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Quando Lei Jun ha presentato la nuova Xiaomi SU7 lo scorso 20 marzo, qualcuno aveva osato parlare di "rischio bolla". Quarantotto giorni dopo, i numeri raccontano un'altra storia. La berlina elettrica di Pechino ha incassato 80.000 ordini bloccati con caparra, secondo i dati ufficiali diffusi dal costruttore via Weibo il 6 maggio. Non manifestazioni di interesse, non prenotazioni revocabili: contratti veri, con denaro versato.
Il dato pesa ancora di più se messo in fila con il bollettino delle consegne. Aprile 2026 si è chiuso oltre quota 30.000 unità, mentre marzo aveva fatto segnare 21.440 immatricolazioni domestiche secondo China EV DataTracker, in flessione del 26,7% su base annua dopo i picchi invernali. Il segnale è inequivocabile, dopo una fisiologica pausa di assestamento, la macchina commerciale di Xiaomi ha ripreso a girare a pieno regime.
Per cavalcare l'onda, l'azienda ha attivato una finestra promozionale aggressiva valida dal 6 al 31 maggio. Le versioni Standard e Pro ricevono un pacchetto benefit dal valore di 42.000 yuan (circa 5.230 euro), mentre la più muscolosa Max sale a 61.000 yuan, ovvero quasi 7.600 euro di vantaggi. Il bundle include sedili a gravità zero con funzione massaggio, configurazioni di stivaggio aggiuntive e l'integrazione del sistema di guida assistita proprietario Xiaomi HAD, che la casa offre ora di serie su tutta la gamma.
Sul fronte finanziario, il pacchetto promozionale si completa con un piano a tasso agevolato spalmato su cinque anni, anticipo minimo da 49.900 yuan (6.200 euro) e rate mensili a partire da 3.115 yuan, equivalenti a circa 390 euro. Una proposta tagliata su misura per la classe media urbana cinese, lo stesso bacino in cui la SU7 ha trovato il suo terreno più fertile.
La gamma si articola su tre livelli di prezzo, da 219.900 a 303.900 yuan (tra 32.200 e 44.500 dollari). Proprio in concomitanza con il lancio della campagna, Xiaomi ha rivisto in profondità l'offerta. Alcune tinte esterne, tra cui il magenta e il nero sugli allestimenti d'ingresso, escono dal listino. La Max perde il pacchetto estetico in edizione speciale, mentre i cerchi da 20 pollici vengono ora riservati a specifiche combinazioni di allestimento e colore. Alcuni abbinamenti tra interni ed esterni, infine, non sono più ordinabili.
Dietro questa razionalizzazione c'è probabilmente la volontà di semplificare la produzione di fronte a una domanda che continua a sorprendere persino gli stessi vertici di Pechino.
Sul piano meccanico, l'architettura della SU7 resta quella che il pubblico ha imparato a conoscere. Il motore V6S Plus alimenta tutte le declinazioni: 235 kW sulla Standard e sulla Pro, mentre la Max adotta una configurazione dual motor da 508 kW, l'equivalente di circa 690 cavalli. Le batterie raccontano altre tre storie diverse: 73 kWh per la Standard, 96,3 kWh per la Pro e 101,7 kWh per la Max. L'autonomia dichiarata nel ciclo cinese CLTC è rispettivamente di 720, 902 e 835 chilometri, con la Pro che si conferma il punto di equilibrio più convincente della gamma.
Le dimensioni rimangono importanti: 4.997 mm di lunghezza per un passo di 3.000 mm, parametri che collocano la berlina nel cuore del segmento premium. A bordo, display centrale da 16,1 pollici, quadro strumenti rotante da 7,1 pollici e visualizzatore frontale compongono un'interfaccia digitale che vuole rispondere colpo su colpo alle proposte tedesche. Il sistema LiDAR è standard su ogni allestimento, così come la suite Xiaomi HAD: una mossa che pochi costruttori globali si possono permettere a questi prezzi.
In aprile, Lei Jun aveva chiuso la porta a una possibile elettrica entry level sotto i 100.000 yuan (12.500 euro). La SU7, dunque, resta il pilastro di una strategia che punta sul segmento medio premium piuttosto che sulla guerra dei prezzi al ribasso. Sempre ad aprile, lo stesso Lei Jun aveva organizzato un evento pubblico di smontaggio del modello, esibendo i dettagli costruttivi e la struttura dei costi davanti a una platea attenta tanto agli ingegneri quanto agli investitori.
Ora lo sguardo si sposta avanti. A fine maggio è atteso il debutto della Xiaomi YU7 GT, nuova interpretazione del concetto di sportività elettrica firmata dal gruppo di Pechino. Se la SU7 ha già dimostrato di poter trasformare un produttore di smartphone in un costruttore automobilistico di peso, la YU7 GT sarà la prova del nove. Perché un colpo grosso si fa con un modello solo. Una rivoluzione, invece, richiede una gamma intera.