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Umeå, Svezia, 15 Febbraio. Tutto in tre Speciali. La Super Domenica del 73° Rally Sweden si rivela quasi tappa a sé del Mondiale appena iniziato e già piuttosto chiaro nella sua prospettiva di sviluppo. È lo show del Rally di oggi all’ultimo tour, l’ultima stagione prima del Regolamento che verrà (ma come verrà?). Tre prove speciali, due volte i 25 chilometri della micidiale Västervik e il gran finale Power Stage sulla Umeå. Come ci si è arrivati, alla seconda Super Sunday della stagione? Con gli errori di Solberg al mattino del venerdì e la leadership strettissima di Katsuta alla sera, con il sorpasso di Evans il sabato mattina, il crollo (relativo, s’intenda) di Katsuta e un gran tirare i remi in barca per tutto il resto del giorno. Evans, Katsuta e Pajari nell’ordine, omogeneamente distanziati tra loro di una dozzina di secondi, e quattro Toyota, compresa la Yaris di Solberg risalita al quarto posto, ai primi quattro posti della Generale. È una bella fotografia, una panoramica verosimile di tutto l’anno che verrà.
Super Sunday. Vale da sola, tra valori di giornata e di Power Stage, un massimo di 10 punti. Evans-Katsuta-Solberg sulla prima Västervik, Katsuta-Pajari-Evans nella seconda. Sulla Umeå finale di poco più di 10 chilometri (la stessa che ha inaugurato il Rally, giovedì sera) salta fuori ancora una volta Thierry Neuville, una sorta di goal della bandiera. Meglio di niente, sono del Campione del Mondo 2024 i 5 punti Power Stage, ma non i 5 Super Sunday, che vanno a Evans, secondo nella speciale finale. Niente male, niente male affatto, Elfyn Evans e Scott Martin hanno vinto il 73° Rally Sweden e bissato il successo dello scorso anno. Takamoto Katsuta, terzo nel Power Stage alle spalle anche di Evans, è secondo assoluto a meno di 15 secondi, e un evidentemente soddisfatto Sami Pajari è terzo. A Oliver Solberg, quarto finale, e Esapekka Lappi, sesto alle spalle di Adrien Fourmaux e davanti a Thierry Neuville, i restanti punti Power Stage.
Quattro Toyota ai primi quattro posti. Si può dire e sintetizzare con una sola osservazione: Evans è stato perfetto, perfettamente bilanciato tra velocità, tattica e attenzione. Sembrerebbe un segno di consapevolezza importante. Rispetto al sabato non è cambiato nulla, di fatto, la classifica è congelata da allora. Neanche il minuto di penalità comminato a Neuville per non avere, come consiglia Cereghini da sempre, allacciato bene il casco, smuove le posizioni dei primi dieci. Per trovare un altro bagliore luminoso dal Nord Europa bisogna andare più indietro, ma non troppo e sempre meno: Matto Fontana ha guadagnato una posizione e ora è sedicesimo assoluto, con la Ford Rally3! Roope Korhonen e Anssi Viinikka, Yaris Rally2, decimi assoluti alle spalle anche di Armstrong e McErlean, vincono il WRC2.
La situazione del Mondiale dopo Monte-Carlo e Svezia premia Elfyn Evans, così come era accaduto l’anno scorso. In testa con 60 punti, contro i 47 di Oliver Solberg e i 30 di Takamoto Katsuta. Secondo al “Monte” e primo al Nord, lo scorso anno il gallese ha successivamente “spaventato” vincendo anche il Safari Kenya. Con la rarefazione delle concorrenza (via Rovanpera e Tanak, con un Ogier “flangiato” in un programma ridotto, e con la misera minaccia proveniente dalle altre Marche all’attuale supremazia Toyota, la vita di Evans potrebbe anche essere più facile, quest’anno. Al netto del fatto che non entri in conflitto proprio con sé stesso.
Così è la stagione in corso, con grandi aspettative perché dal 12 al 15 Marzo, tra Nairobi e il Naiwasha, Evans è chiamato alla conferma del successo 2025 in Kenya, Solberg avrà la possibilità di rendere ancora più clamoroso il suo avvio di stagione da neo promosso in “seria A”, e perché in Africa torna in pista Sébastien Ogier e questo è, forse, il fatto più oggettivamente “scomodo” dell’esito eventuale di quel Rally: saremo al turnover generazionale o sarà ancora il Re Leone francese a dominare la savana del Mondiale Rally?
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