WRC26 #09 Estonia. D1. Reset, e via per la fase cruciale del Mondiale. Sami Pajari al comando

WRC26 #09 Estonia. D1. Reset, e via per la fase cruciale del Mondiale. Sami Pajari al comando
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Formidabile en plein del giovane finlandese di Toyota, che ha vinto tutte le speciali del giorno e conduce con un quarto di minuto di vantaggio. Che sia arrivato il momento della prima? Beh, Ohgier è lì, quinto, senz’altro in agguato
17 luglio 2026

Tartu, Estonia, 17 Luglio. In archivio l’Acropolis, è la volta del 16° Delfi Estonia Rally, nona prova della corsa per la corona 2026 dei pesi massimi del Campionato del Mondo. Epicentro a Tartu, 180 chilometri Sud-Est dal Baltico della capitale Tallinn, per 301 chilometri cronometrati in 18 prove speciali su terra. Terra velocissima, supersonica, terra su cui Ott Tanak ha imparato ad andare più forte di tutti, come se niente fosse. Tre giorni di gara dal 17 al 19 luglio. Ma Ott Tanak non c’è. Peccato grande!

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Elfyn Evans è leader e parte per primo, Takamoto Katuta è secondo nella “leaderboard”, 162 contro 151 punti. I due ufficiali Toyota sono Campioni “imperfetti”. Il gallese deve dimostrare di saper reggere alla pressione d’estate, un eufemismo per dire che la stagione è calda, ma soprattutto perché dopo essere stato largamente in vantaggio ora è braccato. Dal canto suo il Giapponese ha già dimostrato molto, ma non ancora di poter disporre arbitrariamente del proprio potenziale. Grandi Rally, due vittorie pesanti, ma anche alcune scosse istruttive. La terza Toyota in fila è quella di Sébastien Ogier, 26 punti da Katsuta, ma con due gare in meno sulle otto sin qui disputate dagli altri. Tutti e tre hanno vinto due volte, ma il francese ha un trend positivo più “attuale”. Inutile girare attorno al problema: Ogier è una minaccia, e il perché lo si è già visto lo scorso anno. Altre due Toyota: Sami Pajari è cresciuto molto, Oliver Solberg, che ha vinto l’Estonia dell’anno scorso, ha sciupato di più. Le Hyundai di Adrien Fourmaux e Neuville sono appaiate sotto i cento punti, quindi fuori gioco a meno di una serie di miracoli.

Tutto in un giorno, shakedown e le prime sette speciali, 103 chilometri contro il crono. Un po’ di nervi tesi. L’ordine di partenza non è mai ideale… per chi parte per primo. È la “condanna” dei leader, e il godimento perverso di chi parte dietro. Evans è sensibile, Ogier ci sguazza. Forse è così che si vince un Mondiale, partendo da dietro, e facendo in modo di restare dietro, ma non troppo, fino alla zampata finale. Ciò rende Evans ancora più sensibile. Lo Shakedown ha fornito un suggerimento con un ex-equo: Pajari e Evans, stesso tempo. Per quale che vale, direte voi. Da qualche parte si deve pur iniziare, dico io.

11 Rally1. Hyundai ha mandato in campo Esapekka Lappi (la famosa panchina lunga), Ford Ed è subito, nettamente, Pajari, Fourmaux, Solberg, la tornata di nuova generazione diversamente motivata (e spesso avvilita). Pajari, in particolare, è subito sulla pista di decollo. E succederà qualcosa di molto bello. Il finlandese vincerà tutte le speciali del mattino… e poi anche tutte quelle del pomeriggio. Questa, direte voi, vale un po’ di più della stessa piccola indicazione fornita dallo Shakedown. Certo, dico io, ed è anche una buona sorpresa. 25 anni, ha vinto i mondiali Junior e WRC2, ma non ancora un Rally assoluto. Ora, in un solo giorno, ha aggiunto la metà delle speciali vinte fino ad ora. Possiamo, dobbiamo incrociare le dita, ma si direbbe che potremmo essere a un bivio cruciale della carriera. Certamente Pajari si dimostra perfettamente a suo agio sulle strade e nelle medie elevatissime del Rally. Poi si vedrà.Mārtiņš Sesks, Toyota ha confermato Sébastien Ogier (ma si sapeva).

È andata meno bene all’altro giovane velocista, Sesks, che ha semi distrutto la Puma durante lo shakedown e che è sesto per miracolo, bene a Solberg e Fourmaux che hanno tenuto la posizione ma non il ritmo dello scatenato Pajari. Ed è andata bene anche a Thierry Neuville, quarto. E poi viene quella che si deve pensare come la “sostanza che verrà”. Ogier è quinto, Evans nono. Il francese è nello standard della savana, pronto all’aggressione, il gallese sembra optare una volta di più per una prudenza difficile da capire fino in fondo. Ma forse questa è una realtà che lui sa gestire meglio di quanto noi possiamo intendere. Un speciale dalla fine Katsuta esplode un pneumatico e va KO. Giovanni Trentin, con Pietro Elia Ometto al debutto Mondiale con una Skoda, si fa le ossa nel WRC2 condotto, al momento, da Robert Virves. Le Lancia non sono della partita.

© Immagini. Pure WRC Agency, Red Bull Content Pool, Toyota TGR, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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