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C'è un esercito di crossover borgogna schierato in fabbrica, pronto a invadere gli showroom della Cina. Sono gli Xiaomi YU7 GT, e le foto trapelate online raccontano meglio di qualsiasi comunicato la scala dell'operazione che la casa di Lei Jun sta preparando. Il debutto ufficiale è in programma a fine maggio, ma le immagini parlano già da sole: il colosso tech ha messo in produzione il suo SUV più estremo e ne sta accumulando esemplari per popolare le concessionarie nel giro di poche settimane.
La domanda se l'erano fatta in molti, dopo aver visto le specifiche da supercar elettrica. La risposta arriva direttamente dai vertici Xiaomi e definisce con chiarezza una doppia identità di gamma che merita attenzione. La sigla Ultra resta riservata alle vetture costruite per il cronometro, quelle che vivono per il giro veloce. Il riferimento è la Xiaomi SU7 Ultra, la berlina che con i suoi 1.526 CV combinati ha firmato il terzo tempo assoluto al Nürburgring, scattando da zero a cento in 1,98 secondi e arrivando a 359 km/h.
La sigla GT, al contrario, racconta tutta un'altra storia. Niente ossessione per i tempi sul giro, ma il piacere della percorrenza lunga, del viaggio cremoso macinato a velocità sostenuta. Xiaomi posiziona quindi il YU7 GT come SUV da viaggio di livello supercar, dove le prestazioni si fondono con autonomia, comfort e una dose generosa di lusso. Una filosofia che spiega anche la scelta tecnica più rivelatrice: batteria da 101,7 kWh capace di 705 km in ciclo CLTC, contro i 93,7 kWh e 620 km della sorella Ultra. Più chilometri, più peso, più volontà di divorare autostrade.
Sotto il pavimento e tra gli assi del YU7 GT lavora un'architettura dual motor chirurgicamente bilanciata. L'unità anteriore eroga 288 kW, pari a 386 CV, mentre quella posteriore scarica al suolo 450 kW corrispondenti a 604 CV. Il totale combinato sfiora la soglia psicologica delle quattro cifre fermandosi a 738 kW, ovvero 990 CV. La velocità massima dichiarata è di 300 km/h, un dato che da solo ridisegna la mappa del segmento dei SUV elettrici cinesi.
Il tempo sullo zero a cento non è ancora stato comunicato ufficialmente, ma considerando l'architettura e la potenza in gioco è lecito attendersi un valore ben sotto i tre secondi. La piattaforma a 800 Volt, l'ammortizzatore pneumatico, il vectoring di coppia sull'asse posteriore e l'impianto frenante con dischi carboceramici Brembo completano un pacchetto tecnico che non lascia margini di replica alla concorrenza tradizionale.
Le sessioni di test al Nürburgring Nordschleife hanno svelato una vettura che indossa l'aggressività come una seconda pelle. Splitter anteriore pronunciato, diffusore posteriore scolpito, pinze freno maggiorate e ben dieci canali aerodinamici disseminati lungo la carrozzeria per gestire il flusso d'aria. I cerchi sono da 21 pollici, calzano gomme generose e nascondono l'impianto frenante in carbonio.
Il colore borgogna scelto per gli esemplari avvistati in fabbrica appare studiato a tavolino per le esposizioni nei flagship store: una tinta profonda, sofisticata, lontana dai rossi gridati delle supercar e perfettamente in linea con il posizionamento da gran turismo elettrico.
Il confronto dimensionale con la Ferrari Purosangue è di quelli che fanno discutere. Con 5015 mm di lunghezza, 2007 mm di larghezza, 1597 mm di altezza e un passo di 3000 mm, la Xiaomi misura 42 mm in più del riferimento di Maranello, è 21 mm più stretta e si alza di 8 mm rispetto alla rivale italiana. Numeri che parlano di un approccio diverso, più orientato all'abitabilità interna e all'agilità sul misto veloce, meno alla larghezza estrema da super sportiva.
Il pile up in fabbrica racconta anche un'altra storia, quella di una Xiaomi che vuole consolidare la sua corsa. Nel primo trimestre 2026 la casa ha consegnato 80.856 vetture, in crescita del 6,6% anno su anno, conquistando l'1,9% del mercato cinese. L'obiettivo annunciato da Lei Jun per l'intero 2026 è ambizioso: 550.000 unità consegnate. Il YU7 GT è la freccia più affilata della faretra, il modello che deve catturare l'attenzione dei clienti più esigenti e portare Xiaomi nel club ristretto dei costruttori capaci di proporre SUV elettrici con prestazioni da hypercar.
L'appuntamento con il debutto è ormai questione di giorni. E quando il sipario si alzerà, la sensazione è che il segmento dei crossover sportivi non sarà più lo stesso.
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