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Talcahuano, Concepción, Cile, 12 Settembre. Il secondo giorno del Rally Chile BIOBÍO 2026 inizia male e bene. Sébastien Ogier parte forte. Non si capisce bene con quale scopo, sarà la “responsabilità” di essere Campione del Mondo in carica, sarà che l’alternativa è quel giovanotto figlio d’arte che risponde al nome di Oliver Solberg. Quale che sia la ragione a innescarlo, va in scena un confronto intergenerazionale aperto e avvincente. E questo è il bene del giorno. Il male è subito dietro, o dietro l’angolo come un errore. Se ne incarica Thierry Neuville che, pronti via, ottavo chilometro, si permette di mettere la sua preziosa i20 sul tetto e quindi di distruggerla. Viaggiava in sesta posizione, Pajari non era troppo lontano ma comunque più redditizio, l’assalto alla top 5 possibile ma il feeling, per sua ammissione, non esagerato.
È la stessa prima speciale del giorno, la Pelun di 15 chilometri, che risulta fatale a un altro protagonista. Stessa dinamica, un bel cappottone e anche la Ypsilon di Nikolay Gryazin va dal carrozziere, lasciando libero la leadership WRC2 immediatamente raccolta da Yohan Rossel, stessa Lancia. Comunque, disgrazie e errori a parte, Ogier vince la prima e la seconda, Pelun, appunto, e la lunga Lota, 25KM, (cappottamento di Armstrong) supera Fourmaux e sale sul podio virtuale. Peccato l’indecisione sulla terza e ultima del mattino, Maria Las Cruces, ancor più lunga, 28 KM. Vince Solberg, Fourmaux è più veloce, Ogier torna al quarto posto. Evans è impeccabile, concentratissimo e veloce. Non sbaglia, non esagera, sempre piazzato non si preoccupa di Solberg in testa e difende egregiamente la seconda posizione. Pajari è altrettanto corretto e concentrato, ma meno “sciolto” e efficace. Non sembra in grado di avvicinarsi al podio, tanto meno di insidiare l’avversario diretto nella corsa al Titolo.
Solita lunga “ora” di pranzo sudamericana (quattro ore), siesta compresa, e si riprende per il secondo giro. Pelun 2, ancora Ogier, di forza, ancora davanti a Fourmaux, e di nuovo al terzo posto. Evans è lì, davanti a Solberg che sembra aver deciso di calare il ritmo per proteggersi da… sé stesso. Pajari non ce la fa, è ormai lontano dalle “zone di interesse”. Seconda Lota, di nuovo Ogier, e adesso si delinea un disegno più chiaramente. Non c’è Solberg, Evans o Fourmaux che tengano, rappresentino o accompagnino una ragione. Niente di personale, se c’è la possibilità di dare l’assalto al Rally del Cile, state certi, Ogier ci proverà.
Però c’è ancora la Maria las Cruces, l’ultima del sabato. Vince Solberg, Evans precede Ogier e lo allontana, ma tra i due “balla” appena, un secondo e tre. Solberg è ancora più stabilmente al comando, Evans è a quasi 20 secondi, Ogier attaccato. Rossel, Virves e Greensmith i Rally 2 nella top ten. L’attacco di Ogier è sempre una possibilità, ma ci pensiamo domani. Domenica, Super Domenica e Power Stage. Non una passeggiata. La Carampangue è lunga, 26 chilometri, la BioBio corta, otto, ma l’ultimo passaggio vale 5 punti per il primo.
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