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Matosinhos, Porto, Portogallo, 9 Maggio. Tanto tuonò che piovve! In tutti i sensi. E fu così che quel magnifico equilibrio creato nei due primi giorni del 50° Vodafone Rally of Portugal rischiò di rompersi spezzato dal colpo di scena. Ma non è andata esattamente così, per fortuna, e siamo ancora qui fortunatamente a… non capirci nulla, o davvero poco. La questione è che il limite di confine tra errore e sfortuna è spesso davvero irriconoscibile, e si fa fatica, quindi, a dare colpe ed emettere sentenze. Cosa che, tra l’altro, sarebbe sempre più saggio e elegante evitare di fare.
Comunque. Innanzitutto piove. Promette prima, arriva durante… e dopo restano le pozze, il fango, la “lavatura” delle pietre e lo sporco che entra nelle traiettorie. Nonostante questo, tutto fila “liscio” fino alla 14ma Speciale, la prima Paredes di 16 chilometri. Si continua, cioè, sulla falsariga del copione del giorno prima. È Ogier, che tiene, contro Neuville, che si fa minacciosamente sotto. Sulle prime tre del mattino vincono Pajari, Fourmaux e Solberg, Neuville si avvicina a meno di due secondi, poi Ogier allunga leggermente, progressivamente. Infine il cambio meteo improvviso crea lo scompiglio.
Oliver Solberg non è nuovo ad exploit vicini all’inverosimile. Si vede che, in determinate circostanze, riesce a liberare un talento particolare, che peraltro talvolta può anche essere un colpo di incoscienza erroneamente premiato dalla fortuna. Capita, sarà la carriera a svelarci l’arcano. Insomma, il giovane figlio di “Hollywood” Petter vince la Speciale, rifila sette secondi a Evans e venti a Ogier, passa dal terzo al primo posto e tiene Ogier a mezzo secondo alle sue spalle. Incredibile, no? Eppure vero.
Pomeriggio. Ogier punto nell’orgoglio. Vittoria nella seconda Felgueiras e di nuovo al comando. Solberg accusa il colpo, è settimo e torna dietro di 4 secondi e mezzo. Neuville, terzo, torna a mettere pressione. Non è finita. Seconda Cabeceiras de Basto. Altro colpo di scena. Sempre Solberg, ma al contrario. Lo svedese impatta (non se lo spiega), buca, perde quasi venti secondi. Il capitale della 14ma restituito come se fosse stato un prestito a usura. Tutto come prima: Ogier, Neuville, Pajari. Vicinissimni.
Tutto qui? Certo che no! Altre sorprese. Ultime due prima dello spettacolino finale della Lousada. Scivoloso, grip incerto. A Ogier resta una sola cosa da fare: scrollarsi di dosso gli inseguitori. Pronti. Perfetto uno-due sulle ripetizioni Amarante e Paredes, due vittorie nette, Neuville e Pajari vedono moltiplicarsi il ritardo che avevano per cinque. Il belga è a 20 secondi, il finlandese a 25 secondi. Solberg non se ne parli, ha bucato e non ha scorte, quasi un minuto indietro in zona Evans.
Mancano timbro e firma finale sulla pratica. Lousada, 3,8 chilometri, in parallelo. Ri-piove. Lo spettacolo è andato, un sacco di gente, stoica, sotto gli ombrelli. Ogier non si sottrae ma è Solberg ad avere la meglio, 3 secondi più veloce del Campione del Mondo. Sono successe molte cose, non è certo stata una giornata noiosa, ma la classifica è la stessa della sera prima, esattamente, fino all’ottavo posto. Cambiano i distacchi. Ogier-Landais, Toyota, in testa, Neuville-Wydaeghe, Hyundai, a più 22 secondi, Pajari-Salminen, Toyota, terzi a più 26. Teemu Suninen e Janni Hussi, Toyota Yaris, portano la prima Rally2 nella top ten.
Gong. Si va al riposo. La Super Domenica si gioca su due Vieira da Minho, 21,6 KM, e due Fafe, 11, Power Stage la ripetizione della leggendaria con il leggendario salto.
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