de Gruijter, veterano del settore passato per Škoda, Mitsubishi, Lotus e Rivian, oggi Deputy GM Marketing & Sales Europa; e Johannes Putkamer, chiamato a costruire da zero l'intera rete di assistenza post-vendita sul continente.

L'Italia è pronta. Manca solo la firma

La notizia, per ora, più rilevante per il mercato italiano arriva senza troppi giri di parole: "Abbiamo già selezionato il distributore per l'Italia", afferma Zhang. "L'accordo c'è. Non posso ancora dire il nome perché l'inchiostro non è ancora sul foglio, ma succederà quest'anno, sicuramente."  Un'attesa che, stando al management, si misurerà in settimane, non in mesi. Il lancio riguarderà sia l'Aion UT - la compatta sviluppata e designata a Milano, entrata in produzione di serie a Graz il 18 marzo scorso - sia l'Aion V, il SUV di taglia superiore già in produzione nello stesso stabilimento austriaco dalla fine del 2025.

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"Potremmo vedere una versione dell'UT con una batteria più piccola, magari a un prezzo intorno ai 25.000 euro. Non possiamo confermarlo, ma è una delle ipotesi che stiamo valutando."

Niels de Gruijter, Deputy GM Marketing & Sales GAC Aion Europa

Una versione entry-level a meno di 25.000 euro e un'ibrida?

De Gruijter non chiude la porta: "Stiamo sviluppando alcune varianti dell'UT. Non è ancora confermato, ma stiamo esplorando anche l'ipotesi di una versione con batteria più piccola, a un prezzo nell'ordine dei 25.000 euro." Una risposta prudente ma inequivocabilmente aperta, che lascia intuire come il mercato italiano - con la sua sensibilità al prezzo - sia centrale nella strategia di prodotto per i prossimi anni.

Oltre alle due elettriche già annunciate, il 2026 porterà in Europa un terzo modello: un SUV di taglia superiore all'Aion V, stavolta con powertrain ibrido plug-in. "Dopo di lui arriveranno altri modelli per riempire le concessionerie", spiega Zhang, che per ora non svela né i nomi né le architetture. Nel portafoglio globale del gruppo GAC esistono già full hybrid, range extender con tecnologia ADiMOTION e benzina puri. Quali arriveranno in Europa dipenderà dall'evoluzione dei mercati, ma la porta sembra essere più che aperta.

Produzione: solo Austria, ma le batterie si avvicinano all'Europa

Lo stabilimento Magna di Graz resta l'unico sito produttivo europeo, con una capacità pianificata di circa 53.000 unità annue su tre turni. Alla domanda se si possa immaginare una produzione in Italia, Zhang sorride ma non si lascia tentare: "Magna non è la soluzione più economica, ma è la migliore" L'accordo fra GAC e Magna, annunciato ufficialmente il 21 novembre 2025, punta a una localizzazione progressiva dei componenti, con un obiettivo del 45% di origine austriaca sull'UT. Sul fronte batterie - attualmente importate dalla Cina - il gruppo sta valutando opzioni europee, senza ancora comunicare tempistiche.

Supercharger? Solo se ha senso economico

In Cina GAC dispone di una rete di ricarica ultrarapida presente in 202 città e 31 province, con oltre 5 milioni di utenti serviti. In Europa, la questione è più complessa: normative differenti, investimenti enormi, e una rete di operatori terzi già consolidata come Ionity. Putkamer è cauto: "Abbiamo la capacità tecnica per costruire una nostra rete. Ma dobbiamo verificare la sostenibilità economica. Se i clienti possono ricaricare ovunque, forse non è necessario investire in stazioni brandizzate a tutti i costi."

Infine, per quanto riguarda la rete di vendita, nelle due nazioni dov'è attualmente presente direttamente - Germania e Francia - Aion opera con una National Sales Company; nei restanti mercati europei, Italia compresa, si affida a distributori selezionati che condividono la stessa visione. Inoltre, a supporto della rete, il centro europeo di distribuzione ricambi di Rotterdam, inaugurato il 5 settembre 2025, secondo le dichiarazioni garantisce già oggi una copertura efficiente per tutto il continente.

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