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Per anni lo sviluppo delle batterie cinesi è stato legato quasi esclusivamente al boom delle auto elettriche. Oggi, però, il settore sta entrando in una nuova fase.
I principali produttori del Paese asiatico stanno infatti espandendo il proprio raggio d'azione ben oltre il comparto automotive, puntando su segmenti che fino a poco tempo fa sembravano difficili da elettrificare: camion pesanti, mezzi da lavoro e perfino navi commerciali.
Si tratta di una strategia che rafforza ulteriormente la leadership industriale della Cina nella filiera dell'accumulo energetico e che, soprattutto, potrebbe far aumentare in modo significativo la domanda globale di materie prime come il litio. Se l'auto elettrica è stata il motore della prima rivoluzione, camion e navi potrebbero dunque rappresentare il prossimo grande capitolo per le batterie cinesi.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, le stime più diffuse sulla crescita della domanda di litio rischiano già oggi di essere sottovalutate. Frank Ha, amministratore delegato di Tianqi Lithium, uno dei maggiori produttori mondiali del minerale, sostiene infatti che molti scenari considerano soprattutto l'espansione delle auto elettriche ma non tengono ancora pienamente conto della rapida diffusione delle batterie in nuovi settori industriali.
Tra questi figurano proprio i camion elettrici, le attrezzature minerarie e le navi. Il fenomeno si inserisce in un contesto in cui la Cina mantiene una posizione dominante lungo tutta la catena del valore: le aziende cinesi controllano una quota rilevante della produzione mondiale di litio e il Paese concentra circa l'80% della capacità globale di produzione di celle per batterie.
Una leadership, questa, costruita grazie a colossi come CATL e BYD, che oggi stanno investendo massicciamente per estendere le applicazioni delle proprie tecnologie. La prospettiva è quella di una crescita della domanda ben oltre il settore delle auto, sostenuta anche dall'espansione dei sistemi di accumulo energetico, dei data center e delle nuove tecnologie industriali. Per i produttori di batterie cinesi, insomma, il mercato automotive potrebbe rappresentare soltanto una parte di un ecosistema molto più ampio e redditizio.
Il settore marittimo è probabilmente l'esempio più evidente di questa trasformazione. Non è certo un caso che CATL, il maggiore produttore mondiale di batterie, abbia dichiarato di voler accelerare l'elettrificazione di parte della flotta navale globale. L'azienda cinese ha già installato i propri sistemi su circa 900 imbarcazioni, principalmente impiegate lungo le coste, nei porti e nelle vie fluviali cinesi.
L'obiettivo è sviluppare una vera e propria filiera dedicata alle navi elettriche, con investimenti in ricerca, infrastrutture e servizi di sostituzione rapida dei pacchi batteria. Parallelamente cresce anche il peso dei camion elettrici. Reuters ha aggiunto un particolare non da poco: Robin Zeng, presidente di CATL, ritiene che entro il 2028 il 50% delle vendite di camion pesanti in Cina potrebbe essere rappresentato da veicoli elettrici, contro circa il 10% registrato nel 2024.
Una previsione che evidenzia la velocità con cui il trasporto merci su strada sta cambiando volto nel più grande mercato mondiale. La combinazione tra riduzione dei costi delle batterie, sviluppo delle reti di battery swapping e normative sempre più orientate alla decarbonizzazione sta rendendo l'elettrificazione economicamente interessante anche per i veicoli ad alto chilometraggio.
Se fino a ieri le batterie cinesi erano sinonimo soprattutto di auto elettriche, oggi stanno diventando il cuore tecnologico di una trasformazione che coinvolge camion, navi e logistica pesante. Ed è proprio questa diversificazione che potrebbe alimentare la prossima ondata di crescita dell'intero settore. Con la Cina seduta sempre in primissima fila.