WRC26 #06 Portogallo, D2. Emersione Sébastien Ogier [VIDEO]

WRC26 #06 Portogallo, D2. Emersione Sébastien Ogier [VIDEO]
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Grande equilibrio, fragili ordinamenti, in cinque vicinissimi. Ogier, Neuville, Pajari, Soberg, Evans, ma cedere la posizione per un piccolo errore è un attimo. Ecco che non si può essere Campioni del Mondo nove volte così, per caso. Si rivede la competitività delle Hyundai
8 maggio 2026
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Matosinhos, Porto, Portogallo, 8 Maggio. Il “minimo storico” del secondo giorno di questo 50° Vodafone Rally of Portugal, Sébastien Ogier lo tocca con la prima Arganil, 18 chilometri, seconda del giorno quando, in un clima di “atipico” equilibrio tra le Toyota e le Hyundai, tra un Fourmaux leader e un Ogier inseguitore e “capobranco” di una piccola muta di inseguitori, Evans, Solberg, Pagari, Neuville, ma comunque tutti in un fazzoletto di sette secondi, il suddetto Sébastien quell’equilibrio sembra averlo perso. Non servono a niente le cinque vittorie qui in Portogallo, a poco un talento che si rinova ad ogni nuova occasione. Dal secondo al quarto, da quattro a otto secondi di ritardo.

È proprio da quel “minimo”, tuttavia, che parte il riscatto del Campione del Mondo. In parte “collaborativo” (Solberg sbaglia), in parte per una certa costanza di “prudenza” che sta alla base dell’incertezza del Campione: torna al terzo posto con la prima Lousa, e va finalmente alla prima assistenza dell’ora di pranzo. Non è successo niente di sconvolgente… se non che le Hyundai si rivelano all’altezza della situazione, di nuovo competitive, così come si era “sospettato” sin dallo shakedown. Fourmaux ne trae il massimo vantaggio ed è ancora primo, i primi cinque comunque molto vicini. Una regolazione di assetto, alcune correzioni delle note e, “imparata la lezione” del primo giro di Speciali, Ogier cambia registro.

Sono le ripetizioni delle Arganil, Lousa e Mortagua, in ordine inverso rispetto al mattino, più la extra Gois, una tantum da 15 chilometri. Ogier rompe gli indugi e vince le prime tre, ma già dalla Gois, complice un errore di Fourmaux che esce di strada nello stesso punto di Solberg e finisce per pura fortuna con una gomma bucata, è tornato al comando delle operazioni. Fourmaux e Solberg, appunto sono scesi, Neuville e Pajari sono risaliti, rispettivamente, al secondo e terzo posto. Non c’è da allargarsi troppo, un Neuville piacevolmente resuscitato alla consistenza ed eccitato dalla ritrovata prestazione della i20 dell’era Carriero, è a cinque secondi.

Lultima, la seconda Mortagua, offre un piccolo autografo di Thierry Neuville. Bello che ci sia finalmente un po’ di battaglia “intermarche”. Ogier concede poco più di un secondo, ma il risultato si deforma. Ogier-Landais, Toyota, al Comando, Neuville-Wydaeghe, Hyundai, secondi, Pajari-Salminen, Toyota, terzi, ma staccati. Questi ultimi hanno perso terreno, Neuville si avvicina ad appena 3,7 secondi da Ogier. Tutta da giocare. Globalmente, Fourmaux sembra aver perso un treno, Solberg sta trasformando una stagione iniziata da sogno in una preoccupazione, le cifre dell’attualità puntano sulla “fiducia” che si puà accordare a Ogier (sempre) e a Pajari (il suo livello di maturità si sta traducendo in una costante di rendimento). Evans e Takamoto hanno senza dubbio sofferto molto a dover “ripulire” le strade, le Ford M-Sport di McErlean, Armstrong e Sesks sono in anno “taxi”, sbarcano il lunario probabilmente già proiettate nel lavoro del 2027.

Sabato, il terzo giorno, è anche il più lungo e verosimilmente il più impegnativo. Meteo incostante e “traditore”, come venerdì, 145 chilometri distribuiti nei due passaggi delle Cabeceiras de Basto, Amarante, 29 chilometri, la più lunga del Rally, Paredes. Più altri due flash Figueira da Foz e lo spettacolo finale sulla Lousada di 3,8 KM.

© Immagini. Pure WRC Agency, Red Bull Content Pool, Toyota TGR, Hyundai Motorsport, Ford M-Sport, WRC.com, Lancia Corse

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