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Il costruttore automobilistico cinese Jac ha riconosciuto, tramite un documento depositato sui mercati asiatici, l'avvio di interlocuzioni dirette con Stellantis e il colosso tecnologico Huawei. L'obiettivo sul tavolo è una potenziale, storica collaborazione per lo sviluppo e la produzione dei futuri modelli Maserati.
La mossa di Jac, resasi necessaria per placare le forti oscillazioni al rialzo del proprio titolo azionario (schizzato del +20% in sole tre sedute), certifica ufficialmente le indiscrezioni che il quotidiano Milano Finanza aveva lanciato in anteprima lo scorso 4 settembre. Nel documento, tuttavia, l'azienda cinese frena i facili entusiasmi: "I contenuti e la forma dell’eventuale collaborazione non sono ancora stati definiti", precisando che non vi è alcun accordo formale vincolante e che l'operazione resta soggetta a una "significativa incertezza".
Dal canto suo, Stellantis mantiene il proverbiale riserbo istituzionale. Contattata in merito dal quotidiano economico, la Società ha fatto sapere tramite un portavoce di intrattenere abitualmente "discussioni con diversi operatori industriali in tutto il mondo" allo scopo di offrire le migliori soluzioni di mobilità, rimandando eventuali annunci ufficiali ai tempi e ai modi opportuni.
Ma su cosa si sta trattando esattamente nel triangolo Italia-Cina? Secondo fonti vicine al dossier, il progetto sarebbe già entrato in una fase operativa avanzata, concentrandosi su due nuovi modelli Maserati a zero emissioni: un SUV di segmento medio-grande e una Gran Turismo di dimensioni generose.
La divisione dei compiti sarebbe delineata con precisione, dove Jac (in tandem con Maextro, il marchio ultra-lusso sviluppato proprio insieme a Huawei) si occuperebbe dell'ingegnerizzazione di base dei veicoli. Huawei metterebbe a disposizione il suo sofisticato ecosistema tecnologico, fornendo software, architettura elettronica e sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS). A Maserati, infine, spetterebbero il design, il posizionamento premium sul mercato e la calibrazione dinamica finale del mezzo.
Uno degli aspetti più delicati e politicamente rilevanti riguarda la produzione. Per salvaguardare il prestigio manifatturiero del Tridente, le parti stanno studiando per i mercati internazionali uno schema di assemblaggio "SKD" (Semi-Knocked Down).
Le scocche dei veicoli verrebbero realizzate in Cina, nello stabilimento di Hefei. Successivamente, le vetture incomplete viaggerebbero verso l'Italia, con lo stabilimento Stellantis di Cassino individuato come polo principale. Qui avverrebbe l'assemblaggio degli interni di lusso e la complessa messa a punto finale. Una soluzione ibrida che consentirebbe di sfruttare le economie di scala della base industriale cinese mantenendo però una forte impronta "Made in Italy" sull'artigianalità degli abitacoli e sul collaudo.
La fumata bianca, in ogni caso, non è imminente. A frenare l'accordo definitivo è un serrato braccio di ferro economico. Stellantis riterrebbe infatti troppo esoso il prezzo richiesto per alcune componenti tecnologiche fornite da Huawei, in primis il sofisticato sistema di guida semi-autonoma (ADAS di livello 3).
Il negoziato verte anche sulla ripartizione degli investimenti: i vertici di Stellantis non sarebbero disposti ad accollarsi una quota sproporzionata dei costi di sviluppo. Per superare l'impasse, si sta valutando l'ipotesi di una dotazione tecnologica "a due velocità": sistemi di guida autonoma di altissimo livello per le vetture destinate al mercato interno cinese, e pacchetti ADAS differenti (e meno onerosi) per l'Europa e il resto del mondo, una scelta che asseconderebbe anche le diverse rigidità normative tra i continenti.
L'eventuale intesa con l'asse Jac-Huawei permetterebbe a Maserati di accedere in tempi rapidissimi alle tecnologie di ultima generazione cinesi, tagliando drasticamente i costi di sviluppo. Un tassello fondamentale che andrebbe a inserirsi nel più ampio piano di rilancio del Tridente, la cui presentazione ufficiale è attesa per il mese di dicembre durante l'Investor Day in programma a Modena.